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Migliorie per il personale, un pareggio fa slittare tutto

La mozione interpartitica divide il Legislativo

Di David Leoni

Undici pari e un astenuto. Palla al centro, se ne riparlerà nella prossima seduta di Legislativo. Questo l’epilogo della discussione – in seno al Consiglio comunale di lunedì – sulla mozione interpartitica (firmata da esponenti del Centro, di LiSA e del Plr) chiedente modifiche al Regolamento organico dei dipendenti (Rod). In particolare – per migliorare l’appeal dei posti di lavoro in seno all’Amministrazione comunale in un periodo di pensionamenti di dipendenti dietro l’angolo – attraverso la concessione a tutti i funzionari di un minimo di 5 settimane (25 giorni lavorativi) di vacanze all’anno e l’abbandono, per motivi ‘anacronistici’, del concetto di "gratifica per anzianità di servizio fonte di disparità di trattamento non giustificabili”. Contrari all’idea («Capisco la richiesta ma per me non funziona») Émile Garbani Nerini (Plr) e il Municipio, che hanno chiesto alla sala il rigetto della mozione. Di parere diametralmente opposto Giovanni Lepori, LiSA, il quale ha portato l’esempio della maggioranza degli altri Comuni ticinesi, nei quali i dipendenti lavorano 40 ore settimanali contro le 42 del Pedemonte. «Respingere la mozione significa mandare un segnale negativo in un momento delicato. Il voler far credere che i congedi di anzianità rappresentino la soluzione migliore è una considerazione troppo generosa e poco realistica. In ogni caso con la proposta della mozione non togliamo vacanze a nessuno ma le diamo a tutti, indipendentemente dagli anni di servizio. Se facciamo un’analisi seria ci accorgiamo che si aggiunge, al tirar delle somme, un giorno di vacanza in media all’anno». Il sindaco Giotto Gobbi, rifacendosi ai vari colloqui d’assunzione di personale, ha spiegato che «l’aspetto finanziario non è il criterio determinante» e che «Terre di Pedemonte rimane, per chi cerca un impiego nell’Amministrazione, un Comune attrattivo, indipendentemente dalle settimane di vacanza. Sono altre le peculiarità che fanno stato (come la percentuale lavorativa)». Adriano Keller (il Centro), firmatario della mozione, ha sottolineato come quest’ultima permetta di redistribuire, meglio, le vacanze, in maniera bilanciata: «A oggi, ipoteticamente, un dipendente sessantenne ha 10 settimane di vacanza, mentre un suo collega trentenne, magari con famiglia e figli, ne ha solo 4 e questo è poco». Samuele Cavalli (LiSA) ha parlato di una proposta (quella della mozione) «che è il tipico compromesso svizzero tra partiti di sensibilità differenti». Elogiando la politica di conciliabilità lavoro-famiglia ha definito l’approvazione della mozione «un passo verso un’Amministrazione più moderna a costo praticamente nullo». Omar Balli, municipale della Lega dei Ticinesi, infine, ha messo in guardia sui rischi di creare disparità di trattamento tra dipendenti comunali che sottostanno al Rod e quelli che, invece, si rifanno alla Lord (docenti). Al momento della conta delle mani alzate, come detto, la sala si è spaccata in due parti uguali.

Raccordo ciclopista, è bocciatura

Non è invece stato approvato il credito di 341mila franchi necessario a sistemare la pavimentazione della pista ciclabile tra il campo sportivo di Cavigliano e la strada che conduce al Ponte dei Cavalli.

Già a livello commissionale le prime avvisaglie. Francesca Botta Berguglia, del Plr, si è opposta al credito firmando un rapporto di minoranza. Il motivo? Se, dal punto di vista tecnico, l’intervento garantirebbe un’opera più duratura e minori costi di manutenzione del tracciato, dall’altra non va dimenticato che il nuovo PALoc non contempla più la passerella ciclopedonale sulla Melezza al ponte di Golino. Motivo per cui non ha senso investire fondi se poi il tracciato non viene completato sull’altra sponda del fiume. Paolo Monotti (LegaUDC / SVP-Indipendenti), contrario all’idea, ha suggerito la non entrata in materia «visto che la commissione della gestione non ha potuto esprimersi nel merito, che il Patriziato proprietario del fondo non è stato interpellato e che l’intervento non è prioritario». Proposta non condivisa dal Municipio, che dalla discussione sulla trattanda avrebbe potuto trarre indicazioni utili al prosieguo, in modo da poter poi orientare le scelte future. Ancora Monotti: «I costi, dal primo messaggio, sono aumentati a dismisura; ogni metro lineare di questo raccordo ci costa 3mila franchi!». L’idea della non entrata in materia è stata bocciata. Via, dunque, al valzer degli interventi. Dapprima Adriano Keller: «È una ciclopista slegata da ogni progetto cantonale. Serve a poco, il collegamento più gettonato è su Losone. Se lo completiamo, tutte le spese ci saranno accollate perché non beneficeremo di sussidi cantonali». Giovanni Lepori: «Sicuramente un credito del genere lascia perplessi. Tuttavia la tempistica della nuova passerella sulla Melezza mi lascia nel dubbio. Resta il fatto che si tratta pur sempre di una ciclopista di valenza regionale. Mi turerò il naso e voterò sì al credito». Prima del voto il sindaco ha spiegato il cambiamento progettuale in atto e l’idea del nuovo manufatto ‘idro-ciclabile’ tra la campagna di Verscio e Losone (non prima del 2028).

LOCARNO E VALLI

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2026-06-17T07:00:00.0000000Z

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