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Rinviato a dicembre il processo sul Casinò

È stato rinviato al prossimo 3 dicembre il processo al Tribunale di Como nei confronti di quattordici imputati, coinvolti a vario titolo nella gestione fallimentare (secondo l’accusa, ma non per la difesa) del Casinò di Campione d’Italia. La casa da gioco era stata chiusa nell’estate 2018 ed è stata poi riaperta nel gennaio 2022, dopo aver accumulato debiti per 133 milioni di euro, in gran parte ripianati, ma non ancora del tutto estinti. Il rinvio, disposto nei giorni scorsi dalla presidente del collegio giudicante, Valeria Costi, è stato motivato da due ragioni: il carico di processi da celebrare e la necessità di sostituire alcuni giudici del collegio. Sorge quindi un interrogativo: anche questo procedimento, al pari di quello relativo alla gestione del Comune, è destinato a concludersi sotto la mannaia della prescrizione del reato, considerando i tre gradi di giudizio? Va tuttavia considerato che, trattandosi di reati di natura fallimentare, i tempi di prescrizione sono generalmente molto lunghi. Gli imputati sono infatti accusati, a vario titolo, di diverse ipotesi di bancarotta, oltre che di dissipazione e distrazione di fondi. Tra loro figurano due ex sindaci, in carica tra il 2013 e il 2018, i componenti del Consiglio di amministrazione, gli ultimi due ex amministratori delegati, due ex funzionari comunali ed esponenti di rilievo della Banca Popolare di Sondrio (Bps).

Il rinvio a giudizio da parte del giudice dell’udienza preliminare risale al luglio scorso. Da allora si è tenuta una sola udienza, conclusasi la scorsa settimana in pochi minuti, giusto il tempo di comunicare il rinvio a dicembre. Il Comune e il Casinò si sono costituiti parte civile, chiedendo il risarcimento dei danni per diverse decine di milioni di euro. Richiesta che non è stata avanzata nei confronti della Bps, dopo che tra le parti è stato raggiunto un accordo transattivo costato alla banca 24 milioni di euro.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-05-04T07:00:00.0000000Z

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