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Abitazioni secondarie, il Ps: ‘Così non va...’

Istanza d’intervento alla Sezione degli enti locali per il computo ritenuto ‘irregolare’. Il Municipio: ‘La prassi è confermata da un parere giuridico esterno’

Di Serse Forni

La Sezione di Locarno del Partito socialista (Ps) ha presentato un’istanza d’intervento alla Sezione degli enti locali (Sel), denunciando “la violazione della Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec) da parte del Municipio cittadino”. E questo, come si legge in una nota inviata dalla stessa sezione Ps ai media, “nonostante le irregolarità siano già state portate all’attenzione dell’Esecutivo tramite un’interrogazione datata dicembre 2024 (primo firmatario il consigliere comunale Francesco Albi)”. Un’interrogazione alla quale il Municipio aveva risposto circa un mese fa, parlando di una situazione sotto controllo e ribadendo le strategie adottate per limitare l’impatto di una presenza eccessiva di case secondarie e le possibili conseguenze negative.

La Città, si legge ancora nella nota stampa della sezione socialista, “si ostina, in evidente contrasto con la legge e con la circolare pubblicata dalla Sel nell’ottobre 2023, a non computare le unità destinate a locazioni di breve durata, tipo Airbnb, nel calcolo delle residenze secondarie richiesto dalla Confederazione”. Attualmente, Locarno dichiara una percentuale di abitazioni secondarie pari al 19,7 per cento (dati dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, Are, del marzo 2025), appena sotto la soglia critica del 20 per cento per le case di vacanza fissata dalla LASec, in vigore dal 2016. Il dato di Locarno “è però falsato poiché esclude le unità destinate a locazioni brevi, circa 200 alloggi – afferma il Ps –. Applicando il calcolo conforme alla legge, la quota di abitazioni secondarie si attesterebbe a circa il 22 per cento, superando il limite legale e attivando di fatto il divieto di costruzione di nuove abitazioni secondarie”. La mancata applicazione del divieto “si è tradotta nel rilascio sistematico e prolungato negli ultimi anni di licenze edilizie non conformi al diritto superiore, favorendo in particolar modo i promotori immobiliari a scapito del tessuto abitativo primario”. In conclusione, il Partito socialista “ribadisce l’urgenza di un approccio politico e pianificatorio più responsabile da parte della Città di Locarno, volto a tutelare il tessuto abitativo primario nei quartieri, garantire alloggi a pigioni accessibili per tutte le fasce della popolazione e ridurre la pressione sugli affitti esercitata dalle abitazioni secondarie”. Alla Sel viene quindi chiesto di “accertare e constatare la violazione della LASec da parte del Municipio; di ordinare la rettifica del conteggio delle abitazioni secondarie includendo tutte le unità destinate a locazioni turistiche di breve durata; di verificare la legittimità delle autorizzazioni edilizie rilasciate sulla base di conteggi errati e, se necessario, sospenderle o annullarle; di informare le autorità cantonali e federali competenti della vigilanza sull’applicazione della LASec, comunicando l’esito dell’istanza e le misure adottate”.

Nell’istanza d’intervento c’è comunque un dato che potrebbe essere letto in altro modo. La circolare dell’ottobre 2023 della Sel spiega come la “corretta formulazione per annunciare il cambio di destinazione è da abitazione primaria/secondaria ad abitazione primaria/secondaria utilizzata per locazioni di breve durata a scopi turistici superiori a 90 giorni complessivi per anno civile”. Quindi quelle primarie restano tali e lo stesso dicasi per quelle secondarie, senza mutazione in un senso o nell’altro. “Negli ultimi cinque anni – indicava l’Esecutivo nella risposta dello scorso dicembre all’interrogazione Ps –, 205 unità locative sono state oggetto di licenza edilizia per questo tipo di utilizzo (detto anche affittacamere); di queste 112 erano precedentemente alloggi a uso primario e 36 secondario, mentre le rimanenti rivestivano già carattere commerciale”. Pur se si tiene conto della circolare Sel, non sarebbero circa 200 gli alloggi a locazioni brevi sottratti al computo delle case secondarie, ma solo 36.

In ogni caso, le 205 unità locative non sono più né primarie, né secondarie, ma commerciali, come spiega il Municipio.

‘Pieno rispetto del quadro normativo’

“Abbiamo preso atto con sorpresa dell’istanza presentata dal Ps, che verrà esaminata e discussa nella seduta di martedì prossima – indica l’Esecutivo in un comunicato stampa –. Riteniamo tuttavia doveroso ribadire che, considerata la complessità e la particolare delicatezza della tematica, abbiamo agito con la dovuta prudenza, avvalendoci di un qualificato parere giuridico esterno. Sulla base di tale parere, abbiamo confermato la nostra prassi, nel pieno rispetto del quadro normativo vigente e senza alcun secondo fine. In questo contesto, appare oggettivamente difficile sostenere che determinati locali possano continuare a essere considerati abitazioni (primarie o secondarie) laddove risulti evidente un utilizzo a scopo commerciale protratto nel tempo, peraltro con autorizzazioni rilasciate dal competente servizio cantonale ai sensi della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e a seguito di una regolare procedura edilizia volta a concedere il relativo cambiamento di destinazione. In tali circostanze, il superamento del limite dei 90 giorni comporta inevitabilmente la perdita della valenza abitativa a favore di quella commerciale. Proprio in ragione dell’importanza e della sensibilità del tema, la Città ha ritenuto opportuno sottoporlo anche all’attenzione dell’Associazione dei Comuni ticinesi e della Piattaforma di dialogo tra Cantone e Comuni, in modo da favorire un confronto istituzionale costruttivo con l’intento di individuare una prassi il più possibile chiara e condivisa”.

LOCARNO E VALLI

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2026-01-31T08:00:00.0000000Z

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