Fondi per la ricostruzione, ‘più aiuti e più flessibilità’
Il Consiglio di Stato scrive ad Albert Rösti, direttore del Datec, chiedendo meno complicazioni amministrative, trattamenti equi fra Cantoni e più aiuti
Il governo chiede al ministro Rösti maggiore sostegno, pratiche più snelle ed equità di trattamento. Per la gestione dei contributi Lavizzara pensa a un supporto esterno.
“Non nascondiamo il nostro malcontento per la lentezza e le complicazioni amministrative che caratterizzano lo stanziamento di questi fondi supplementari, i quali ammontano complessivamente per tutta la Svizzera a meno di 20 milioni di franchi: una cifra del tutto esigua rispetto al budget della Confederazione. I Comuni si trovano già oggi in una situazione finanziaria fragile e necessitano di aiuti rapidi e concreti per poter far fronte alle spese già in corso”. È un passaggio chiave della lettera che il Consiglio di Stato ha inviato al consigliere federale Albert Rösti, direttore del Datec, nell’ambito della procedura di consultazione sulla partecipazione della Confederazione alle spese sostenute da Grigioni, Ticino e Vallese per i danni causati dal maltempo nell’estate del ’24. Maltempo che in Ticino aveva falcidiato in particolare Cevio e Lavizzara, causando danni per circa 90 milioni di franchi.
Il governo ricorda il caso di Blatten, che aveva portato alla rapidissima approvazione della Legge federale riguardante un contributo di solidarietà di 5 milioni di franchi; questo, “mentre per gli eventi del 2024 ci troviamo ancora oggi, a due anni dagli eventi, nella fase di consultazione della legge. Questa disparità di trattamento deve essere colmata al più presto e la procedura per l’approvazione di questa legge considerevolmente accelerata”. E ancora: “Sia nella legge sia nel rapporto esplicativo, viene specificato che la partecipazione finanziaria della Confederazione è limitata alle sole prestazioni di ripristino volte a ristabilire, per quanto possibile, lo stato anteriore all’evento”. Ma “l’evento del giugno 2024 in alta Vallemaggia è stato di portata eccezionale: in alcuni settori la morfologia del territorio risulta profondamente modificata e gli interventi previsti non potranno consentire un ritorno esatto alla situazione precedente”.
Vi è inoltre la necessità che “sia garantita la necessaria flessibilità nella realizzazione delle opere previste”. A questo proposito “i costi relativi a diversi progetti finora trasmessi rappresentano allo stato attuale soltanto stime provvisorie” (come, ad esempio, il progetto di ricucitura a Cevio-Fontana). Pertanto, il governo ribadisce “l’importanza che sia garantita la flessibilità necessaria sia nel consolidamento delle cifre, sia nella possibilità di trasmettere, anche in futuro, aggiornamenti dei costi in funzione del grado di maturazione ed esecuzione dei progetti”. È quindi “fondamentale che il calcolo del sussidio federale possa basarsi sui costi effettivamente sostenuti dai Comuni”. Infine, il Consiglio di Stato chiede che “al fine di garantire una parità di trattamento equa e omogenea tra i diversi Cantoni, i sussidi federali e cantonali concessi siano considerati secondo criteri uniformi per tutti i Cantoni, così da permettere un confronto oggettivo e corretto dei costi residui che ciascun Comune sarà chiamato a sostenere”.
PRIMA PAGINA
it-ch
2026-03-06T08:00:00.0000000Z
2026-03-06T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281736980946454
Regiopress SA