Contenuti pedopornografici sul pc, la pena è sospesa
Il 39enne dovrà continuare un trattamento ambulatoriale
di Carlo Canonica
«Sapevo che era un comportamento autodistruttivo, ma non riuscivo ad andare avanti. Fino a quando non sono intervenuti gli agenti». Alle Assise correzionali, mercoledì, è stato condannato un 39enne del Luganese che, tra il 2014 e il 2025, ha posseduto oltre 54mila video o immagini raffiguranti atti sessuali con minorenni. Oltre al reato di pornografia, la Corte presieduta da Paolo Bordoli lo ha ritenuto colpevole anche di infrazione alla legge sulle armi – possedeva un coltello a farfalla –, ripetuta e in parte aggravata rappresentazione di atti di cruda violenza e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti, per aver fumato canapa senza autorizzazione nella propria abitazione. Per questi fatti, l’uomo, difeso da Riccardo Maiolo e attualmente in terapia ambulatoriale, è stato condannato a 17 mesi, sospesi per due anni; una pena frutto di un accordo tra la difesa e la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.
Durante il dibattimento, svoltosi con la formula del rito abbreviato, il condannato ha raccontato la propria situazione: «Per anni non riuscivo a uscire di casa. Rimanevo tutto il giorno davanti al pc e non avevo un lavoro». Una condizione di disagio che ricorda gli ‘hikikomori’: persone che si sottraggono alle relazioni sociali, vivendo isolate e in una realtà virtuale, nella quale trovano una fonte di gratificazione. Infine, il 39enne ha precisato che, già prima del fermo, era seguito da uno psichiatra, «ma non riuscivo a raccontare tutto», come l’utilizzo di materiale pornografico. Dopo essere stato scoperto dalle autorità, «non ho avuto ricadute, riesco ad aprirmi di più con lo psicoterapeuta e ora – ha aggiunto – mi sto impegnando a cercare un lavoro». Un atteggiamento, quest’ultimo, apprezzato dal giudice.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-03-20T07:00:00.0000000Z
2026-03-20T07:00:00.0000000Z
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