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Uniti Mendrisio e Sopraceneri

La misura rientra nel piano di riorganizzazione dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini. E i Grigioni verranno accorpati alla Regione Sud

Di Dino Stevanovic e Prisca Colombini

Un unico ufficio doganale per Mendrisio e Sopraceneri e Canton Grigioni accorpato alla Regione Sud. Sono queste le principali novità per il Ticino nell’ambito della riorganizzazione che sta portando avanti l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc), della quale si è appreso settimana scorsa. Una riorganizzazione che mira al risparmio e a una ridistribuzione più equilibrata delle risorse e che prevede anche la soppressione di venticinque posti di quadri. Al momento non è ancora noto se, e in quale misura, il Ticino sarà toccato da questi tagli.

Da 6 a 4 regioni, da 23 a 16 livelli locali

Da noi contattato, l’ufficio stampa dell’Udsc spiega che quella annunciata è una riorganizzazione strutturale. “Al fine di essere preparati al meglio per affrontare le sfide attuali e future, l’ambito direzionale Operazioni, che comprende il personale operativo dell’Udsc, verrà adeguato dal punto di vista strutturale e organizzativo”. Oltre ai criteri economici, nella ridefinizione della struttura sono presi in considerazione, per quanto possibile, anche criteri geografici, demografici, organizzativi e culturali. Nel concreto, il numero delle regioni passerà da sei (Nord, Nord-est, Est, Sud, Ovest e Centro) a quattro (Nord, Est, Sud e Ovest), mentre quello dei livelli locali sarà ridotto da 23 a 16 attraverso alcune fusioni.

Nessun cambiamento per Chiasso

Quali saranno le ripercussioni per il nostro Cantone? “Dal punto di vista organizzativo – rispondono ancora dall’Udsc –, la dogana dei Grigioni farà ora parte della Regione Sud. In Ticino, i due livelli locali di Mendrisio e Sopraceneri saranno accorpati in un unico ufficio doganale, mentre l’ufficio di Chiasso resterà invariato. Oltre al Canton Ticino e Uri, in futuro anche i Grigioni faranno parte della Regione Sud”. A questo si aggiunge che “mansioni e compiti dell’ufficio doganale di Mendrisio resteranno invariati. Nell’immediato, e per il momento, anche la sede non cambierà”. E dal punto di vista operativo? “Non si registrano ripercussioni: i controlli continueranno a essere effettuati come di consueto.

Il mandato e l’adempimento dei compiti dell’Udsc rimangono invariati”.

Ci saranno misure di accompagnamento

La riorganizzazione intera comporterà, come detto in apertura, una riduzione di posti di lavoro. Le posizioni interessate sono funzioni dirigenziali nelle regioni o a livello locale, nonché funzioni dirigenziali nei settori di supporto dell’ambito direzionale Operazioni. Una cinquantina di quadri dovrà quindi ricandidarsi prossimamente per il proprio posto di lavoro. In merito, il servizio stampa precisa che “l’Udsc si impegna a trovare una soluzione di successione per tutte le persone interessate. Inoltre, queste ultime vengono accompagnate e sostenute durante l’intero processo” dato che “in questa ristrutturazione trova applicazione il piano sociale della Confederazione”.

L’intervento dei sindacati

Collaboratrici e collaboratori dell’Udsc sono stati informati della riorganizzazione all’inizio del mese di maggio. Sul tema si sono prontamente schierati i sindacati di categoria Garanto, Transfair e Apc. Nella sezione aperta sul suo portale dedicata al tema, Garanto, il sindacato che rappresenta i funzionari doganali e le guardie di confine in Svizzera, sottolinea che “è apparso chiaro, sulla base delle segnalazioni ricevute, che tale riorganizzazione non riguarda solo sette capi e i posti dirigenziali. Riguarda i centri operativi, ma potenzialmente anche tutti gli altri profili, poiché in caso di accorpamenti a livello locale o di team alcuni collaboratori potrebbero diventare in esubero. L’Udsc non ha fornito informazioni complete. Che si tratti di un semplice collaboratore o di una figura dirigenziale, tutti danno il meglio di sé ogni giorno e meritano che, in una situazione così difficile, si presti loro la dovuta attenzione”.

‘Incertezze e pressione’

Anche Transfair si dice “consapevole del fatto che una procedura di questo tipo comporta per le persone interessate grandi incertezze e ulteriore pressione. Ciò risulta ancora più evidente se si considera che molte collaboratrici e molti collaboratori si trovano a dover presentare già per la seconda volta nell’arco di poco tempo una candidatura per il proprio posto di lavoro. Anche l’ultima volta è avvenuto nell’ambito di una riorganizzazione. Per coloro che al termine del processo non otterranno un posto di lavoro, si cercheranno soluzioni tramite una borsa lavoro interna all’Ufficio o si concederanno proroghe a tempo determinato”. L’Associazione del personale della Confederazione (Apc) a sua volta “mantiene una posizione di forte vigilanza e tutela contrattuale, esigendo il rispetto formale dei diritti dei lavoratori durante questa transizione”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-12T07:00:00.0000000Z

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