laRegione

‘Nel 2033 evitare derby a Sud delle Alpi’

Le tre città incontrano la giuria dell’associazione che organizza l’evento: fiducia rinnovata a candidatura ticinese, ma senza competizione interna

Di Dino Stevanovic

Capitale culturale svizzera (Ccs) in Ticino sì, ma meglio unire le forze. Questo, in sintesi, il messaggio emerso dall’incontro avuto ieri dai direttori dei Dicasteri culturali di Lugano, Locarno e Mendrisio, guidati dal capodicastero luganese Roberto Badaracco, con una delegazione della giuria dell’associazione Ccs che il 4 giugno scorso ha attribuito il riconoscimento ad Aarau. Di conseguenza, la capitale argoviese dovrà ora organizzare la relativa manifestazione culturale nel 2030, mentre le due candidature ticinesi sono rimaste a bocca asciutta. Da un lato, il trio guidato da Lugano con Locarno e Mendrisio e dall’altro Bellinzona da sola.

‘L’unione del trio ha creato qualche timore’

Non uno smacco in realtà, ma un parcheggio in sala d’attesa. Il comitato di Ccs ha infatti apprezzato le proposte sudalpine, sbilanciandosi in vista del 2033: le città ticinesi, se vorranno ripresentarsi, avranno una corsia preferenziale. E se i motivi per i quali ha vinto Aarau – prevalentemente per valorizzarne il potenziale – sono noti, i motivi della débâcle ticinese non lo sono. Anche a questo è servito l’incontro. «È stato proficuo e interessante – premette il vicesindaco – e ci ha fatto piacere che sui contenuti proposti abbiano avuto poco da ridire. Anzi, ci hanno ripetuto più volte che tutte le candidature erano valide e che la nostra era di altissima qualità. Hanno messo in rilievo che ‘Visione da Sud’ (il nome del progetto del trio, ndr) a loro è piaciuto molto e hanno molto apprezzato tutte le peculiarità delle tre città, sottolineando che siamo già dei punti di riferimento riconosciuti. Paradossalmente, questa unione di forze forse li ha un po’ spaventati. Alcuni giurati si sono interrogati sull’efficacia della candidatura tripla, esprimendo timori sul coordinamento organizzativo. In realtà, abbiamo preparato un progetto ben integrato, con temi e attività collegati fra di loro».

Scena indipendente? ‘Occasione per svilupparla’

A Lugano da tempo si parla molto di cultura indipendente e di necessità di promuoverla e un messaggio in questo senso è atteso da tempo e sembra essere slittato a settembre. «Ne abbiamo parlato – conferma Badaracco –. Da questo punto di vista, si sa, la Svizzera tedesca è più avanti rispetto a noi. Non credo però che ci abbia svantaggiati. Abbiamo chiarito che siamo intenzionati a investire in quest’ambito e riteniamo che ci sia un bel potenziale di sviluppo». La mancata vittoria non avrà quindi ripercussioni sull’iter del dossier? «Per quanto mi riguarda sicuramente no, anzi. Credo che sia l’occasione giusta per sviluppare la cultura indipendente, per arrivare al 2033 con una scena già vivace, riconosciuta, con una sua storia».

Entro fine 2027 una lettera d’intenti

Altro tema che sin dal principio è apparso potenzialmente un boomerang, la doppia candidatura ticinese. «L’opposizione tra la nostra candidatura e quella di Bellinzona non è stato un tema esplicito, ma se n’è parlato». In ottica futura, più che passata. «Ci hanno detto di osservare con attenzione cosa succederà l’anno prossimo a La Chaux-de-Fonds (Capitale culturale svizzera 2027, ndr) e poi valutare se entro il 31 dicembre del 2027 ripresentarsi o meno». Presentando già una candidatura? «Non proprio. Sarebbe una lettera d’intenti. Per noi è meno vincolante, non dovremmo andare già in Consiglio comunale, e a loro permetterebbe di sondare il terreno. Qualora non ci fosse alcuna candidatura dal Ticino, aprirebbero un bando regolare. Se invece dovessimo esprimere l’intenzione di candidarci, ci convocherebbero subito. Soprattutto nel caso ci fossero di nuovo più candidature ticinesi». Perché? «Per capire come fare. Non vogliono, ce l’hanno confermato, che ci sia un derby nella Svizzera italiana per scegliere la capitale culturale. Un punto che auspichiamo anche noi. Non escludo che possano metterci attorno a un tavolo chiedendoci di collaborare e solo in un secondo momento ci chiederebbero il dossier». Dossier che per la candidatura ufficiale dovrebbe, lui sì, ripassare di nuovo dai Legislativi, mentre i crediti sin qui votati chiaramente decadono. Ma i primi passi sono altri. «Il primo punto è capire se Locarno e Mendrisio sono ancora volenterose, come mi auguro, di proseguire assieme – valuta infine Badaracco –. E poi proveremo a riallacciare un dialogo con Bellinzona, prima di venire eventualmente contattati dalla giuria, qualora anche loro fossero interessati a ripresentarsi».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-06-20T07:00:00.0000000Z

2026-06-20T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281732686193471

Regiopress SA