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Altre due letture per valorizzare le Gole

Il progetto ‘Fiume Spazio Tempo’ ha portato un nuovo vademecum e un podcast narrativo, dove sono le rocce a spiegare i cambiamenti

Di Prisca Colombini

È un viaggio di oltre 200 milioni di anni di mutamenti geologici raccontati dalla stratificazione delle rocce quello che il Parco delle Gole della Breggia offre ai suoi visitatori. Testimonianze di storia, geologia e natura che si trovano lungo i 12 chilometri di sentieri che lo attraversano. Un patrimonio nato grazie al fiume Breggia che ha scavato il suo letto e che viene continuamente studiato e valorizzato. Oggi, grazie a due nuovi strumenti, questa preziosa area verde può essere ulteriormente divulgata in chiave educativa. Avviato nell’agosto 2024, il progetto ‘Fiume Spazio Tempo’ ha infatti portato alla pubblicazione di un vademecum e alla registrazione di un podcast narrativo. A realizzarli sono stati la Fondazione Parco delle Gole della Breggia e il Dipartimento formazione e apprendimento Alta scuola pedagogica della Supsi. «Il nostro Parco – spiega il direttore Andrea Stella – vuole essere un’aula a cielo aperto perché in ogni angolo si può imparare qualcosa».

Una lettura in verticale

Il ‘Vademecum del Parco delle Gole della Breggia’ vuole accompagnare il lettore attraverso il ricco patrimonio geologico e storico-industriale, mettendo in relazione l’impatto ambientale e culturale dell’uomo con le dinamiche dei regni naturali che abitano questo spazio. Il percorso che ha portato alla pubblicazione è iniziato nell’agosto 2024. «Abbiamo organizzato un workshop con una settantina di persone – ricorda

Lorena Rocca, responsabile della ricerca –. A loro abbiamo chiesto di identificare i luoghi del cuore e quelli rigenerativi nel parco, così da far emergere dal basso quelli che sono i punti di valore». A questo si sono aggiunte «un’attenta rilettura di quanto già pubblicato e interviste con testimoni privilegiati – commenta la ricercatrice

Carlotta Sillano – che hanno portato a prodotti di narrazione con una sintesi nuova». Il vademecum vuole quindi essere una piccola guida per esplorare il Parco in modo più consapevole, senza rinunciare alla meraviglia e alle sorprese che solo l’esperienza e l’incontro con l’altro possono riservare. «Quella che viene presentata nelle pagine – continua la ricercatrice – è una lettura in verticale dei contenuti del Parco». Si comincia dal -1, il substrato, costituito necessariamente dal sistema Parco come contenitore e confine del racconto. Si passa poi al sistema geologico e al catalogo delle rocce e al fiume, l’elemento connettore che attraversa lo spazio e il tempo. Sopra la terra ci sono il sistema antropico, ovvero i modi in cui l’essere umano ha utilizzato il territorio e le sue risorse nel tempo, e quello culturale.

Per l’ecosistema... il libro si capovolge

L’ultima sezione è invece dedicata all’ecosistema Parco, ovvero ai regni del vivente che popolano oggi il territorio ignorando le precedenti categorie di pensiero, che si ritrovano a doversi adattare costantemente alle decisioni dell’uomo e che agiscono a loro volta sull’ambiente. Proprio per questi motivi, la sezione è presentata al contrario. Detta altrimenti, il libro va capovolto, su imitazione del modello editoriale ottocentesco del ‘Tête-bêche’, in cui due storie parallele e ‘della stessa specie’ erano legate assieme, leggibili voltando il libro. Come spiegato nelle prime pagine del libro, questo ribaltamento di prospettiva invita a osservare il territorio del Parco adattando un punto di vista nuovo, non antropocentrico.

Cosa direbbero le rocce

‘Il Lithomante. Audio-memorie geologiche’ è invece un podcast narrativo originale che permette di compiere «un percorso orizzontale» lungo le bellezze del Parco. «Abbiamo un manutentore – racconta ancora Carlotta Sillano – che ritrova in un deposito di inerti uno strumento misterioso, un Lithomante, e un foglio di istruzioni per il suo funzionamento». Si tratta di sei episodi («auscultazioni»), ciascuno dedicato a un’area del Parco, dove sono raccontati i grandi cambiamenti geologici, le leggende, le voci degli abitanti e quelle del regno non-umano: il fiume, gli animali e l’eco del tempo stesso. Grazie all’utilizzo di un dispositivo immaginario e misterioso, il podcast permette di capire cosa potrebbero raccontare le rocce se fossimo in grado di dar loro voce.

Una serata di ascolto pubblica

Il Lithomante sarà presentato in una sessione di ascolto pubblica che si terrà mercoledì 4 marzo alle 20.30 nei suggestivi spazi della Torre dei Forni dell’ex cementificio Saceba. L’ascolto sarà seguito da una performance di ‘live coding’ che utilizzerà suoni registrati nel Parco manipolati in tempo reale. La versione digitale del vademecum e il podcast sono anche disponibili sul sito www.fiumespaziotempo.ch. La pubblicazione può anche essere acquistata direttamente al Parco delle Gole della Breggia.

I prossimi passi

‘Fiume Spazio Tempo’ continua intanto il suo lavoro. I prossimi passi del progetto riguardano l’implementazione di materiali didattici sviluppati a partire dal corso di formazione ‘Scuola Scoperta. Esplorazioni e sperimentazioni nel Parco delle Gole della Breggia’ (www.scuolascoperta.ch), nato nel 2025 per accompagnare i docenti nella co-costruzione e sperimentazione di percorsi educativi interdisciplinari. Una seconda edizione del corso è in previsione per il 20262027. Nei prossimi mesi verrà infine lanciato un concorso per le scuole e per tutti dal titolo ‘Cartoline dal Parco’. Ai partecipanti sarà richiesto di progettare una cartolina illustrata che includa narrazioni multimediali originali e profonde del fiume Breggia e del Parco.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-27T08:00:00.0000000Z

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