‘Brucia’ oltre mezzo milione, raggirando amici e conoscenti
Truffa per mestiere: inflitti 34 mesi di carcere a un 35enne
A.R.
Sarà scarcerato tra circa due settimane il 35enne che ha ingannato almeno undici clienti facendosi consegnare poco più di 685’000 franchi per investimenti fittizi nel giro di 34 mesi, dal 2022 a metà 2025. L’imputato, di nazionalità italiana, è comparso ieri di fronte alla Corte delle Assise criminali di Lugano e ha riconosciuto sia i fatti illustrati nell’atto d’accusa allestito dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti sia le pretese degli accusatori privati che ammontano a circa 560’000 franchi.
L’uomo è stato espulso dalla Svizzera per cinque anni e condannato a due anni e dieci mesi di prigione per truffa aggravata, ripetuta falsità in documenti e ripetuto riciclaggio di denaro. La pena è stata sospesa con la condizionale per 24 mesi, mentre il resto è da espiare. L’aspetto più spiacevole di questa vicenda penale è il fatto che l’imputato abbia approfittato dell’amicizia di alcune persone truffate e della fiducia di altre nella sua veste di agente assicurativo. Lui stesso si è reso conto di aver commesso reati, tradendo suoi conoscenti ai quali aveva millantato investimenti mai effettuati, ma in realtà usando i soldi ottenuti per scopi personali. E prima dell’arresto, risalente all’autunno scorso, ha tentato di suicidarsi per ben due volte. Era cosciente dell’impossibilità di nascondere i reati. Ma, «ero fuori di testa», ha dichiarato al processo, sostenendo di essersi lasciato ingolosire dal denaro, da un elevato tenore di vita e dalla gestione di un noto ritrovo pubblico del Malcantone. Come riuscirà a restituire quanto ha sottratto? Il 35enne, difeso dall’avvocata Elettra Bernasconi, ha espresso pentimento e ha assicurato che vuole tornare a lavorare nel Nord Italia per cercare di risanare la sua situazione debitoria, che supera i 700’000 franchi.
Il processo non è stato celebrato con il rito abbreviato, dopo l’accordo tra le parti sulla pena (di 28 mesi di carcere, sospesi con la condizionale per 19 mesi in maniera che l’imputato possa
essere scarcerato subito), siccome due avvocati che rappresentano gli accusatori privati hanno presentato ricorso e hanno ottenuto ragione. Durante la sua requisitoria la pp Rigamonti ha cercato, invano, di difendere la qualifica giuridica di truffa semplice. Tuttavia, la Corte presieduta dal giudice Curzio Guscetti ha sposato la tesi sostenuta dall’avvocato Michele Parravicini, secondo cui l’accusa principale avrebbe dovuto essere quella di truffa con l’aggravante del mestiere e ha chiesto e ottenuto una condanna più severa nei confronti dell’imputato, che si trova in detenzione preventiva da inizio novembre 2025 e in espiazione anticipata della pena dallo scorso 11 marzo.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-08-21T07:00:00.0000000Z
2026-08-21T07:00:00.0000000Z
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