laRegione

Un anno all’ora X: riecco il Grand Hotel

Uno sguardo al cantiere con il presidente di Artisa Group, Alain Artioli. Sul parco: ‘Valorizzazione straordinaria’. Ma una palma protetta soccomberà

di Davide Martinoni

Cantiere terminato entro fine anno e consegna del nuovo Grand Hotel, con stabile annesso e parco con piscina, a fine marzo 2027. I primi ospiti del “cinque stelle” gestito dal Gruppo Arabella Hospitality sotto il marchio The Luxury Collection – uno dei brand mondiali di punta di Marriott – sono attesi già nel mese di maggio, quindi un anno e spiccioli a partire da oggi. Sono le prospettive temporali tracciate a “laRegione” dal presidente del Consiglio d’amministrazione, nonché direttore generale del Gruppo Artisa, Alain Artioli, nell’ottica del rilancio della storica struttura affacciata sulla Ramogna. Artisa Group si occupa delle opere di ristrutturazione del Grand Hotel per conto di Art Family Office di Stefano Artioli, che detiene la proprietà dello stabile.

Un passo importante è stato compiuto con l’ottenimento della licenza edilizia definitiva, quindi cresciuta in giudicato, per lo stabile di appartamenti annesso e la riqualifica del grande parco, che sarà dotato di piscina nella porzione di terreno un tempo occupato dai campi da tennis.

Colosso dai piedi d’argilla

Nell’ambito della promozione del verde va tuttavia segnalato un intervento che riguarda la storica palma cilena protetta situata sulla terrazza antistante il Grand Hotel, in posizione sopraelevata rispetto al parco. La pianta viene rimossa oggi perché non sono dati gli estremi per il suo mantenimento. La stessa Società per l’arte e la natura (Stan), dopo aver valutato e sostenuto possibili soluzioni conservative, ha infine preso atto della situazione. Interrogato nel merito, Alain Artioli conferma, ma chiarisce alcuni aspetti: «La prima cosa da dire è che il tema dell’eliminazione della pianta era già stato affrontato con la Stan a suo tempo e infatti la prima licenza edilizia ne tiene conto. Per altro, d’accordo con il Cantone, si prevede di sostituire la palma con nuove piante ad alto fusto che andranno a ulteriormente valorizzare la riqualifica del parco. Pur trattandosi di una palma protetta, le valutazioni tecniche hanno evidenziato margini molto limitati per un intervento conservativo. La situazione è quindi stata affrontata con realismo e senso di responsabilità, orientando la decisione verso una soluzione ritenuta più adeguata. La Stan, che lo ha capito, non potrà che confermarlo».

‘Ci sarebbe il rischio che non sopravviva’

Conferma che in effetti arriva dallo specialista incaricato dalla stessa Stan di mediare con Artisa, Heiner Rodel. Secondo Rodel «la palma è un esemplare raro a livello europeo, per età e dimensioni. Sarebbe quindi stato bello poterla mantenere lì dov’è, oppure spostarla altrove, ma l’investimento appare ad Artisa eccessivo ed è vero che non vi sono garanzie di sopravvivenza della palma stessa nel caso di un trasferimento». Parliamo, prosegue Rodel, «di un esemplare il cui peso supera le 10 tonnellate. Il diametro, alla base, è di 1 metro e 20 centimetri».

Artioli sottolinea che «un’eventuale operazione di conservazione comporterebbe il ricorso a mezzi speciali e a un intervento di notevole complessità tecnica, senza che vi siano garanzie sulla sopravvivenza della pianta, come confermato anche dagli esperti consultati. Lo possiamo dire anche sulla base di un’esperienza simile in zona casinò, dove anni fa era stato tentato un trasferimento che però era infine fallito: la palma era morta nonostante tutti gli accorgimenti messi in atto da parte degli esperti. Insomma, se la nostra palma del Grand Hotel fosse stata nel parco sarebbe stata ovviamente mantenuta, così come fatto per la grande sequoia secolare, e avrebbe continuato a fare il suo bel figurone, ma sradicarla e tentare di situarla altrove è davvero un’operazione impossibile». Inoltre, «non è stata ritenuta praticabile nemmeno la possibilità di lasciare la palma nella posizione attuale, sui pilastri portanti in sasso sopra le grotte, che saranno oggetto di risanamento strutturale. La crescita della pianta, e il conseguente aumento di peso rispetto al momento della sua collocazione nel vaso di cemento, potrebbero infatti determinare problematiche di stabilità, con possibili ripercussioni sulla sicurezza».

Il presidente di Artisa Group nota infine: «Parallelamente all’intervento di rimozione della palma, nel parco sarà avviato un importante progetto di valorizzazione, con la messa a dimora di numerose nuove piante ad alto e medio fusto. L’obiettivo non è quindi una semplice sistemazione dell’area, bensì una sua ridefinizione secondo una coerente impostazione paesaggistica. C’è grande soddisfazione per il progetto in corso di realizzazione».

Il bentornato del Festival

E soddisfatto Alain Artioli si dice anche in merito alla possibilità di riallacciare lo storico legame fra il Grand Hotel e il Locarno Film Festival: «Sono in corso riflessioni importanti. L’obiettivo è fare in modo che la rassegna ritrovi, nel Grand Hotel, un suo punto di riferimento». Che è poi quanto sottoscrivono fonti del Festival raggiunte dal nostro giornale: «La riapertura del Grand Hotel, che per 22 anni è stata la nostra casa, è una notizia sicuramente positiva. Lo è in linea generale per tanti motivi, ma in particolare se consideriamo che nel 2027 celebreremo l’80°. In questo senso sono già stati stabiliti dei contatti con Arabella e ci sono senz’altro i margini per alcune collaborazioni specifiche e per iniziative celebrative».

LOCARNO E VALLI

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2026-03-18T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281741275937498

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