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Richiedenti asilo, il portale regionale non convince

Preavvisi negativi dai Municipi di Chiasso e Mendrisio alla mozione interpartitica sulle misure per i richiedenti asilo. Incontro tra i firmatari

Di Daniela Carugati

Preavvisi negativi dai due Municipi alla proposta interpartitica di coordinare ed estendere i programmi di pubblica utilità, oggi retti da convenzioni bilaterali.

Una volta messa sulla carta, l’idea sembrava destinata a creare un varco istituzionale. Il progetto di fare del Mendrisiotto e Basso Ceresio una regione capace di dare forma e sostanza a una piattaforma informatica per promuovere i programmi di pubblica utilità (Ppu) a favore dei richiedenti l’asilo alloggiati nelle strutture federali a Pasture e a Chiasso, non a caso, era riuscito a unire la politica locale in modo trasversale; volano di un reale processo di integrazione. Tradotta in mozione, la proposta nel 2025 è stata così presentata in quindici Comuni, alimentando la speranza dei firmatari di consolidare una esperienza che, proprio da queste parti, ha mostrato tutta la sua efficacia, ma pure il suo potenziale ancora inespresso. A spegnere gli entusiasmi, di recente, sono giunti, però, i preavvisi negativi dei Municipi di Chiasso e Mendrisio, incaricati dal Gruppo collaborazione intercomunale di stendere una presa di posizione. L’atto parlamentare, concludono i due Esecutivi, non può essere accolto. Questo l’invito rivolto ai rispettivi Consigli comunali. Adesso a entrare in campo toccherà alle Commissioni; a dire l’ultima parola i dibattiti nell’aula consiliare. Il parere calato dai poli sarà condiviso anche da Arogno, Balerna, Bissone, Breggia, Brusino Arsizio, Castel San Pietro, Coldrerio, Morbio Inferiore, Novazzano, Riva San Vitale, Stabio, Vacallo e Val Mara? Di certo i promotori stanno preparando la loro strategia per argomentare al meglio le loro ragioni. Sullo sfondo l’esigenza di non perdere di vista il principio: coinvolgere tutti gli enti locali in uno sforzo comune, consapevoli delle ricadute sociali di quel gesto.

Confronto Sem, Comuni e volontari

Per i Municipi di Chiasso e Mendrisio non serve, però, abbandonare la vecchia strada per la nuova per centrare l’obiettivo. La collaborazione tra la Segreteria di Stato della migrazione (Sem), per mano di AOZ (Asyl-Organisation Zürich) – che ha ricevuto il mandato federale – e i Comuni funziona “in modo collaudato”. L’organizzazione, insomma, riesce a fronteggiare le richieste comunali con le sei squadre a disposizione che accompagnano le attività. In realtà, i mozionanti si prefiggono di far tesoro, appunto, del ‘capitale’ pratico e di moltiplicarne gli effetti. Una cosa è certa, mettere sul tavolo la tematica ha avuto l’effetto di allargare il dibattito. Per confrontarsi sulle suggestioni dell’atto parlamentare l’ottobre scorso sono stati programmati, infatti, tre incontri: il primo con la direzione della Sem e AOZ; il secondo con l’Associazione Mendrisiotto Regione Aperta (MRA), una realtà di volontariato che dal 2023 opera per migliorare lo spirito di condivisione e la coesione sociale, contribuendo, in prima linea con una quindicina di attività mensili a supporto dei richiedenti asilo; il terzo con il Gruppo collaborazione intercomunale.

Discussa, ‘in dubio pro populo’

A dirla tutta, prima di approfondire il dossier, in seno ai Municipi ci si è interrogati sulla ricevibilità tecnica della mozione, che ha corso il rischio di essere bocciata sul nascere. Vi è, in effetti, solo un punto, si spiega nei preavvisi, che può essere accolto sul piano formale; ovvero la richiesta di un credito di investimento per la creazione del portale digitale regionale. Tutto il resto (di carattere pratico-organizzativo), si fa capire, non sarebbe dovuto entrare in linea di conto, perché di competenza dei singoli Municipi. Alla fine, però, per Chiasso come per Mendrisio – altri Esecutivi hanno dichiarato l’atto parlamentare ricevibile in toto – ha prevalso l’interesse collettivo della tematica. Mendrisio ha evocato persino il principio giuridico ‘in dubio pro populo’, e si è data luce verde. Ed effettivamente discutere dell’opportunità di rafforzare l’intesa tra le comunità locali e il mondo oltre il cancello dei Centri federali è nell’interesse della popolazione della regione.

Si fa leva sulle convenzioni

Sin qui la cooperazione si è fondata su convenzioni bilaterali, che stabiliscono diritti e doveri. I programmi di occupazione di pubblica utilità – ai quali i richiedenti asilo aderiscono su base volontaria – si realizzano facendo leva su un accordo stretto, da una parte, tra la Sem e il Cantone, dall’altra fra la Segreteria di Stato della migrazione e i Municipi. È il caso dell’intesa formalizzata con Chiasso, Balerna e Novazzano. In particolare, nella cittadina di confine la collaborazione è operativa ormai da un decennio con risultati positivi, fa notare l’Esecutivo locale. E si concretizza in modo assiduo con l’Ufficio tecnico comunale, ma interessa pure il Centro di socializzazione Calicantus e il Centro giovani. Spostandosi a Mendrisio, la Città, nel solco delle Strategie 2035 e dell’integrazione sociale, a sua volta collabora con AOZ, appoggiandosi alla squadra manifestazioni. È ormai consuetudine coinvolgere i richiedenti asilo in occasione della Fiera di San Martino oppure della Sagra dell’uva, della Fiera di San Giuseppe a Ligornetto e della Festa di Sant’Antonio Abate a Genestrerio. La Sem, in ogni caso, dialoga fattivamente pure con gli Uffici tecnici di Balerna, Castel San Pietro, Novazzano, Morbio inferiore e Breggia a livello comunale, e con la Fondazione Parco delle Gole della Breggia, l’Ente turistico regionale e l’Osc (Organizzazione sociopsichiatrica cantonale) di Mendrisio. Le attività svolte? La pulizia di sentieri e parchi, lo sfalcio dei prati, la manutenzione dei cimiteri, il montaggio e lo smontaggio dei capannoni per le manifestazioni.

Il nodo dei costi

Al momento, richiamano entrambi i Municipi, “la Sem finanzia l’equivalente di sei collaboratori a tempo pieno per l’esecuzione dei programmi d’occupazione”. La Segreteria di Stato della migrazione, si aggiunge, ha “incrementato le proprie risorse nel 2023”, ma non sono previsti ulteriori interventi economici. In altre parole, si assicura la copertura delle spese per il personale AOZ, per i veicoli, per l’abbigliamento necessario e le “indennità di motivazione”, di 30 franchi al giorno. E qui emerge il tema dei costi. Tanto la creazione e la gestione della piattaforma informatica che l’aumento dell’organico – imprescindibile per potenziare misure e programmi – ricadrebbero, si tiene a rimarcare, per intero sui Comuni. Di fatto, però, una stima sulle cifre per la realizzazione pratica del portale digitale non è disponibile. Tanto più che cambiando approccio, si perora nell’atto parlamentare, si potrebbero “generare risparmi significativi”. E agli occhi dei mozionanti non è l’ unico aspetto che andrebbe affrontato più a fondo: ne parleranno sabato mattina a LaFilanda in un incontro aperto ed esteso a tutti i Comuni coinvolti e ai loro municipali. L’obiettivo? Mettere a punto una linea condivisa.

... e delle competenze

Per sostenere la tesi della ‘bocciatura’, Chiasso e Mendrisio chiamano in causa anche Mendrisiotto Regione Aperta. Associazione che, si sottolinea “non ritiene più necessaria la creazione di una piattaforma informatica ma sostiene l’attivazione di misure di informazione e sensibilizzazione ai Comuni”. Da subito, però, MRA aveva evidenziato la necessità di agire e di farlo sul piano regionale, con la partecipazione di tutti i Comuni, approfittando del fatto che ci si trova già sulla buona strada. In occasione dell’incontro esplorativo, da nostre informazioni, si era espresso un parere. Mettere nero su bianco la posizione di MRA carica, di fatto, sulle spalle dell’Associazione scelte istituzionali che non le competono. A questo punto la parola è al dibattito politico.

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