Centro Ovale, varie bollette scoperte
La proprietà dello stabile risulta insolvente, e non solo per il Servizio idrico regionale, che è pronto a chiudere i rubinetti. Già recapitato più di un avviso
Di Daniela Carugati e Prisca Colombini
La sua forma ellissoidale è la dimostrazione plastica della voglia, fin dagli albori, nel 2011, di farne un po’ il nuovo emblema di Chiasso. Costruito alla porta sud della cittadina, lì a due passi dai maggiori assi di transito, il Centro Ovale in questi anni è spiccato per essere un’espressione ardita dell’architettura e dell’ingegneria, ma non per la sua capacità di sfondare come operazione a livello economico e commerciale. E ora quell’ambizione ha tutta l’aria di essere sul viale del tramonto, nonostante i vari tentativi dei promotori di trovare un contenuto identitario in grado di fare da volano. Passato di mano un paio di anni fa, dopo che si era fatto avanti un imprenditore di Novaggio, oggi la Centro Ovale Sa non sembra avere neppure la liquidità per saldare le classiche bollette. L’ottobre scorso, infatti, il Consorzio che gestisce il Servizio idrico del Basso Mendrisiotto (Sibm) ha bussato alla porta della società reclamando il saldo del dovuto: qualche migliaio di franchi. Rimasto inascoltato, a fine dicembre ha imbucato una missiva avvisando di essere pronto anche a chiudere... i rubinetti allo stabile. E il problema interessa anche le fatture dell’elettricità, quindi è prevedibile che si sia attivata pure qui la procedura di incasso. Non solo, nella sua seduta di ieri il Municipio locale ha deciso pure di spegnere, in via definitiva, le insegne del Centro Ovale.
Niente più insegne luminose
I segnali che giungono dall’ormai ex centro commerciale, insomma, sono tutt’altro che incoraggianti. E pensare che proprio la domanda di costruzione presentata nella primavera del 2023 per la posa di alcune insegne pubblicitarie luminose sulle facciate nord ed est della torre del complesso aveva fatto pensare che, alfine, qualcosa si stesse muovendo; che, di fatto, preludesse all’arrivo di un nuovo imprenditore e di nuovi progetti, sino all’annuncio dell’opportunità di trasformare il Centro Ovale in un polo del divertimento digitale, con tanto di “smart hotel”, e dell’intenzione di ribattezzarlo ‘Ellipticum’. Gli accadimenti più recenti fanno, però, presagire tutt’altro. La società di Balerna che, a suo tempo, aveva depositato al fianco della Centro Ovale Sa la richiesta e che fa capo allo stesso imprenditore, la Illiar, è in liquidazione. Quanto alle insegne, finite peraltro al centro di un contenzioso con un privato, si sono illuminate per poco: da un anno e mezzo non lo sono più.
Prima il contenzioso, poi la decisione
D’altro canto, l’agosto scorso a pronunciarsi sul destino di quelle scritte pubblicitarie è stato lo stesso Consiglio di Stato che, accolto il ricorso del privato, ha deciso per la revoca della licenza edilizia e la rimozione dell’impianto. Una sentenza cresciuta in giudicato. Il settembre scorso i promotori del Centro Ovale hanno, sì, impugnato il dossier davanti al Tribunale amministrativo cantonale (Tram), ma poi non hanno provveduto a versare l’anticipo sulle spese, da prassi. Tanto da far dichiarare la loro istanza irricevibile giusto il novembre scorso. Quanto basta, a due mesi di distanza, per attivare il Dicastero del territorio del Comune e sollecitare il Municipio a revocare l’autorizzazione alla posa delle insegne luminose sulla torre.
Ci si appella al Regolamento
Ecco che il mancato pagamento dei costi ricorsuali sembra fare il paio con le bollette scoperte. Nel frattempo, il Consorzio di fronte a termini scaduti e fatture insolute ha avviato la procedura di esecuzione. Precetto esecutivo a cui, in realtà, la Centro Ovale ha fatto opposizione. Anche se, rigettata l’istanza in dicembre, la vertenza rimane pendente davanti alla Giudicatura di pace. Il Servizio idrico regionale, in ogni caso, ha ritenuto altresì di far valere il Regolamento e di appellarsi al diritto di interrompere l’erogazione dell’acqua in caso di mora, tenendo d’altra parte sempre informato l’Esecutivo cittadino. Non basta, in effetti, girare un interruttore a seguito delle inadempienze del privato. Sotto l’Ovale vi è infatti un autosilo, in parte a uso comunale.
Impedito l’accesso agli impianti
A livello consortile ci si è trovati confrontati con vari problemi. Per primo quello di riuscire a entrare nel complesso. Nell’ultima missiva il Consorzio Sibm ha intimato, infatti, in modo formale di concedere a breve l’accesso all’edificio e ai suoi impianti, anche per garantire, si fa capire, la sicurezza del sistema antincendio (collegato alla stessa tubatura che eroga l’acqua all’utente privato), in particolare della rimessa sotterranea.
Così se a giorni non vi sarà alcun riscontro, si andrà per vie giudiziarie e si farà richiesta per un accesso forzato allo stabile, alla presenza dunque di un ufficiale giudiziario. Procedura, ci confermano, sinora mai applicata. Non si esclude neppure l’eventualità – definita comunque una estrema ratio – di lasciare l’intero Centro Ovale senz’acqua, compreso l’autosilo, che potrebbe così essere dichiarato inagibile. E tutte le spese, si rende attenti, sarebbero a carico della proprietà.
Un occhio all’autosilo
Al Servizio idrico regionale, in ogni caso, non si vuole arrivare sino a questo punto. E si confida di poter effettuare il sopralluogo più volte sollecitato e verificare la situazione sul piano tecnico con l’obiettivo di escludere l’edificio dall’erogazione dell’acqua, senza compromettere l’impianto antincendio. Riuscendo così a continuare a garantire l’utilizzo del parcheggio sotterraneo.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-01-14T08:00:00.0000000Z
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