Far funzionare la città al di là dei grandi eventi
di Stefano Lappe e Orlando Bianchetti, presidente e vicepresidente Plr Locarno
Quando un’attività chiude in centro, la reazione è spesso la stessa: puntare il dito contro i grandi eventi. È una dinamica prevedibile, spesso strumentale, che alimenta polemiche ma serve più a cercare un colpevole (...)
di Stefano Lappe e Orlando Bianchetti, presidente e vicepresidente Plr Locarno (…) che a trovare una strada per una città funzionante tutto l’anno.
Locarno non è una città che “vive solo di grandi eventi” e, a ben vedere, non sembra nemmeno che qualcuno lo affermi seriamente. Il rischio, però, è che questo modo di impostare la discussione alimenti un’immagine distorta: quella di una città ferma, quando la realtà è ben diversa. Basti pensare che lo stesso dibattito è ripartito a pochi giorni dalla presentazione di un progetto da 15 milioni per la riqualifica del centro urbano: un tempismo che dice già molto, ma ci torniamo più avanti. I grandi eventi non sono il perno dell’economia locale e non lo sono mai stati. Possono però rappresentare un valore aggiunto se ben concepiti e ben gestiti: portano persone, creano movimento, danno visibilità a Locarno ben oltre il Locarnese e il Ticino e generano un indotto concreto per molte attività.
Diversi eventi, va detto, hanno ancora ampi margini di miglioramento (come dimostrano anche le critiche emerse con particolare forza quest’anno). Il punto non è difenderli a prescindere, ma nemmeno usarli come comodo capro espiatorio. Si tratta piuttosto di governarli sempre meglio, con rispetto per chi la città la vive ogni giorno e con la capacità – e la volontà – di intervenire quando emergono problemi.
Chi conosce Locarno sa però anche un’altra cosa: la città non si muove solo su questo fronte. È sufficiente guardare ai progetti in corso per capire che lo sguardo è molto più ampio, orientato a rendere la città più bella, più ordinata e più vivibile, anche per correggere alcune scelte del passato che ne hanno compromesso, almeno in parte, l’equilibrio urbano.
Il progetto La Nouvelle Belle Époque, ad esempio, non nasce “per chi arriva per un fine settimana di manifestazione”. Non è un intervento episodico, ma un investimento pensato per durare nel tempo. Un investimento che cambierà il volto di Locarno, pensato per chi la città la vive ogni giorno: per chi abita qui, per chi lavora in centro, per chi passeggia, per le famiglie, per chi fa acquisti e per chi tiene aperta una vetrina anche quando non ci sono luci, palchi o folla.
C’è poi la cultura, che a Locarno non è un ornamento e non si accende solo in determinati momenti dell’anno. I grandi appuntamenti culturali – a partire dal Festival – rappresentano un tassello importante di questo mosaico, ma non possono esaurirne l’ambizione. Proprio per questo il Plr ha recentemente presentato un atto parlamentare che esorta il Municipio a dotarsi di una strategia culturale chiara: una visione d’insieme, priorità definite, criteri trasparenti e un coordinamento credibile tra cultura, investimenti e pianificazione finanziaria. Non perché “manca cultura”, ma perché quella che già esiste merita una guida politica più leggibile, coerente ed efficace.
Una città come Locarno non può permettersi di procedere per iniziative scollegate: serve una rotta chiara, e serve la volontà di seguirla. In quest’ottica diventano centrali i progetti di carattere strutturale, capaci di rafforzare l’offerta culturale e turistica in modo continuo e duraturo.
In questa prospettiva si collocano il prospettato Museo cantonale di storia naturale, il Castello Visconteo, la creazione di un polo culturale e formativo all’ex macello e il Kursaal. Quest’ultimo, per troppo tempo, è stato affrontato senza una direzione chiara e senza un reale inserimento in una visione d’insieme, invece di essere riconosciuto per ciò che è: una risorsa strategica per Locarno e il Locarnese, in grado di mettere in relazione fruizione culturale, attività congressuale e turismo, anche grazie a una posizione unica. Inserire un rinnovato Kursaal in una strategia chiara e coerente – sia a livello culturale sia congressuale – significa poter attrarre presenze diverse, meglio distribuite sull’arco dell’anno, più integrate con i servizi e con ricadute reali per il commercio e la ristorazione del centro. E questo con il coraggio di innovare, nei contenuti, ma anche a livello urbanistico e architettonico, andando oltre la nostalgia. Locarno non punta tutto su un solo elemento. Sta investendo sulla città, sulla vivibilità, sulla cultura e su una prospettiva che guarda ai prossimi decenni. Ciò che funziona – eventi compresi – va mantenuto e migliorato costantemente. La vera sfida non è scegliere tra “eventi sì” o “eventi no”, ma far funzionare davvero la città, giorno dopo giorno, durante tutto l’anno, sia durante gli eventi, sia fuori da essi. E soprattutto senza fare di ogni episodio una polemica.
LOCARNO E VALLI
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2026-01-27T08:00:00.0000000Z
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