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‘Sì’ a larga maggioranza alla valorizzazione

Il Consiglio comunale ha accolto a larga maggioranza i 18,6 milioni per gli interventi entro il 2030 e i quasi 500mila franchi per progettare la Fase 2

di Fabio Barenco

Il Consiglio comunale ha approvato i circa 19 milioni di franchi per interventi in particolare a Castel Grande entro il 2030 e per la progettazione della fase successiva.

Un investimento plurimilionario per, in una prima fase, valorizzare in particolare Castel Grande e la murata di Bellinzona. Un investimento ritenuto sostenibile dal Consiglio comunale – che ieri sera ha accolto il relativo credito di 18,6 milioni di franchi con 47 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astensioni – visto che sarà anche introdotto un sistema di ticketing per accedere alla corte interna di Castel Grande e alla parte sotterranea della murata. Stando alle stime del Municipio, la cifra raccolta con i biglietti di entrata permetterà d’incassare una cifra corrispondente alla spesa prevedibile per la gestione della nuova offerta, personale incluso. Nell’ambito dello stesso messaggio municipale, sono pure stati approvati con 35 sì, 11 no e 8 astensioni i quasi 500mila franchi per la progettazione della Fase 2 – dei 19 milioni, 8 sono assicurati dal Cantone e 2-4 dalla Confederazione; resta una quota comunale residua di 4,5 al netto dei 3,5 milioni già previsti nel progetto aggregativo – che prevede nuovi spazi museali e ristorativi a Castel Grande e Montebello, nonché un progetto di percorsi pedestri per mettere in rete i vari tasselli del complesso monumentale. In quest’ambito non è escluso pure un collegamento meccanizzato tra viale Stazione e Montebello. Fase 2 che seguirà la Fase 1, i cui interventi sono previsti tra quest’anno e il 2030. Ricordiamo che in generale l’obiettivo è in particolare quello di incrementare i visitatori paganti: tra i 100mila e i 130mila all’anno durante la Fase 1, puntando ai 200mila con la Fase 2. In questo modo i ricavi dovrebbero superare i costi, ciò che permetterebbe di reinvestire le maggiori entrate nell’offerta culturale e turistica. Già perché con la valorizzazione della Fortezza, l’intenzione è proprio quella di investire per garantire uno sviluppo turistico, economico e culturale a beneficio di Bellinzona, ma anche di tutta la regione e del Ticino. La valorizzazione della Fortezza «rappresenta una scommessa politica che può generare ricadute positive durature per tutto il territorio», ha infatti affermato Pietro Ghisletta (Centro), correlatore del rapporto (favorevole) elaborato dalla Commissione della gestione, auspicando pure «che nel medio lungo termine si valorizzi tutto quello che ruota attorno alla storia difensiva di Bellinzona». Valorizzazione che rappresenta anche un «segnale chiaro» nell’ottica della candidatura di Bellinzona a capitale svizzera della cultura 2030. A questo proposito «Bellinzona crede nella cultura come motore di sviluppo», ha aggiunto l’altro correlatore, ovvero Marco Pellegrini (Plr). Più in generale, bisogna mettere la Città «nella condizione di esprimere il proprio potenziale». In questo contesto «la vera sfida è costruire una cultura dell’accoglienza», che permetta ai turisti «di scoprire il territorio» con benefici per tutto il tessuto socio-economico. Insomma serve «una chiara strategia per lanciare un forte segnale». Da parte sua Maura

Mossi Nembrini (gruppo Più Donne/Avanti con Ticino&Lavoro/Noce), relatrice del rapporto favorevole della Commissione dell’edilizia, ha sottolineato come si necessario garantire un «utilizzo contemporaneo e dinamico degli spazi». Ha inoltre raccomandato di evitare «un uso eccessivo di mezzi tecnologici», per non fare diventare la futura Fortezza «simile a un parco tematico».

‘Accesso gratuito a residenti e scuole’

Durante il lungo dibattito si è più volte affrontato il tema del pagamento di un biglietto di accesso. La maggioranza del Consiglio comunale ritiene infatti essenziale garantire ai residenti l’accesso gratuito alla Fortezza (grazie alla tessera Bellinzona 360 distribuita ai domiciliati), così come alle scolaresche. A decidere sarà però la Fondazione – controllata da Città, Cantone e Organizzazione turistica regionale – a cui sarà affidata la gestione di tutto quanto ruoterà attorno alla Fortezza, quindi anche il costo del biglietto e chi dovrà pagarlo. A questo proposito non è stato accolto un emendamento proposto da Orlando Del Don e Brenno Martignoni Polti che chiedeva di continuare a garantire il libero accesso alle corti interne di Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro. I consiglieri comunali del Noce proponevano inoltre di fare un passo indietro sulla denominazione del sito Unesco, abbandonando il termine ‘Fortezza’ a favore di un ritorno ai ‘castelli’ di Bellinzona. Anche se la tematica è stata affrontata, la proposta è stata respinta. Da più parti è però stato sottolineato il legame che i castelli o la Fortezza deve continuare ad avere con la popolazione. «I castelli fanno parte dell’essere bellinzonesi», ha ad esempio affermato Lisa Boscolo

(Ps), auspicando inoltre che progetto di valorizzazione possa «vivacizzare la città». Progetto che deve coinvolgere tutta l’offerta cittadina, sviluppando «in modo coordinato trasporti, ristorazione, commerci e così via», ha detto Camilla Guidotti (Centro). Un concetto ribadito anche da Lorenza Giorla-Röhrenbach (Verdi/Fa), secondo cui bisogna «inserire la valorizzazione della Fortezza in un contesto più ampio». Bisognerebbe pure «coinvolgere la cittadinanza per costruire qualcosa insieme, rendendo il progetto più solido e duraturo».

Sacha Gobbi (Lega/Udc) ha invece sollevato dubbi sulla sostenibilità economica del progetto: «Le cifre relative ai visitatori e alle entrate sono sole stime, che possono anche essere smentite». Serve quindi «un atto di fiducia» e si potrà avere «successo solo se Fortezza e Città si muoveranno assieme». Dubbi sulla sostenibilità le ha espresse anche Ivano Beltraminelli (Udc): «Eventuali disavanzi saranno a carico dell’ente pubblico». Dubbi sono poi stati sollevati anche da Alessandro Lucchini (Pc), ma per quanto riguarda la gestione futura del sito Unesco da una Fondazione slegata dall’ente pubblico. E questo non permetterà di «invertire le tendenze negative in atto», ha aggiunto Martino Colombo (Mps).

Mario Branda: ‘Progetto che può cambiare il destino della città’

«Non è un semplice progetto turistico, ma un progetto culturale che mette in luce il nostro patrimonio storico», ha poi sottolineato il sindaco Mario Branda. Con questo progetto «riusciremo ad avvicinare le persone alla storia del nostro territorio». E questo vale anche per il turismo: «Bellinzona non ha ad esempio i laghi, ma ha questo patrimonio. E sarebbe peccato non valorizzarlo». Insomma la valorizzazione della Fortezza «fa parte dei progetti strategici che possono cambiare il destino della nostra città». Concretamente la Fase 1A prevede interventi alla murata, a Castel Grande e in parte a Montebello. A differenza di oggi la galleria della murata sarà completamente percorribile (pagando il biglietto) e arricchita di supporti digitali. A Castel Grande sono poi previsti un bar mobile all’aperto nella corte interna, la messa in sicurezza dei camminamenti e nuove esposizioni. Inoltre sarà semplificata la fruizione della Torre Bianca creando un nuovo accesso diretto. Il retrostante ‘ridotto’, spazio oggi sconosciuto ai più, potrà ospitare anche eventi privati. Pure previsto lo sviluppo del posteggio Tatti, quale luogo di destinazione principale dei flussi turistici veicolari, che sarà dotato di locale biglietteria con bevande e wc. Passando a Montebello, sono previsti piccoli interventi tecnici e di ammodernamento e l’inserimento di una biglietteria temporanea esterna. Ogni altro intervento è rinviato alla Fase 2.

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