L’Associazione Amici: ‘Avanti così si chiude’
Non bastano le ‘briciole’ che potrebbero arrivare dai milioni di Accento. Diego Erba chiede un appoggio più incisivo da Città, regione e Fondazioni
Di Davide Martinoni
Piovono soldi sulla Kursaal Locarno Sa, ma sulle scarpe dell’Associazione Amici del Teatro potrebbero arrivare soltanto gli schizzi. Solo una piccolissima parte dei 9 milioni incassati dalla Sa nell’ambito della vertenza Accento potrebbe infatti essere destinata a calmierare le ansie di chi da anni organizza e gestisce la stagione teatrale: è una porzione, ancora indefinita, del terzo di 1,2 milioni (circa 400mila franchi) che la Fondazione per la Cultura del Locarnese percepirà per i suoi scopi di sostegno regionale. Rimane dunque sostanzialmente invariata la preoccupazione degli Amici del Teatro riguardo al suo futuro; preoccupazione ribadita durante l’ultima assemblea e anche dopo di essa, con una lettera indirizzata alla stessa Fondazione per la Cultura e a tutti i Comuni della regione. Lettera, che ‘laRegione’ ha potuto visionare, in cui presidente e segretario, Diego Erba e Athos Mecca, trasmettono la risoluzione approvata all’unanimità dagli oltre 100 presenti, articolata su 4 punti. Il primo è interlocutorio e riguarda l’attesa di una risposta della Fondazione per la Cultura a una richiesta di maggior contributo “nel rispetto dello statuto che dà la priorità al sostegno del Teatro”; il secondo è un invito al Municipio di Locarno a “versare un maggior sostegno per il Teatro, il cui stabile è largamente di sua proprietà” (e la cui società di gestione immobiliare, la Kursaal Locarno Sa, è detenuta all’84% dalla stessa Città di Locarno, ndr); il terzo punto è l’auspicio che “altri Comuni del Locarnese e altri enti” decidano di sostenere il Teatro; mentre il quarto punto, che è in concreto anche il più importante, è la decisione di proseguire con l’organizzazione della stagione teatrale “e di far capo, se del caso, al patrimonio sociale per coprire eventuali deficit d’esercizio”. Ciò, viene puntualizzato, “esprime la volontà dell’Associazione di assumersi la propria parte di responsabilità”. Tuttavia, “questa disponibilità deve essere accompagnata da una prospettiva finanziaria che consenta di preservare nel tempo le attività del Teatro”.
L’obiettivo è dunque “aprire un confronto con la Fondazione e con i Comuni della regione sulle possibilità di rafforzare il sostegno alla programmazione, tenendo conto delle rispettive disponibilità e dei vincoli finanziari”.
Due terzi al turismo, uno alla cultura
Come detto, una relazione fra il capitale appena entrato alla Kursaal e un aiuto straordinario potrebbe riguardare indirettamente anche gli Amici del Teatro: se ne parla nella risposta che Municipio e Kursaal hanno dato all’interrogazione di Luca Panizzolo sull’“affaire Accento”, di cui abbiamo riferito ieri. Innanzitutto, appunto, il capitale computabile per un aiuto straordinario nell’ambito dell’accordo Accento si limita a 1 milione 239mila franchi, che equivale allo 0,65% dell’incassato netto nella fase 1 (esercizi 2002-2005) della Casinò Lugano. Di questa cifra (lorda) due terzi (826mila franchi) andranno alla Fondazione Turismo Lago Maggiore e soltanto il terzo rimanente (413mila franchi) alla Fondazione Cultura nel Locarnese, che deciderà poi quanto destinare per la stagione teatrale. Tolto ciò, rimane il problema di fondo, come spiega a ‘laRegione’ Diego Erba, ovverosia una penuria di fondi per sostenere un impegno da quasi mezzo milione all’anno: «La premessa è che l’Associazione Amici del Teatro aveva raccolto diversi anni fa l’invito della Kursaal di organizzare la stagione teatrale quando la Sa, proprietaria dello stabile, aveva deciso di tirarsi indietro, limitandosi alla gestione immobiliare. In assemblea, l’altro giorno, quando si parlava delle difficoltà finanziarie in cui versa l’Associazione, qualcuno ha chiesto alcune informazioni di dettaglio che io ho dato ai soci: per usufruire della sala paghiamo 16mila franchi all’anno alla Kursaal, ovverosia 800 franchi per ogni serata teatrale. Ho aggiunto che buona parte di quei 16mila franchi vanno alla Città, che detiene l’84% delle azioni Kursaal. Città che parallelamente ci ha versato lo scorso anno un contributo di 25mila franchi. Il calcolo del beneficio teorico è subito fatto. Dico “teorico” perché poi noi versiamo alla Città, ogni anno, circa 10mila franchi di imposte alla fonte, senza dimenticare tutti i guadagni, per la Città, derivanti dalla stragrande maggioranza dei 6mila spettatori annui che durante gli spettacoli parcheggiano nell’autosilo di Largo Zorzi, di proprietà comunale. Tutto questo per dire che Locarno mi dà con la destra mentre io gli ridò addirittura di più con la sinistra. Noto inoltre che Locarno è in Ticino l’unica Città che non gestisce in proprio il suo teatro, mentre lo fanno Lugano, Bellinzona (attraverso una Fondazione cui versa 600mila franchi all’anno) e Chiasso. Questo dimostra che qui ancora non c’è la sensibilità giusta verso il teatro».
Le eccezioni di Muralto, Minusio e Orselina
Un altro aspetto sottolineato da Erba riprendendo i temi emersi durante l’assemblea è quello dello scarso interessamento agli Amici e alla stagione teatrale da parte dei Comuni della regione, da cui oltretutto proviene buona parte degli spettatori. «Fanno eccezione soprattutto tre, oltre a Locarno: i generosi Muralto, Minusio e Orselina e siamo ovviamente grati al Cantone per il suo contributo annuo».
Poi c’è un ulteriore tema di cui si è parlato: la Fondazione per la Cultura: «Fondamentalmente essa era stata creata per sostenere il Teatro. Infatti, lo statuto dice che il suo aiuto va “prioritariamente” al Teatro. Una priorità che a nostro giudizio non viene rispettata, visto che nella scorsa stagione ci sono arrivati 70mila franchi, quindi meno della metà dei 150mila in dotazione ed erogati complessivamente». È pur vero che grazie all’accordo Accento e alla vertenza vinta con Lugano, potrebbe esserci per gli Amici del Teatro almeno una parte dei 400mila franchi che la stessa Fondazione percepirà una tantum.
‘Sostenere la cultura invece del turismo’
Comunque, conclude Erba, «è un fatto che una stagione teatrale costa complessivamente quasi mezzo milione di franchi e sono cinque anni che dobbiamo coprire autonomamente il deficit (nel 2025, 55mila franchi), intaccando così il patrimonio sociale. Per fortuna abbiamo 400 abbonati, che sono tanti, ma comunque non abbastanza per evitare che avanti di questo passo il patrimonio si estinguerà. Questo, considerando che la programmazione non si fa su un anno, ma su più anni e ci vuole quindi una prospettiva. Infine, c’è un’altra questione, ed è legata all’opportunità di “sopravvivenza” della Fondazione per il Turismo. Con tutti gli introiti che ha già quel settore, non vedo francamente l’esigenza che ne arrivino anche da una Fondazione dedicata come quella esistente. Quindi mi chiedo: perché non sostenere maggiormente le iniziative culturali della regione, trasferendo l’importo della Fondazione per il Turismo alla Fondazione per la Cultura?».
LOCARNO E VALLI
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2026-10-16T07:00:00.0000000Z
2026-10-16T07:00:00.0000000Z
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