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Anche il Legislativo di Bioggio dice sì

Dopo Aranno, Neggio e Vernate arriva, con qualche critica, l’ultima approvazione dei Consigli comunali. Da marzo sarà coinvolta la popolazione

Di Carlo Canonica

Quattro sì su quattro. Dopo Aranno, Neggio e Vernate, è arrivata anche l’approvazione del Consiglio comunale di Bioggio in merito al rapporto della Commissione di studio sull’aggregazione. Durante la seduta di lunedì sera del Legislativo di quello che dovrebbe diventare il Comune polo, non sono mancati il dibattito e alcuni voti contrari, che tuttavia non impediranno di proseguire il lavoro svolto finora dalla Commissione di studio. Il prossimo passo sarà l’inoltro della documentazione al Consiglio di Stato, mentre i primi incontri con la cittadinanza sono previsti a partire da marzo.

Rapporto da aggiornare

Nelle discussioni legate al progetto aggregativo denominato Banv (acronimo formato dalle iniziali dei quattro Comuni), solo nel Legislativo di Bioggio si sono registrate astensioni e voti contrari. Non si tratta però di una posizione riconducibile a un partito in quanto tale, bensì di singoli esponenti che hanno sollevato diverse osservazioni di natura tecnica. Dopo la richiesta di proroga della seduta del Consiglio comunale, approvata per consentire un approfondimento del rapporto, nel dibattito sono emersi vari punti critici. Come spiega il vicesindaco facente funzione di sindaco Daniele

Bianchi, le osservazioni non sono arrivate unicamente dai contrari: «Anche chi ha votato a favore ha rilevato che giustificano diversi approfondimenti». Tra questi figurano in particolare «la tabella degli investimenti, giudicata imprecisa perché non aggiornata, la ripartizione dei costi della polizia Abm (Agno, Bioggio, Manno) e alcuni aspetti legati ai piani regolatori. In particolare – precisa Bianchi – manca un approfondimento sulle risultanze della verifica dei piani regolatori dei vari Comuni».

Bianchi tiene comunque a sottolineare che per completare il documento «mancano ancora diversi dati che devono essere adeguati o reperiti». Le criticità emerse in Consiglio comunale, ha aggiunto, serviranno proprio a completare il dossier: «Per noi queste indicazioni saranno utili per migliorare il progetto e arrivare alle serate pubbliche con informazioni più precise».

Possibile voto a novembre

Il processo di unione prevede ora che ciascun Municipio allestisca un preavviso sul rapporto della Commissione aggregazione da trasmettere al Consiglio di Stato, corredato dai verbali dei rispettivi Consigli comunali. «Il Consiglio di Stato analizzerà la documentazione e successivamente darà il proprio via libera per proseguire», ha spiegato Bianchi. La votazione consultiva popolare potrebbe tenersi «verosimilmente verso la fine di novembre», anche se «la data non è ancora stata fissata». Nel periodo compreso tra marzo e ottobre è invece previsto un ciclo di incontri pubblici nei quattro Comuni coinvolti. Questi appuntamenti rappresenteranno la prima fase strutturata di coinvolgimento diretto della popolazione: «Finora – osserva Bianchi – il tema è rimasto prevalentemente confinato agli organi istituzionali».

I luoghi degli incontri non sono ancora stati definiti, ma l’obiettivo è garantire una presenza capillare sul territorio: «L’idea è anche quella di sfruttare le feste locali nei vari Comuni, favorendo occasioni di incontro informale durante le quali sarà possibile visitare le strutture presenti negli altri potenziali futuri quartieri». Oltre agli aspetti logistici, il ciclo di incontri comprenderà anche momenti dedicati alla presentazione delle tematiche finanziarie, della pianificazione territoriale e dei dati aggiornati del dossier. L’auspicio di Bianchi è quello di creare spazi di dialogo nei quali «i cittadini possano esprimere le proprie opinioni e segnalare eventuali criticità», sottolineando che il dibattito dovrà rimanere «costruttivo», poiché «ogni opinione conta per delineare il percorso che vogliamo costruire insieme». L’obiettivo dichiarato è permettere alla popolazione di esprimersi con un livello di informazione più ampio rispetto a quello attuale, in una fase in cui, come riconosce lo stesso Bianchi, il tema dell’aggregazione «è ancora poco presente nel dibattito pubblico locale». Stando alle nostre informazioni, la discussione prevista su questo tema potrebbe rivelarsi animata. Tra i contrari, infatti, vi sarebbe chi sta valutando la possibilità di costituire un comitato di opposizione.

Verso il 2028

Con il previsto voto del prossimo autunno, la popolazione sarà chiamata a esprimersi sulla costituzione del nuovo Comune, che manterrà il nome di Bioggio, come già avvenuto nel 2004 con l’unione di Bosco Luganese e Cimo e nel 2008 con l’annessione di Iseo. La Bioggio del futuro potrebbe quindi superare i 4mila abitanti, estendendosi su una superficie complessiva di 11,39 km².

Dal profilo istituzionale, è prevista l’istituzione di un Consiglio comunale composto da 30 membri e di un Municipio di 7 membri. La sede politica e amministrativa sarebbe situata a Bioggio, con sportelli di cancelleria decentrati ad Aranno, Neggio e Vernate. Sono inoltre previste commissioni di quartiere, formate da un minimo di tre persone in ciascun quartiere, inclusi quelli già aggregati in passato. Sul piano finanziario, il rapporto indica come obiettivo un moltiplicatore d’imposta massimo del 75%, a fronte di una situazione attuale che varia dal 65% di Bioggio al 92% di Aranno. Secondo la Commissione, l’aggregazione consentirebbe una maggiore solidità finanziaria, una riduzione del contributo di livellamento e una migliore capacità di pianificazione degli investimenti. Tra i principali progetti previsti figurano l’ampliamento del centro sportivo di Bioggio, per un investimento di 1,2 milioni di franchi, la valorizzazione dell’area di svago di Vernate, con un costo stimato di 800mila franchi, nonché interventi su altri parchi e sentieri didattici per un totale di 5,8 milioni di franchi a partire dal 2028.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-01-28T08:00:00.0000000Z

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