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‘Si riattivi il servizio dedicato all’infanzia’

Una cordata di Comuni scrive all’Associazione cura a domicilio e le chiede di tornare sui suoi passi dopo il ‘divorzio’ dal Progetto genitori a fine 2024

Di Daniela Carugati

Le famiglie del Mendrisiotto e Basso Ceresio hanno bisogno di sentirsi supportate. In questo ultimo anno e mezzo si è avvertita, infatti, la mancanza del servizio che per oltre quindici anni ha accompagnato genitori, bambini e bambine sul piano sociale, sanitario e educativo grazie all’intesa saldata tra il Servizio di assistenza e cura a domicilio del Mendrisiotto e Basso Ceresio (Sacd) e l’Associazione Progetto genitori (Apg). Con il passare dei mesi è emersa con evidenza la necessità di poter contare di nuovo su ciò che le Permanenze educative mobili (Pem) sapevano assicurare. Non a caso la rottura, unilaterale, nell’autunno-inverno del 2024 del contratto da parte di Acd, aveva spiazzato e amareggiato l’Apg. L’anno scorso Chiasso, Mendrisio e Stabio avevano cercato di supplire con le loro forze alla copertura (anche finanziaria) dei bisogni. Oggi, però, l’esigenza condivisa a livello regionale di colmare le lacune, ha convinto un gruppo di Comuni – anzi, una vera e propria cordata – capitanato da Stabio a scrivere all’Acd e a mettere nero su bianco una precisa richiesta: ripristinare il servizio nel comprensorio. Una missiva che fa seguito, peraltro, all’esortazione giunta alla fine di aprile dal Cantone; e decisa a sollecitare l’Acd a riattivare quelle prestazioni. Una cosa è sicura: come abbiamo potuto accertare l’Associazione cura a domicilio ha già indirizzato ai responsabili di Progetto genitori l’invito a incontrarsi e a riaprire il dialogo interrotto a fine 2024, riavvolgendo di fatto il nastro del tempo. Sul territorio vi è già chi incrocia le dita: la presenza di preasili così come la possibilità di contare su consulenze socio-educative sono, in effetti, dei reali alleati per le famiglie. La stessa Associazione Progetto genitori, colta di sorpresa dall’iniziativa degli enti locali, coltiva la speranza di poter tornare a collaborare con Acd. Prima di perorare di nuovo la causa, del resto, si è promosso un sondaggio fra tutti i Comuni per esplorare bisogni e volontà. Le risultanze sono state chiare, al pari delle adesioni di diversi Municipi. A rivendicare l’importanza del presidio a favore delle famiglie della regione e a dire quanto sia significativo un tale strumento di prevenzione, accompagnamento e promozione del benessere nella prima infanzia, sono, con Stabio, Arogno, Balerna, Breggia, Chiasso, Coldrerio, Mendrisio, Novazzano, Riva San Vitale, Val Mara e Vacallo.

L’esortazione del Cantone ad Acd

Un sentire comune, come detto, certificato pure dal Cantone e dalla sua richiesta rivolta all’Acd. La domanda diretta all’Associazione cura a domicilio è quella, infatti, di reintrodurre queste prestazioni mirate, secondo le modalità ritenute più adeguate. Ovvero sia tramite personale interno all’Acd, sia assegnando di nuovo il mandato all’Apg. Anche se l’autorità cantonale intravvede l’opportunità di appoggiarsi comunque a Progetto genitori, qualora si volesse procedere in autonomia – linea che, d’altro canto, ha orientato la scelta nel 2024, volendo evitare, si era motivato, dei possibili doppioni –, raccomandando di coinvolgere l’Associazione almeno in una fase iniziale, per assicurare un accompagnamento e un passaggio di competenze. Nel 2024, d’altra parte, la stessa direzione dell’Acd per giustificare il ‘divorzio’ da Progetto genitori, aveva evocato la posizione del Consiglio di Stato, propenso ad armonizzare la situazione sul territorio ticinese, dove gli altri Servizi garantivano essi stessi queste attività. Ora l’indirizzo sembra essere più flessibile e aperto a delle cooperazioni; punto fermo il fatto che il Cantone ha sempre riconosciuto, e in toto, la copertura delle prestazioni, valutate in circa 100-120mila franchi l’anno. I Comuni che hanno sottoscritto la lettera inviata all’Acd, in ogni caso, confidano che venga dato seguito alle sollecitazioni cantonali, attivando, si ribadisce nella missiva, “senza ulteriore ritardo le misure necessarie al ripristino del servizio nel comprensorio”, individuando, di conseguenza, “una soluzione condivisa ed efficace”. Sul territorio, in effetti, vi è chi, a suo tempo, aveva vissuto la decisione dell’Acd come arbitraria. Le Permanenze educative mobili negli anni hanno mostrato la capacità, si fa capire, di saper rispondere in modo concreto alle necessità delle famiglie, contribuendo, si tiene a sottolineare, a “rafforzare la rete territoriale di sostegno, valorizzando percorsi di consulenza socio-educativa, ascolto, accompagnamento e socializzazione”.

‘L’invito è già partito’

Sul versante dell’Acd, nel frattempo, ci si è attivati per riallacciare i rapporti. «Abbiamo già contattato l’Associazione Progetto genitori, proponendo alcune date per fissare un incontro – ci conferma Daniele Caverzasio, presidente dell’Acd, nonché capo del Dicastero socialità e pari opportunità della Città di Mendrisio

–. Seduti a un tavolo potremo nuovamente valutare quale approccio prediligere per affrontare il tema sul quale stiamo lavorando, chiarendo modalità e possibili collaborazioni. L’intento, quindi, è quello di riaprire il dialogo e in tal senso abbiamo informato pure i Comuni che fanno capo al nostro comprensorio». Certo, richiama Caverzasio, si aspettava anche di conoscere la presa di posizione del Cantone che, annota, in parte è stata esplicitata, come rimarcato, d’altro canto, nella lettera dei Comuni.

‘Restiamo in attesa’

All’Associazione Progetto genitori attese e aspettative salgono. «L’iniziativa dei Comuni – spiega il presidente Aldo Mapelli, da noi interpellato – ci ha sorpreso, anche perché non siamo stati informati preventivamente. Al momento quindi mi è difficile dire di più. In ogni caso, la riapertura di un tavolo di discussione potrebbe rivelarsi interessante. In questo anno e mezzo non essere più in prima linea è un aspetto che ci è mancato. Ci fa piacere, quindi, constatare che la nostra assenza è stata notata a livello comunale e che l’Acd, da parte sua, si stia occupando del servizio e dell’esigenza di riavviare il discorso». Ritrovare un punto di incontro sarebbe un bel regalo per i vent’anni di Progetto genitori.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-13T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281724096306182

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