Bocciato dal governo il ricorso sui concerti
‘Nessuna ambiguità’: respinto il ricorso del proprietario del ‘Tesoro’. Che però non molla: ‘Convinti dei nostri argomenti, si va al Tram’
Di Davide Martinoni
Bando quinquennio 2028-32: niente da fare per il proprietario dello snack-bar ‘Tesoro’, che però non si arrende e annuncia l’intenzione di adire il Tribunale amministrativo.
“Il bando non risulta per nulla ambiguo e regge alle critiche degli insorgenti”. È la conclusione del Consiglio di Stato nella sentenza sul ricorso di Nicola Cotti – proprietario dello stabile in Piazza Grande che ospita lo snackbar con terrazza esterna “Tesoro” – e della Norbu Sagl (che lo gestisce) contro il bando di concorso del Municipio per i concerti dal 2028 al 2032. Ricorso che appunto il governo qualche giorno fa ha respinto, dando ragione alla Città. Ma è una ragione per certi versi effimera, perché i ricorrenti hanno già deciso di continuare la loro battaglia appellandosi al Tribunale amministrativo.
L’avvocato Gianoni: ‘Non esistono diritti acquisiti’
Il ricorso si basava su diversi aspetti. Al nostro giornale ne aveva parlato a suo tempo il patrocinatore legale dei ricorrenti, avvocato Filippo Gianoni. Il primo aspetto riguarda il fatto che la terrazza del “Tesoro” è l’unica inclusa fra le superfici di suolo pubblico destinate ai concerti; tutte le altre affacciate sulla piazza (in totale 10, fra cui il Paolino all’ex Globus, non più in attività) in effetti non lo sono. Secondo Gianoni, «sul demanio pubblico non esistono diritti acquisiti e ogni autorizzazione d’uso è precaria, temporanea e revocabile». Venuti a scadenza sia il contratto quinquennale (fino al 2026 compreso) con Msf per “Moon&Stars”, sia quello con Locarno On Ice (ovvero i grandi eventi cui il Municipio, concedendo l’utilizzo del suolo pubblico per la terrazza, aveva dato la precedenza imponendo uno sgombero temporaneo della terrazza) appariva quindi «giuridicamente doveroso ristabilire pari condizioni e pari opportunità tra tutti gli esercenti». Per il legale vi è dunque «una manifesta e ingiustificata disparità di trattamento e una palese distorsione della libera concorrenza, che si traduce in un vantaggio sistematico per tutti gli altri esercenti e in un esclusivo e mirato pregiudizio a carico dell’attività dei miei clienti». Gianoni ravvisava inoltre una «violazione dei principi di proporzionalità e corretta ponderazione degli interessi anche in relazione al peso, alla funzione e alla rilevanza del “Tesoro”, costantemente e immotivatamente svalutato rispetto agli altri esercizi pubblici situati sotto i portici in occasione dei grandi eventi», parlando in questo senso apertamente di «simpatie o antipatie personali» da parte dell’autorità.
Una visione naturalmente contestata dal Municipio, secondo il quale, fra l’altro, l’inclusione della terrazza è “giustificata da un interesse pubblico preponderante, legato alle esigenze logistiche e tecniche degli eventi cittadini”; è “proporzionata”; e “non viola il principio di parità di trattamento”.
Il governo: ‘Nessun diritto preferenziale’
Nella sua sentenza il Consiglio di Stato sostiene non intravedere “alcun difetto di impostazione del bando di concorso”, il quale “è stato correttamente impostato, distinguendo i requisiti di idoneità dei concorrenti dai criteri di aggiudicazione per i quali ha indicato la scala e il modo di valutazione dei diversi criteri”. Quanto all’inclusione della sola terrazza del “Tesoro” (rispetto a tutte le altre) fra le superfici destinate ai concerti, “tale censura non merita in alcun modo alcuna tutela perché gli insorgenti non possono rimettere in discussione in questa sede né le condizioni imposte con le diverse autorizzazioni che gli sono state concesse e che sono state accettate, né la destinazione attribuita alla piazza con il Piano particolareggiato del centro storico e con il Piano particolareggiato del centro urbano”, cosicché “essi non possono vantare un diritto preferenziale e incondizionato sull’area di suolo pubblico di Piazza Grande che è stata concessa al signor Cotti per l’esercizio della terrazza esterna del proprio locale”.
Il primo ricorso e la tabula rasa
Lo stesso proprietario del “Tesoro”, si ricorderà, aveva ricorso contro la cosiddetta “manifestazione di interesse” riguardante il nuovo mandato per i concerti, dal 2027 al ’31, contestando la vaghezza del bando sia in merito alle date, sia sulle zone assegnate. Tale ricorso, gravato di effetto sospensivo (concesso dal governo e confermato dal Tram) aveva spinto il Municipio ad annullare la manifestazione di interesse per virare sul concorso pubblico.
Inoltre, a margine della battaglia giuridica, fra le parti vi era stato, a mezzo stampa, un vivace scambio di impressioni. Cotti e il collega architetto – nonché contitolare del “Tesoro” – Laurent Bonny si erano spinti ad accusare la Città di essere asservita a “Moon&Stars”, che quando sbarca a Locarno lo farebbe sostanzialmente da padrona, “invadendo e imperando”, anche sulla terrazza del “Tesoro” e imponendo la presenza di un suo proprio bar sul sedime dell’esercizio pubblico. Il tutto, con l’assenso di Palazzo Marcacci. Il Municipio aveva risposto a tono, negando qualunque assoggettamento alla società del patron di “M&S” Dani Büchi e difendendo decisioni “che si basano esclusivamente sul rispetto delle condizioni amministrative, sugli aspetti di sicurezza e sul principio della parità di trattamento di tutti gli operatori”.
Come accennato, la sentenza favorevole al Municipio sul secondo ricorso verrà impugnata al Tram. Cotti, da noi raggiunto, ha giustificato questa decisione con cinque parole molto chiare: «Siamo convinti dei nostri argomenti».
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