Pasture, la vertenza approda a Berna
A interrogare su mandati e garanzie occupazionali è il deputato Giorgio Fonio. Sindacati e Commissione del personale chiedono un incontro ad AOZ
Di Daniela Carugati
Le incognite dalle parti del Centro federale d’asilo a Pasture oggi non sono poche. Il passaggio di mano, a gennaio, del mandato di prestazione sui servizi di assistenza da AOZ a ORS, la multinazionale vincitrice del bando di concorso, sta tenendo con il fiato sospeso il personale. Uomini e donne in bilico tra un posto di lavoro che rischia di andare perso e una riassunzione incerta. Ad accendere i riflettori su quanto sta accadendo e a dare voce alle preoccupazioni dei dipendenti – AOZ in Ticino al momento ne conta, si stima, 120 (40 dei quali legati alla struttura di via Motta, a Chiasso, ora chiusa) a fronte dei 173 dell’intera regione d’asilo – è stato il fronte sindacale composto da Vpod e Ocst. Venerdì, però, la vertenza è approdata anche davanti al Consiglio federale.
A raccogliere l’appello dei sindacati alla deputazione ticinese alle Camere e a sollecitare dei chiarimenti è il consigliere nazionale Giorgio Fonio (Centro), deciso a interrogare il governo sulla tutela dei lavoratori. Appare “auspicabile”, sottolinea il deputato nel suo atto parlamentare, che la Confederazione, in qualità di committente dell’appalto, “assuma la propria responsabilità sociale nel passaggio in questione e nei futuri bandi, soprattutto in un ambito così delicato”.
Commesse e criteri
Ad alimentare i quesiti in sospeso, rilancia Fonio, è proprio “il peso attribuito nei criteri d’aggiudicazione della commessa alla continuità occupazionale e alle condizioni di lavoro”. Rispondendo alle domande de ‘laRegione’, la Segreteria di Stato della migrazione (Sem), ci ha fatto sapere che nel selezionare i parametri del bando si è fatto leva sulla “pianificazione del personale e la capacità di adattamento alle fluttuazioni, l’erogazione delle prestazioni di assistenza di base, l’accompagnamento e le attività, la formazione di base e continua del personale, nonché il prezzo”. Quest’ultimo, ci è stato confermato, ha inciso per il 40 per cento, mentre per il restante 60 si è guardato ai ‘criteri di qualità’. Un approccio non sufficiente, agli occhi dei sindacati, per salvaguardare occupazione e condizioni di lavoro.
Ed è qui che si inserisce pure il deputato del Centro. “Come valuta – chiede Fonio rivolto al Consiglio federale – l’introduzione, nei futuri bandi della Sem in questo ambito, di criteri sociali più vincolanti concernenti la continuità occupazionale e le condizioni d’impiego?”. E soprattutto, “quali strumenti sono previsti per assicurare, anche dopo il subentro di ORS, condizioni occupazionali adeguate e la qualità della presa a carico dei richiedenti d’asilo?”.
Questione di ‘responsabilità sociale’
Dicevamo, infatti, del personale in una situazione precaria. In effetti, rilancia ancora il deputato, “da un lato, mentre AOZ ha già avviato una consultazione in vista di eventuali licenziamenti, non vi sono ancora garanzie sulla ripresa delle collaboratrici e dei collaboratori da ORS. Dall’altro, sussiste il rischio di un peggioramento delle condizioni d’impiego, nella misura in cui ORS, diversamente da AOZ, non ha sottoscritto un Contratto collettivo di lavoro (Ccl) e non sembra prospettare condizioni equivalenti”. Tutto ciò, poi, riveste “un particolare rilievo in una regione del Ticino già segnata da difficoltà occupazionali e dal dumping salariale”, si ribadisce. Tant’è che ci si è rivolti altresì al Consiglio di Stato per un sostegno e un accompagnamento a difesa dei posti di lavoro nel cantone. Non a caso si interpella il governo federale anche dal “profilo della responsabilità sociale”, esortandolo a valutare “le conseguenze occupazionali e contrattuali del passaggio del mandato per la gestione dei centri d’asilo da AOZ a ORS”. In conclusione, si domanda, in questa fase non si ritiene opportuno “impegnarsi per favorire il dialogo tra le parti, tutelare l’occupazione e incoraggiare la conclusione di un Ccl con condizioni equivalenti a quelle di AOZ?”.
Per Vpod e Ocst le priorità sono chiare: prima i posti di lavoro
Non si ferma, nel frattempo, l’operato dei sindacati. Nei giorni scorsi Vpod, sindacato firmatario degli accordi a livello nazionale, e Ocst, unitamente alla Commissione del personale, hanno chiesto in modo formale una proroga di due settimane sul termine di consultazione nell’ambito della procedura avviata da AOZ e al contempo hanno proposto un incontro, a breve, tra le parti sulla situazione del personale impiegato in Ticino. Nella missiva indirizzata ad AOZ, i sindacati chiariscono, con fermezza, le priorità, già ancorate alla risoluzione votata dall’assemblea.
Innanziutto, scrivono, vanno mantenuti i posti di lavoro, “anche mediante il passaggio dei contratti al nuovo gestore” – quindi assicurando uguali condizioni occupazionali e salariali –, proprio per scongiurare i licenziamenti. E in tal senso ci si aspetta che AOZ si attivi nei confronti di ORS, affinché sia possibile una riassunzione dei dipendenti. Occorre poi garantire un “ricollocamento appropriato” in Ticino a coloro che non verranno riassunti. Senza trascurare che se vi sarà un piano sociale, questo dovrà essere “adeguato e concertato”.
In effetti, concludono i sindacati, “non riteniamo in definitiva accettabile e sostenibile che il cambiamento di gestore della medesima struttura comporti la cessazione dei rapporti esistenti e ipotetiche successive riassunzioni su nuove basi, con il rischio concreto di licenziamenti e di peggioramento delle condizioni di lavoro”.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-10-03T07:00:00.0000000Z
2026-10-03T07:00:00.0000000Z
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