Santa Filomena, è inchiesta interna
L’Ente case anziani si è mosso a seguito di segnalazioni su alcune criticità: ‘Intendiamo fare piena chiarezza’. Interessati autorità e sindacati
Di Daniela Carugati
Negli ultimi tempi, si parla di almeno un paio di mesi, malesseri e preoccupazioni hanno attraversato i corridoi della casa per anziani Santa Filomena di Stabio. Un disagio che ha dato voce a delle segnalazioni, recapitate anche ai vertici di Ecam, l’Ente case anziani Mendrisiotto, a Mendrisio. Ente che in queste settimane si è attivato, determinato a fare chiarezza. Cosa è successo all’interno della struttura tanto da alimentare dei timori tra il personale e mostrare l’urgenza di tutelare i residenti e le loro famiglie? Adesso sarà un’inchiesta interna a doverlo appurare. La parola d’ordine, ci assicurano da Ecam, è ‘trasparenza’. Tanto che si è deciso di affidare il compito a un mandato esterno. Ora come ora, dunque, non rimane che attendere l’esito delle verifiche. La speranza di chi ha a cuore la quotidianità delle persone anziane è che il problema, se tale è stato, sia circoscritto. E che le ombre vengano fugate.
Un avviso all’albo
In questi giorni all’albo della casa anziani, in effetti, è comparsa una comunicazione firmata dal vicepresidente di Ecam, Tiziano Calderari, e dal dirigente responsabile, e rivolta all’intero personale dell’istituto. Collaboratori ai quali è stata chiesta la piena disponibilità, se interpellati, a rispondere alle domande, e sollecitata fiducia nell’operato dei vertici. È stato spiegato, infatti, che sono in corso degli approfondimenti sulle criticità affiorate di recente e di cui Ecam, si rimarca, si sta occupando in quanto datore di lavoro. Una sorta di dichiarazione programmatica sulla buona volontà di andare a fondo di una vicenda della quale, da quanto abbiamo potuto appurare, sono stati resi edotti pure il medico cantonale e la Procura. Anche i sindacati non sono rimasti a guardare: non appena hanno avuto sentore che qualcosa non andava, hanno preso contatto con Ecam. Sindacati (Vpod e Ocst) che sono presenti, ci informano, all’interno della struttura di Stabio.
‘L’abbiamo presa sul serio’
«In effetti, abbiamo ricevuto delle segnalazioni interne – ci conferma il vicepresidente di Ecam
Tiziano Calderari –. E, da prassi, come davanti a tutte le segnalazioni che ci arrivano, peraltro sempre anonime, non le lasciamo sul tavolo ma le prendiamo sul serio. Visto poi il loro contenuto, che poteva anche essere veritiero, come Consiglio abbiamo deciso di aprire, alcune settimane orsono, una inchiesta interna. Così come facciamo di sovente quando ci giungono indicazioni di questo tipo. Nello specifico – precisa ancora Calderari – abbiamo ritenuto di assegnare un mandato esterno a un consulente. Non solo, a nostra volta abbiamo segnalato la situazione alle autorità cantonali competenti. In seguito abbiamo organizzato un incontro con i sindacati per informarli, al pari dei nostri dipendenti, della problematica e delle risoluzioni prese».
Di più il vicepresidente non vuole concedere vista la delicatezza del caso. «Posso dire – annota – che ci siamo mossi subito, perché abbiamo reputato che la segnalazione poteva essere vera. Un modus operandi, d’altro canto, consueto per noi. A questo punto, però, sino a quando l’inchiesta non sarà conclusa, non aggiungeremo altro. Prima vogliamo avere in mano le risultanze degli approfondimenti, che ci daranno modo di andare al fondo della cosa e di capire cosa è successo. E ciò a salvaguardia del benessere dei residenti e della tranquillità dei collaboratori. L’importante è fare piena chiarezza e risolvere la situazione».
Convocati Vpod e Ocst
«Come sindacati (Vpod e Ocst, ndr) siamo stati convocati mercoledì scorso da Ecam – ribadisce, da noi contattato, Stefano Testa, segretario cantonale della Vpod e responsabile del settore case anziani –. In quella occasione ci hanno informato, nel limite del possibile e della riservatezza dovuta agli atti in corso, sull’apertura di una inchiesta, definita importante e affidata a un attore esterno, al fine di valutare cosa è accaduto alla casa anziani di Stabio. A quel punto ho chiesto se vi è l’intenzione di coinvolgere pure la Commissione del personale. Passo che sarà fatto appena ve ne sarà la possibilità e si avranno dei riscontri oggettivi. L’approccio dimostrato dall’Ente, in ogni caso, ci rincuora e rassicura. La questione è stata presa molto seriamente. Aspetto, quindi, con ansia i risultati. Poi, alla luce di prove e fatti circostanziati, confido si prendano decisioni adeguate e giuste».
Case anziani, settore sotto pressione
D’altra parte, ci si muove in un ambito sensibile. «Nel settore delle case per anziani, in generale, il problema di fondo – tiene a far notare Testa – è la mancanza di personale, costretto a turni pesanti che lo mettono sotto pressione. Ci sono troppo poche persone a fronte delle esigenze dei degenti. Una realtà che paga pegno alle misure di risparmio adottate a livello cantonale e comunale. Se si pensa che una struttura come quella di Stabio deve assicurare la notte con tre infermieri a fronte di una sessantina di residenti. Una situazione ricorrente nell’ambito sanitario e risultato anche delle scelte dei cittadini». Il riferimento di Testa è alla bocciatura, nel giugno scorso, dell’iniziativa popolare ‘Per cure sociosanitarie e prestazioni socioeducative di qualità’, promossa proprio dalla Vpod. Come dire, la tematica resta ‘calda’.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
it-ch
2026-02-03T08:00:00.0000000Z
2026-02-03T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281745570817393
Regiopress SA