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Regio Insubrica, commiato di Quattrini

«Quando 8 anni fa ho assunto la funzione di segretario generale, attorno alla Regio Insubrica vedevo una certa disaffezione: in tanti ancora mi chiedevano cosa fosse e quale ruolo avesse. Oggi posso dire che l’affezione è decisamente aumentata, così come il potere politico di una Regio diventata attore importante al tavolo economico italo-svizzero. Nel contempo sono anche aumentati significativamente i soci, che con l’ultima iscrizione hanno raggiunto quota 100». Con questo bilancio Francesco Quattrini ha preso congedo ieri a Domodossola dall’assemblea della Regio Insubrica, comunità di lavoro che a livello territoriale, unitamente alle Regioni Piemonte e Lombardia (con le Province di Como, Lecco, Novara, Varese e Verbano-Cusio-Ossola) ingloba il Canton Ticino, rappresentato appunto negli ultimi anni dal suo attuale delegato alle relazioni esterne, prossimo a diventare Cancelliere dello Stato.

Accompagnato dalla prima cittadina ticinese Daria Lepori e dal consigliere di Stato Norman Gobbi, Quattrini ha presentato il suo rapporto d’attività, dove per il 2025 ha rilevato l’impegno della Regio Insubrica a «svolgere proattivamente il suo ruolo di piattaforma di dialogo e cooperazione transfrontaliera e di cerniera tra Svizzera e Italia». Ruolo le cui difficoltà contingenti sono state apertamente ammesse dal console generale di Svizzera a Milano, Stefano Lazzarotto, che non ha potuto non ricordare la tragedia di Capodanno a Crans-Montana e i grossi problemi sorti – poi comunque gestiti con una certa efficacia – nelle relazioni fra i due Paesi.

Un tema, questo, affrontato di transenna anche da Gobbi, che ha fatto appello alla basilare distinzione fra potere politico e potere giudiziario. Nel suo intervento lo stesso ministro leghista è poi tornato su un altro grosso tema transfrontaliero d’attualità: la decisione del Consiglio di Stato di interrompere le relazioni con la Società di navigazione del Lago di Lugano (si veda anche a pagina 10), che dall’italiana Gestione governativa navigazione laghi ha la delega per il bacino svizzero del Lago Maggiore, in cui rientra anche la linea di servizio pubblico 351 Locarno-Magadino, finanziata dal Cantone. «Il lago è mobilità collettiva, ma anche e soprattutto turismo sostenibile sui tre lati del lago, con un potenziale ancora inespresso – ha detto rivolgendosi ai soci della Regio –. Gli obiettivi della gestione attuale sul bacino svizzero sono stati disattesi, con una copertura delle tratte e un’offerta turistica a nostro giudizio insufficienti. Per questo il governo ticinese vuole cambiare il partner con cui lavorare e auspica una collaborazione con le Fart, nell’ottica di migliorare e rafforzare il servizio, che deve essere all’altezza del territorio e delle sue aspettative». Gobbi ha concluso auspicando «un confronto con le Regioni Lombardia e Piemonte e con le autorità nazionali per garantire una governance efficace sul Lago Verbano».

LOCARNO E VALLI

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2026-09-25T07:00:00.0000000Z

2026-09-25T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281728391436951

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