Diciassette telecamere per un ‘grande fratello’ in 5G
II Municipio vuole una videosorveglianza all’avanguardia
Di Alfonso Reggiani
Diciassette telecamere da installare su altrettanti pali della luce di Ail Sa: è quanto prevede, in estrema sintesi, il sistema di videosorveglianza che il Municipio di Collina d’Oro vuole realizzare nel Comune. La richiesta di credito è di 150mila franchi e verrà sottoposta al Consiglio comunale. Nel messaggio l’Esecutivo spiega nel dettaglio le ragioni che lo hanno portato a presentare il progetto e ne illustra i contenuti. L’autorità politica ha optato per la tecnologia 5G, che è ritenuta “una soluzione all’avanguardia, in grado di coniugare efficienza operativa, flessibilità di impiego e tempestività d’intervento”.
Il sistema è ritenuto uno “strumento adeguato e proporzionato per accrescere la qualità di vita dei cittadini, sia nelle zone residenziali sia in quelle più discoste del territorio”. Inoltre, si tratta di una risposta concreta “alle sollecitazioni pervenute nel tempo da parte di consiglieri comunali e della Polizia Ceresio Sud che, attraverso interpellanze e rapporti ufficiali, hanno espresso preoccupazioni concrete in merito alla sicurezza”. Il Municipio considera la videosorveglianza un “efficace deterrente contro comportamenti illeciti, anche un valido supporto operativo per gli agenti di polizia. Essa consente infatti una visione in tempo reale del traffico, di eventuali incidenti e di altri eventi rilevanti, permettendo interventi tempestivi”. La tecnologia 5G “apre nuove opportunità applicative, in particolare nelle aree non servite da connessioni cablate o da reti Wi-Fi”. Se la rete 5G non funzionasse o non fosse disponibile, il sistema potrebbe operare senza interruzioni anche tramite 4G. Invece, rispetto alla protezione dei dati, l’Esecutivo garantisce l’adozione di dispositivi di crittografia e di protocolli di sicurezza avanzati, idonei a garantire un elevato livello di tutela della sfera privata e il pieno rispetto della normativa vigente in materia.
A supporto di attività investigative
Le apparecchiature prevedono la registrazione continua delle immagini e, pertanto, sono ritenute “fondamentali a supporto delle attività investigative, in particolare per l’identificazione degli autori di eventuali reati e per la ricostruzione di eventi specifici (quali furti, danneggiamenti o altri atti illeciti). In tale contesto, risulta essenziale garantire un costante aggiornamento tecnologico degli strumenti a disposizione della Polizia, cosi da affrontare con efficacia le sfide poste dalla criminalità moderna”. La videosorveglianza, aggiunge il Municipio nel messaggio, sarà “affiancata da una presenza attiva e visibile delle pattuglie sul territorio e costituisce un importante strumento di prevenzione e contribuisce a migliorare la percezione di sicurezza tra la popolazione residente”. Si vuole incrementare la sicurezza stradale, in particolare a tutela di pedoni e ciclisti e le aree prossime a scuole e strutture per l’infanzia. Le telecamere verrebbero integrate agli impianti già esistenti, “quali i varchi elettronici situati in via Civra a Montagnola e in via Risciana a Gentilino, usati per il controllo degli accessi su strade a traffico limitato, nonché il sistema mobile IRIS, attualmente impiegato nei pressi dei diversi eco-punti comunali”. L-’Esecutivo evidenzia che l’accesso ai dati e la gestione delle immagini “saranno di esclusiva competenza della Polizia Ceresio Sud di Paradiso, nel pieno rispetto delle normative cantonali e comunali in vigore”: la Legge sulla videosorveglianza, la Legge cantonale sulla protezione dei dati personali e il Regolamento comunale. Non solo. Il Municipio garantisce che il sistema sarà usato solo “per finalità di sicurezza pubblica e di prevenzione, nel rispetto del principio di proporzionalità. Le riprese saranno limitate agli spazi pubblici strettamente necessari, evitando di inquadrare proprietà private o aree non pertinenti agli obiettivi di sicurezza. La durata di conservazione delle immagini e le modalità di cancellazione dei dati sono disciplinate dal Regolamento comunale sulla videosorveglianza e dalle disposizioni cantonali vigenti”. Le riprese saranno possibili anche “in zone remote o difficilmente accessibili, garantendo un monitoraggio efficace di cantieri, aree rurali, eventi all’aperto, di veicoli o imbarcazioni in movimento”. Cinque telecamere sorgerebbero a Gentilino: tra via Sant’Abbondio e via Fomelino; tra via Sant’Abbondio e via Montalbano; tra via Sant’Abbondio e via Bora da Besa; tra via alla Campagna di Viglio e via Risciana e nella parte bassa di via al Sapel. Una è prevista lungo la strada cantonale (all’altezza del semaforo) a Carabietta; due ad Agra tra via Collina d’Oro e via Roncone e in via Roncone (al capolinea dell’autopostale). Le altre sono state programmate a Montagnola: due in Piazza Brocchi, un’altra tra Riva Cantonetto e via Ceresio, poi tra via Collina d’Oro e via Matorèll; tra via Vignino, via dei Gilardi e via Bagena; tra via al Molino e via Cadepiano; tra via al Molino e via Grancia; tra via al Molino, via del Piano e via Garavegia e al posteggio comunale di Orino.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-03-11T07:00:00.0000000Z
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