Il fronte dei Comuni dice ‘basta’ a Snl
Dopo l’Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese e Valli, anche il Convivio scrive alla Sa luganese chiedendole un passo indietro come ‘atto di responsabilità’
Di Davide Martinoni
‘Un passo indietro come atto di responsabilità’ viene chiesto dal Convivio dei sindaci del Locarnese alla Sa luganese che detiene il diritto esclusivo di navigare sul Verbano.
Si stringe il cerchio istituzionale attorno alla Società di navigazione del Lago di Lugano (Snl), ormai costretta all’angolo di fronte alle sempre più insistenti richieste di farsi da parte per lasciare la navigazione sul Lago Maggiore alle Fart, così come deciso dal governo interrompendo il Progetto cantonale per la navigazione nella sua configurazione attuale. Un ulteriore tassello nel “puzzle” delle richieste in tal senso è quello apposto, con una lettera inviata a Snl, dal Cisl, convivio che raggruppa i sindaci di Ascona, Brione s/Minusio, Brissago, Cugnasco-Gerra, Gambarogno, Gordola, Locarno, Losone, Minusio, Orselina e Tenero-Contra. L’invito rivolto alla Sa luganese è a “un atto di responsabilità e un passo indietro che permetta alle Ferrovie autolinee regionali ticinesi (Fart) di riprendere sollecitamente la gestione della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, in modo da sbloccare l’attuale situazione di stallo e permettere la necessaria continuità operativa e serenità istituzionale a favore della navigazione nel bacino svizzero del Lago Maggiore”. Oltremodo significativi i toni utilizzati dai sindaci del Locarnese, il cui gremio sostiene di non potere che “confermare come il sostegno e la fiducia nei confronti della vostra società si siano nel corso del tempo affievoliti”. Questo poiché “secondo alcuni Comuni si sono disattese le aspettative del territorio, sia a livello di offerta che di natanti, e vi è stato un deterioramento del servizio stesso”; per altri, aggiunge il Cisl, “il bacino del Verbano presenta ancora del potenziale purtroppo inespresso”; mentre altri ancora “sono preoccupati per il clima di conflittualità emerso tra Snl e le autorità cantonali e federali”.
Servizio a rischio
Lo sguardo dei sindaci si estende naturalmente sugli equilibri e le pari opportunità a livello regionale. Scrivono infatti che “la scelta del Canton Ticino (confermata dall’Ufficio federale dei trasporti) di non più ordinare e finanziare la linea di trasporto pubblico 351 Locarno-Magadino aggiunge un ulteriore e importante fattore di criticità, essendo quest’ultima un elemento significativo del sistema di mobilità regionale e dell’integrazione del Gambarogno nell’agglomerato del Locarnese, come confermato ormai da quattro generazioni di Piani di agglomerato del Locarnese, che per altro propongono un aumento della funzione di trasporto pubblico via lago”. In questo senso si era già espresso l’Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese, ricorda il Cisl, che sottolinea: “Qualora Snl non fosse disponibile a consentire alle Fart di assumere la gestione della linea 351 e in generale della navigazione sul bacino svizzero, si rischierebbe un’ulteriore riduzione del servizio di navigazione, sia di linea che turistico, assestando un duro colpo a tutta la regione”.
Inoltre, il Cisl chiama in causa anche Consiglio di Stato e Ufficio federale dei trasporti, messi in copia, ai quali viene chiesto “un chiaro impegno per la tutela e la valorizzazione del trasporto lacuale nel Locarnese, sia a livello turistico che di trasporto pubblico”; richiesta estesa anche a Gestione governativa navigazione laghi (Ggnl) “a ragione delle chiare responsabilità derivanti dal suo ruolo di concessionaria unica in base alle disposizioni della Convenzione tra la Svizzera e l’Italia per la disciplina della navigazione sul Lago Maggiore e il Lago di Lugano del 1993”. Il Cisl, rivolgendosi a Snl, si dice disponibile a indire un incontro “per chiarire le rispettive posizioni”.
E la posizione del Locarnese si rafforza pure tramite le lettere inviate singolarmente da alcuni Comuni al Cantone. Dopo Brissago e Tenero-Contra, Ascona ha scritto a Bellinzona chiedendo, dopo attenta valutazione, che le parti si trovino e si mettano d’accordo per il passaggio alle Fart. Ribadendo, per altro, l’obiettivo di rafforzare un servizio che ha una grandissima importanza per il turismo, uno dei settori trainanti dell’economia regionale.
Nove milioni in sei anni dal Cantone
La severità di giudizio non nasce per caso, ma dall’esperienza maturata in questi anni “sotto” Snl, cui si sono aggiunti elementi concreti forniti dal Cantone in occasione del famoso incontro fra gli “stakeholders” locarnesi, tenutosi il 2 settembre. Uno riguarda il sostegno finanziario pubblico elargito a Snl per la navigazione sul Verbano: parliamo di un versamento complessivo che supera i 9 milioni di franchi, quasi interamente costituiti dal contributo ai costi non coperti secondo la Legge sul trasporto dei viaggiatori. Proprio in quest’ambito era uscita la notizia secondo cui le verifiche sui conti di Snl da parte del Controllo cantonale delle finanze avrebbero evidenziato uno scostamento importante dei risultati sulla gestione del Lago Maggiore rispetto a quanto presentato da Snl, influendo oltretutto in modo “significativo” sui risultati complessivi riguardanti non solo il Verbano, ma anche il Ceresio, lasciando così intendere una probabile redditività del servizio sul Lago Maggiore, che va evidentemente al di là dell’obiettivo di una linea sussidiata con soldi pubblici. Questo elemento, ripreso da Gobbi nella sua risposta in Gran Consiglio a Galeazzi, era stato in seguito seccamente smentito da Snl.
Due incarti penali aperti
Non bastasse, agli attori del Locarnese era stato fornito un quadro di Snl a tinte decisamente fosche: situazione finanziaria instabile, scarsa trasparenza, criticità assortite nella gestione del personale e nel rapporto con i sindacati storici, rapporti conflittuali con il Cantone, copertura e qualità insufficienti del servizio turistico sul Lago Maggiore, e finanche sversamento di sostanze inquinanti nel Lago di Lugano. Dulcis in fundo, vi sono alcune questioni giuridiche in sospeso, fra cui due sfociate in altrettanti incarti penali: uno derivante da una decisione dell’Ufficio federale dei trasporti nei confronti di Snl per mancata manutenzione dei motori (gas di scarico); l’altro da una segnalazione anonima al Cantone da parte di un gruppo di dipendenti Snl, trasmessa alla Procura, che ha poi aperto un’inchiesta contro ignoti.
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