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La tassa di refezione non sarà introdotta

La proposta del Municipio è stata bocciata, a maggioranza, dal Consiglio comunale. Unanimità per il concorso del quartiere intergenerazionale

Di Prisca Colombini

Le famiglie dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia a Chiasso continueranno a essere le uniche in tutto il Ticino a non pagare una tassa di refezione. I malumori della vigilia hanno trovato conferma in consiglio comunale: la modifica del Regolamento sulla partecipazione delle famiglie alle prestazioni dell’istituto scolastico è stata bocciata con 12 favorevoli, 26 contrari e 1 astenuto.

Il sostegno è stato negato, «coerentemente» con la proposta bocciata nell’ultima seduta di aumentare il moltiplicatore, da Kavashar Ratnam

(Us-I Verdi). «La situazione delle famiglie di Chiasso merita attenzione. Una parte significativa beneficia già di sussidi e qualsiasi ulteriore aggravio, anche se contenuto, può rappresentare un peso non indifferente per i nuclei con redditi medio-bassi. Il rischio concreto è quello di aumentare le pressioni economiche proprio su chi dispone di margini limitati. In un momento segnato dall’aumento dei costi sanitari e da una situazione geopolitica incerta che potrebbe far lievitare i costi energetici, il quadro complessivo rischia infatti di gravare ulteriormente sulle famiglie generando delle entrate ‘esigue’ nelle casse comunali». Preannunciando una bocciatura a larga maggioranza del gruppo, Elena Galantino (Lega-Udc-Ind.) ha spiegato che «l’introduzione di questa tassa non costituisce una risposta strutturale alle criticità finanziarie comunali. Riteniamo che il comune debba continuare a dimostrare vicinanza alle famiglie, in particolare a quelle con figli piccoli. In un momento in cui tante famiglie fanno i conti con costi sempre più alti, riteniamo che il compito della politica comunale non sia quello di aggiungere, fosse anche solo simbolicamente, un ulteriore balzello». Amedeo

Mapelli (Centro) ha evidenziato che «Chiasso non è nuova alle eccezionalità e personalmente ritengo che questa sia una particolarità di cui andare fieri. Se analizziamo i risultati elettorali su tematiche cantonali e federali, possiamo arrivare alla conclusione che nella nostra città c’è un problema di potere d’acquisto. La politica comunale ha poco margine d’azione per questa delicata problematica. È però innegabile che non richiedere 40 franchi al mese alle famiglie è sicuramente qualcosa che porterà loro sollievo». Parere «controcorrente» è stato quello illustrato da Luca Maghetti (Plr). «C’è un po’ di carico emotivo di fronte a questa proposta di un modestissimo contributo mensile. Sosteniamo quindi fino in fondo la proposta municipale».

Pallone, Lega e Us critici

Approvato – con 33 sì, 1 no e 5 astenuti – anche il credito di 850mila franchi per la sostituzione della copertura pressostatica della piscina olimpionica. Il gruppo Lega-Udc-Ind. è stato critico. Non sull’investimento, sostenuto «per senso di responsabilità verso associazioni sportive, giovani e famiglie», ma sulla gestione del dossier, ha detto Elena Merlini. «Si è arrivati tardi su un problema prevedibile. Non si tratta quindi di un’emergenza improvvisa ma di una mancanza di pianificazione». Una critica e un «messaggio politico» per il Municipio, ma anche per l’Ente regionale dello sport del Mendrisiotto e Basso Ceresio, «accusato di scarsa trasparenza e chiarezza: non è chiaro chi decide, chi paga e secondo quali criteri.

La gestione regionale delle infrastrutture viene ritenuta poco convincente sul piano concreto». Sulla stessa lunghezza d’onda Patrizia Baumgartner (Us-I Verdi) che ha evidenziato «la debolezza per forza politica e decisione dell’Ente» e, alla luce dei diversi investimenti regionali in programma, «sarà sempre compito del singolo comune sobbarcarsi gli investimenti iniziali?». Marco Ferrazzini (Us-I Verdi) avrebbe preferito «un cambio nel modo di gestire il dossier e vedere tutti i comuni decidere sullo stesso piano. La strategia politica di Chiasso è debole, tanto è vero che il discorso aggregazione è fermo al palo e le prospettive sono funeree». Quella del legislativo di Chiasso, per Davide Rampoldi (Plr, l’intervento è stato letto da Andrea Mini) «è una decisione politica che definisce che tipo di Comune vogliamo essere: un Comune capace di gestire con efficienza le proprie infrastrutture, che collabora con i partner regionali e che investe nei luoghi che generano aggregazione, salute pubblica e qualità di vita». L’accordo regionale è stato salutato con favore anche dal Centro che, con Amedeo Mapelli, ha definito «corretto e giustificato che i costi d’investimento vengano condivisi su scala regionale». Difendendo la posizione «centrale se non decisiva» dell’Ente sport, il capodicastero Davide Lurati, «accettando tutte le critiche», ha parlato del pallone come «punto di partenza che metterà le basi sui prossimi investimenti e relativi costi di gestione».

Casa anziani: ‘La scelta politica è chiara’

All’ordine del giorno del Consiglio comunale figurava anche il credito di 400mila franchi per indire un concorso di progetto per la riqualifica del comparto di Casa Giardino e Casa Soave. Il credito è stato accolto all’unanimità dei 39 consiglieri comunali presenti. Il capodicastero Stefano Tonini ha evidenziato «la scelta politica chiara» data da un legislativo che «ha saputo riconoscere l’importanza strategica di un’iniziativa destinata a lasciare il segno nella nostra città per molti anni» e che può quindi dare il là a un «percorso impegnativo, che richiederà ancora lavoro, confronto, rigore e capacità di scegliere bene». Per Tonini «quando un Comune decide di investire in un progetto di questa portata, decide anche che il tema della cura, della dignità della persona, della qualità della vita e del legame con il territorio non sono temi secondari, ma sono al centro dell’azione pubblica».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-03-31T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281728391061804

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