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I numeri sono eccellenti, ma il debito aumenta

Confermato l’avanzo d’esercizio di 23,7 milioni del Consuntivo 2025. Un risultato al di sopra delle attese, ma non bisogna farsi illusioni

di Alfonso Reggiani

Il risultato d’esercizio è brillante. Nettamente superiore alle attese. La differenza tra Preventivo e Consuntivo 2025 è pari a 47,7 milioni di franchi. Tuttavia, non bisogna farsi illusioni: «Se allarghiamo lo sguardo al risultato globale – includendo gli investimenti necessari per il futuro della nostra Città – registriamo ancora un disavanzo di 28,1 milioni, in altre parole il debito continua ad aumentare», ha messo le mani avanti Marco Chiesa, titolare del Dicastero finanze di Lugano. Gli ha fatto eco il sindaco

Michele Foletti: «Siamo soddisfatti, è stato recepito già nel 2025 l’appello al risparmio rivolto a tutti servizi dell’Amministrazione. Ci sono le premesse per la stabilizzazione della situazione finanziaria. Il risultato d’esercizio non deve ingannare, anche se è migliorato (dallo 0,04% al 62,1%) il grado di autofinanziamento, ci obbliga a continuare a chiedere i soldi alle banche per finanziare gli investimenti».

Sopravvenienze d’imposta eccezionali

Lo scostamento tra Preventivo e Consuntivo è “riconducibile alle misure di risparmio messe in atto dal Municipio e al significativo contributo di poste straordinarie, in parte non ripetibili, tra i ricavi”. In sostanza, come anticipato qualche settimana fa su ‘laRegione’, 23,3 milioni di franchi non previsti sono giunti “da sopravvenienze d’imposta eccezionali, superiori ai 40 milioni a preventivo: 13,5 milioni riferiti alle persone fisiche e 9,8 milioni alle persone giuridiche; per queste ultime, l’incremento è dovuto in particolare al settore trading, che negli anni fiscali 2022, 2023 e 2024 ha registrato profitti eccezionali anticiclici, nel contesto dell’instabilità geopolitica, in linea con quanto osservato a livello federale”. Gli altri fattori che hanno fatto la differenza sono “6,3 milioni dovuti a imposte suppletorie, imposte alla fonte e imposte speciali; 10,8 milioni dovuti alla rivalutazione, secondo le disposizioni MCA2, dei mappali dell’ex Casa anziani Castagneto, a seguito del trasferimento dai beni amministrativi ai beni patrimoniali (soldi tuttavia non incassati in quanto il bene non è ancora stato venduto, ndr); minori spese per il personale per 6,1 milioni e minori spese per beni e servizi e altre spese per 5,8 milioni”.

Moody’s ha confermato il rating Aa3

Chiesa ha messo in evidenza che «pochi giorni fa, Moody’s ha confermato per la nostra Città il rating Aa3. Significa che Lugano è credibile, solida e affidabile anche agli occhi internazionali». Lo spauracchio è il debito che aumenta ed è destinato a crescere anche l’anno prossimo, dopo il riscatto dell’Arena sportiva e del Palazzetto dello sport, per complessivi 197,7 milioni di franchi. Tanto che, il comunicato sottolinea il risultato globale negativo di 28,1 milioni, che “pur evidenziando un significativo miglioramento di 54,8 milioni, conferma la tendenza all’aumento del debito registrata negli ultimi anni. Il capitale proprio ammonta a 210,1 milioni, rispetto ai 186,1 milioni al 31.12.2024 (+12,9%)”. Di conseguenza, non bisogna abbassare la guardia. Anche se il 2025 è stato un anno eccezionale. «Dobbiamo confrontarci con l’elefante nella stanza – ha rilevato Chiesa –. Il nostro debito si attesta a oltre un miliardo (1’049,9 milioni). Questo è il vero vincolo della nostra politica finanziaria. Ed è per questo che il percorso di risanamento non è una scelta, ma una necessità. Lo stiamo portando avanti con determinazione, attraverso un piano pluriennale e con il supporto di specialisti esterni, per individuare interventi strutturali ed efficaci. Sappiamo che nei prossimi anni dovremo assorbire nuovi costi legati alle iniziative popolari (di Lega e Ps legate alle casse malati) approvate nel settembre 2025».

Una politica dettata dalla prudenza

Più o meno la stessa narrazione che ogni anno il Municipio presenta ai media. Eppure, facciamo notare che negli ultimi dodici anni (dal 2014 al 2025) è di circa 260 milioni la differenza tra le previsioni (con sempre indicazioni negative per un totale di 197 milioni) e i consuntivi (complessivamente un avanzo di 75 milioni). Il preventivo va elaborato con prudenza ma è lo strumento per antonomasia proposto dal Municipio e avallato dal Legislativo per pianificare le spese, gli investimenti, ma soprattutto per stabilire le linee guida e le principali scelte politiche del Comune. Se ogni anno il ritornello è che bisogna tirare la cinghia, la politica viene sempre limitata. Il sindaco ha ribattuto che «per il Preventivo 2026 è stato il Consiglio comunale (lo scorso dicembre) a imporci ulteriori tagli. Anche il Legislativo è prudente. Inoltre, abbiamo proposto preventivi pessimistici, ma questo non ci ha impedito di portare avanti nuovi progetti, servizi e attività per i cittadini, non solo investimenti. Come modulare la spesa è sempre una questione di equilibrio». Non bisogna considerare solo gli esercizi annuali. C’è pure il debito che crescerà con il riscatto dell’Arena sportiva e del Palazzetto dello sport, continua Foletti «una scelta fatta per risparmiare ma adottata dopo valutazioni in base a mozioni presentate dal Consiglio comunale. Se non avessimo riscattato, avremmo dovuto pagare il leasing e l’avanzo d’esercizio sarebbe stato più contenuto. L’anno prossimo ci saranno da calcolare tra i 10 e i 15 milioni per i costi di gestione e manutenzione del Pse e del Maglio».

‘Circolo vizioso che nuoce al bene comune’ Sergio Rossi,

Dal canto suo, professore ordinario di macroeconomia e di economia monetaria nell’Università di Friburgo rimarca che «sia la Confederazione, sia molti Cantoni e Comuni in Svizzera hanno oramai adottato da molti anni un approccio previsionale che generalmente sottostima le entrate fiscali e sovrastima la spesa pubblica, con un duplice obiettivo: con tali previsioni pessimistiche, che poi si rivelano esagerate a consuntivo, viene data l’impressione che la gestione delle finanze pubbliche sia stata virtuosa in quanto il risultato annuale è migliore di ciò che fu preventivato, permettendo in tal modo alle forze politiche al governo di mostrare al popolo che hanno fatto bene i propri compiti. Dietro le quinte, tuttavia, l’obiettivo è spesso e volentieri quello di giustificare numerosi tagli alla spesa pubblica necessari per ridurre il disavanzo preventivato, allo scopo di procedere poi con degli sgravi fiscali che consentano a queste forze politiche di restare al governo, visto che in tal modo soddisfano l’interesse privato dei loro elettori, solitamente situati nella fascia di popolazione più benestante. Dal punto di vista macroeconomico, si osserva un impoverimento dell’insieme del sistema economico che in fin dei conti peggiora anche la situazione delle finanze pubbliche, generando un circolo vizioso che nuoce all’interesse generale e al bene comune». Anche il Centro ha commentato le cifre: “(...) Un segno più di così ampia portata susciterà certamente l’appetito di molti: è facile prevedere che alcuni chiederanno più soldi per questo o quel compito, mentre altri vorranno rimandare il previsto aumento del moltiplicatore d’imposta (accettato a favore del Pse). Sarebbe un errore”. C’è il debito che supera il miliardo di franchi. Occorre, dunque, secondo il Centro, “continuare a guardare alla via tracciata dal Piano finanziario, contenendo il più possibile le uscite, al fine di mantenere un buon livello di investimenti. Anche perché purtroppo è assai probabile che le disastrate finanze cantonali porteranno il Consiglio di Stato per l’ennesima volta a cercare di riversare costi sui Comuni”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-04-24T07:00:00.0000000Z

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