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Condannato a 8 anni l’astuto ‘imbroglione’

Il 47enne, insieme al suo complice ha truffato quasi 25 milioni di franchi. La Corte: ‘Uno dei danni patrimoniali più elevati degli ultimi tempi’

Di Malva Cometta Leon

«Uno dei danni patrimoniali più elevati nella casistica recente del Tribunale penale cantonale per il reato di truffa». Questa la motivazione con la quale la Corte dell’Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, ha accompagnato la condanna a otto anni di carcere per il musicista austriaco Trickster. In carcere dovrà anche sottoporsi a un trattamento ambulatoriale per il suo grave disturbo della personalità. «La sua colpa è gravissima. Ha agito mosso dall’esclusiva volontà egoistica di mantenere un tenore di vita lussuoso e frequentare ambienti esclusivi». Per il suo complice, un 43enne irlandese, la Corte (giudici a latere Renata Loss Campana e Luca Zorzi), ha ritenuto adeguata una pena di tre anni, di cui 18 mesi da espiare per un periodo di prova di due anni. Insieme, i due, sono riusciti a ottenere un maltolto che si aggira attorno ai 25 milioni di franchi in soli due anni, dal 2022 al 2024. Quasi 24 milioni imputati al musicista e quasi 17 al 43enne.

‘Falsa identità pluridimensionale’

Per riuscire a dar vita al personaggio del facoltoso musicista, il 47enne, ha costruito e mantenuto per diversi anni una «falsa identità pluridimensionale». Uomo d’affari con un patrimonio dichiarato di 250 milioni di dollari; produttore musicale di fama internazionale – avrebbe coinvolto James Blunt, la Royal Philharmonica Orchestra, Taylor Swift –; informatore della Dea e della polizia nazionale spagnola; medico con la licenza statunitense. E la lista potrebbe proseguire. Con questa identità Jürgen Pichler all’anagrafe, è riuscito a truffare una dozzina di persone e aziende applicando il sistema truffaldino del ‘buco tappa buco’. Non indifferente il ruolo del suo complice e coimputato, a capo di un’azienda rivenditrice di velivoli. In parte anche grazie a lui, Trickster, tradotto: l’‘imbroglione’, è riuscito a corroborare la sua identità con elementi materiali come elicotteri, aerei, automobili di lusso, orologi di pregio, residenze in luoghi esclusivi. In questo modo, le vittime toccavano con mano questa ricchezza, «conferendo efficacia al suo inganno». A sostegno della sua narrazione, Trickster ha prodotto «una quantità e una varietà impressionante di documenti falsi». Che spaziavano da contratti, fatture, ordini di bonifico, estratti conto, presunti ordini di autorità giudiziarie, fogli paga. L’aura di persona ricca e di successo che Pichler aveva abilmente costruito rendeva, per la Corte, «del tutto comprensibile che le vittime non avessero rilevato incongruenze. Non avevano motivo di sospettare di lui avendo a disposizione anche la documentazione in favore di ciò che sosteneva». Oltre a una riconosciuta «creatività e versatilità nei metodi truffaldini», il 47enne ha saputo gestire le pressioni e i solleciti delle vittime con un «repertorio infinito di scuse». Giustificazioni «sufficientemente plausibili nel contesto della narrazione del personaggio che si era costruito».

‘Compartecipe alla messa in scena’

Ad aggravare la sua condizione anche la mancanza di remore nel fare leva su intermediari di fiducia e su professionisti per far abboccare all’amo le sue vittime. Il 43enne era una di queste persone. Ha funto infatti da garante o ‘escrow’ in alcuni contesti e quindi «compartecipe alla messa in scena». La tesi del rapporto di manipolazione presentata dal difensore Marco Masoni non ha retto. «Lui stesso ha dichiarato di aver sostenuto un ruolo attivo e di aver addirittura proposto alcune delle attività illecite». Mentre in sede dibattimentale ha sostenuto di essere stato soggiogato da Pichler. «Anche la sua colpa è grave». Inoltre, «disponeva delle risorse intellettuali e di una situazione economica florida che avrebbero dovuto trattenerlo dal commettere reati».

La Corte ha accertato i fatti così come contenuti nell’atto d’accusa. I due sono stati condannati per truffa, appropriazione indebita e falsità in documenti. Trickster, singolarmente, è colpevole anche di alcuni reati minori, tra i quali falsità in certificati per essersi finto medico e aver convinto perfino il presidente dei farmacisti di un cantone svizzero. La pena inflittagli tuttavia è addirittura superiore a quella proposta dal procuratore pubblico Nicola Borga. Per Trickster, nella requisitoria, è stata formulata una richiesta di condanna a sette anni di carcere. Per il suo complice, un 43enne irlandese, Borga aveva invece chiesto due anni e tre mesi, di cui nove da espiare per un periodo di prova di due anni.

‘Solo il carcere lo ha fermato’

«Ciò che colpisce – ha aggiunto il giudice – al di là del danno è la durata dell’attività delinquenziale e il numero dei danneggiati». Di una dozzina, otto si sono costituiti accusatori privati, chiedendo e ottenendo risarcimenti milionari. Nonostante una precedente condanna per truffa in Austria, Pichler, lo stesso giorno dell’arresto «stava preparando altri documenti falsi» per proseguire fingendosi chi non era. Il suo fermo «è stata l’unica ragione per cui ha posto fine alla sua attività criminale», ha concluso Pagnamenta. Il suo legale, l’avvocato Fabio Käppeli, si era battuto per una massiccia riduzione di pena: tre anni e mezzo da scontare, deducendo il carcere preventivo sofferto. Masoni per il 43enne aveva invece chiesto una sospensione integrale della pena. L’epilogo di questa travagliata vicenda giudiziaria è stato coronato dall’espulsione di entrambi dalla Svizzera: Trickster per 12 anni, il suo complice per 7.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-03-20T07:00:00.0000000Z

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