Le nuove case di vacanza per la Sinistra sono troppe
La Sinistra chiede di arginare le licenze edilizie per alloggi di vacanza. Il sindaco: ‘L’unico strumento che abbiamo è la revisione del Piano regolatore’
Di Serse Forni
Presa di posizione critica con la richiesta di arginare il numero di licenze edilizie. Il sindaco replica: ‘I numeri non allarmano. Unica misura, la revisione del Piano regolatore’. Una raffica di richieste di permessi di costruzione per residenze secondarie. Un fenomeno che a Losone si innesta su due elementi chiave: da una parte il fermento edilizio che da anni contraddistingue la località sulla sponda destra della Maggia; dall’altra la possibilità (che è una cosa ormai più unica che rara nel Locarnese) di realizzare nuove case di vacanza. La quota è infatti sotto la fatidica soglia del 20 per cento, fissata dalla legge federale. Come riportato da laRegione lo scorso aprile, ciò lascia spazio per decine di nuovi alloggi secondari. Tuttavia l’alto numero di richieste che stanno giungendo all’Ufficio tecnico comunale suscita anche delle perplessità. In particolare, la Lista della sinistra insorge, con una presa di posizione: “A Losone risultano di particolare rilevanza tre progetti su grandi fondi originariamente di proprietà di enti di diritto pubblico, che operano nell’ambito della beneficenza e quindi senza scopo di lucro (parrocchia di Losone, fondazione Camani e fondazione Beato Berno di Ascona). In sede di Consiglio comunale il nostro gruppo aveva già inoltrato domande di chiarimento al Municipio, che ha risposto di avere un margine di manovra assai limitato. Su due dei fondi in questione i promotori delle costruzioni hanno inoltrato direttamente progetti in larga parte destinati a residenze secondarie, mentre sul fondo Camani la destinazione indicata inizialmente era per appartamenti primari”.
Poi la sorpresa: “Lunedì 17 agosto sono state pubblicate due richieste di cambio di destinazione a residenza secondaria per i 42 appartamenti progettati in Via Sottochiesa e autorizzati da poco, o forse con il processo di concessione della licenza ancora in corso – afferma la Lista della sinistra –. Siamo alquanto preoccupati di questo sviluppo: sarebbe necessario agire per tempo al fine di garantire uno sviluppo controllato delle case secondarie. Questi alloggi di nuova costruzione a standard elevato, chiaramente non destinati a residenti, generano letti freddi, traffico, costi indiretti a carico dei contribuenti residenti e, soprattutto, entrate irrisorie che non coprono le spese e i costi sociali causati”.
Il gruppo ricorda che già nel 2017 lo studio di base cantonale sulle residenze secondarie consigliava al Comune di Losone l’introduzione di una normativa specifica relativa alla salvaguardia della residenza primaria: “Si ritiene quindi importante per questo Comune intraprendere le necessarie riflessioni e definire una politica proattiva in favore delle residenze primarie – si leggeva nella specifica sezione del Piano direttore cantonale –. Infatti, vi è il rischio che qualora tutti i Comuni adiacenti adottino e applichino misure restrittive in termini di residenze secondarie, la domanda di residenze secondarie si riversi laddove non vi sono disposte normative precise”. La conclusione della presa di posizione del gruppo: “Di fatto, da allora nessun provvedimento è stato preso e l’assalto alla diligenza è sotto gli occhi di tutti. Quando sarà finalmente adottata una politica proattiva e lungimirante, con regole che curino gli interessi locali e non solo quelli degli investitori e speculatori edilizi, guidati primariamente da logiche di rendimento economico?”.
Ivan Catarin: ‘Dal 2018 a oggi un aumento contenuto’
Una domanda che giriamo direttamente al sindaco Ivan Catarin, che illustra alcuni dati: «Attualmente le residenze secondarie a Losone si attestano attorno al 16 per cento. Una cifra che è cambiata poco nel corso degli anni: siamo passati dal 13,3 per cento del 2018 alla quota odierna, con un più 2,7. L’aumento maggiore si è manifestato nel 2020 con un 2,3 per cento e tra il 2023 e il 2025, con più 1,8 %. A metà 2026 la tendenza è del più 0,3 per cento. Questo dato ci fa dire che sulle domande di costruzione che vengono depositate non si va unicamente nella direzione di residenze secondarie, tanto più che alcune di queste vengono successivamente convertite poiché acquistate come residenze primarie». E ancora: «La popolazione a Losone è in crescita. Un’evoluzione che conferma la linea politica orientata alla vocazione residenziale. Per le finanze comunali sono proprio le persone fisiche (tra cui le famiglie) che la fanno da padrone e la tendenza sembra proseguire. Continueremo a favorire l’insediamento di famiglie, anche attraverso importanti investimenti nelle infrastrutture scolastiche».
In conclusione: «Occorre ribadire che il proprietario di un terreno situato in zona edificabile può disporre del proprio fondo secondo le sue esigenze (sia che i suoi siano interessi privati o pubblici) in conformità alle norme pianificatorie in vigore. Losone è ampiamente al di sotto della soglia del 20 per cento per quanto riguarda le residenze secondarie. Le domande di costruzione ovviamente devono indicare le quote di alloggi di vacanza previsti e l’istante ha il diritto di poter edificare nel rispetto delle normative. Il Municipio ha la responsabilità e il dovere di applicare le disposizioni. Restrizioni e vincoli formalmente non previsti non possono per contro essere presi in considerazione. Lo strumento principale resta il Piano regolatore comunale, approvato nel 2005. Attualmente sono in corso gli aggiornamenti legati alla scheda R6 del Piano direttore cantonale. Seguirà la procedura del Piano d’azione comunale, che porterà a una revisione del Pr con maggior cognizione di causa».
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