Aiuti alla genitorialità per il rilancio demografico
Il Municipio sottopone al Legislativo la proposta di elargire sostegni finanziari alle coppie che necessitano della procreazione medicalmente assistita
Di David Leoni
Singolare iniziativa del Municipio, che sottopone al Legislativo la proposta di elargire sostegni finanziari alle coppie che necessitano della procreazione medicalmente assistita.
Onsernone è uno dei comuni svizzeri più colpiti dallo spopolamento. La popolazione cala da decenni e il ricambio generazionale è oggi il nodo principale per il futuro della valle. Da qui la decisione del Municipio di mettere a punto una strategia per attirare famiglie e giovani coppie sul territorio. Dopo il progetto rivolto ai proprietari di residenze secondarie, pensato per aprire un dialogo con chi mantiene un legame con la valle, il Comune presenta ora “ViviAmo l’Onsernone”. L’iniziativa non si limita agli incentivi economici, bensì vuole far leva anche su ciò che già offre, dalla qualità della vita al senso di comunità.
I classici incentivi non bastano
«Bonus e contributi da soli non bastano a cambiare una scelta di vita – spiega il municipale Nadir Cortesi –. L’obiettivo è creare le condizioni perché famiglie e giovani coppie possano davvero immaginare un futuro in valle». Il piano agisce su due fronti: promuovere l’Onsernone come luogo dove vivere e lavorare, e introdurre misure concrete per chi desidera trasferirsi. Su questa linea si colloca anche l’iniziativa “Metti radici in valle”, che evidenzia ciò di cui già si dispone: scuola dell’infanzia ed Elementari, collegamenti con il Locarnese, fibra ottica e la possibilità di lavorare da remoto.
Alla prossima seduta del Consiglio comunale del 12 giugno saranno presentati tre messaggi municipali legati a questa strategia. Il più significativo sul piano simbolico è il nuovo ‘Regolamento assegno vita’. Il Comune propone un contributo per le coppie domiciliate che ricorrono alla medicina dedicata alla fertilità. Il sostegno arriva fino a 5’000 franchi per beneficiaria e copre parte dei costi dei trattamenti di fecondazione assistita effettuati in Ticino. «Siamo uno dei comuni con la natalità più bassa della Svizzera» – osserva Cortesi –. «Secondo i dati del messaggio municipale, Onsernone figura anche tra i comuni svizzeri con l’età media più alta e con una delle quote più basse di giovani sotto i 15 anni. Stiamo entrando in una fase di vero e proprio inverno demografico, in cui le nascite diminuiscono costantemente».
Infertilità, un aiuto che va oltre i costi non coperti
Il Municipio precisa che il regolamento non risponde solo a esigenze demografiche: affronta un tema diffuso ma spesso vissuto in silenzio. Oggi quasi una coppia su cinque ha difficoltà a concepire e il ricorso alla medicina della fertilità è in aumento, anche perché si diventa genitori più tardi. In Svizzera gran parte dei costi generati dalla medicina della riproduzione resta a carico delle coppie, l’assicurazione malattia copre solo una parte limitata dei trattamenti iniziali, che però sovente non sono sufficienti a generare una gravidanza, mentre percorsi più impegnativi come Fivet o Icsi possono superare i 10’000 franchi per ciclo. «Ci rendiamo conto che questa misura non cambierà da sola la situazione demografica della valle – precisa Cortesi –. Vuole essere un segnale di vicinanza concreto verso le coppie che affrontano un percorso difficile dal punto di vista emotivo, psicologico ed economico. Per noi è importante che l’istituzione offra un supporto tangibile, in maniera celere e poco burocratica». La misura non è pensata per attirare nuovi abitanti: il contributo è destinato esclusivamente a coppie domiciliate da almeno un anno nel comune e prevede un vincolo di domicilio successivo all’erogazione. «Non vogliamo incentivare il trasferimento per ottenere il contributo. L’obiettivo è sostenere chi già vive qui, e dire chiaramente che la comunità riconosce un problema reale». Un secondo messaggio prevede nuove misure di sostegno all’insediamento di residenti economicamente indipendenti: contributi per le spese di trasloco, aiuti per le famiglie e incentivi per persone non italofone che si trasferiscono in valle e seguono corsi di italiano. «Negli anni molti confederati hanno scelto l’Onsernone, ne apprezzano il contesto originale, naturale, a tratti spartano. Non cercano sfarzo ma semplicità – osserva il nostro interlocutore –. Oggi, anche grazie al telelavoro, vogliamo continuare ad accogliere e aiutare chi cerca questa qualità di vita».
Un terzo messaggio riguarda la revisione del Regolamento comunale di sostegno ai giovani e alle famiglie, con l’obiettivo di rafforzare gli aiuti esistenti per attività extrascolastiche, sportive e culturali e per la partecipazione alle colonie. Per il Municipio si tratta di misure che incidono anche sulla conciliabilità tra famiglia e lavoro in una regione a pochi chilometri dal centro urbano. «Vivere in valle deve essere compatibile con la vita familiare e professionale – commenta Cortesi –. Anche questi aspetti pesano nella scelta di una giovane coppia». Le misure sono state pensate con prudenza finanziaria, i contributi dipenderanno dalla disponibilità dei fondi a preventivo e dal raggiungimento degli obiettivi di insediamento.
‘Dona per la valle, così si entra a far parte della comunità’
Prosegue intanto il progetto ‘Dona per la valle’, presentato alcuni mesi fa per aprire un dialogo con i numerosi proprietari di residenze secondarie. Più che una raccolta fondi, il progetto vuole costruire un rapporto di ascolto e collaborazione con chi, pur non vivendo stabilmente in Onsernone, resta molto legato alla valle. «Per noi il risultato più importante è quello di aver aperto un canale di comunicazione diretto con tante persone che amano questo territorio». Dopo la serata informativa organizzata dal Comune, numerosi proprietari hanno scritto al Municipio per ringraziare dell’invito ed esprimere apprezzamento per essere stati considerati come parte della comunità e non semplici proprietari di immobili. «Si è creato un vero dialogo, fatto di idee, osservazioni, e attaccamento alla valle – conclude Nadir Cortesi –. Per molte persone è stato importante sentirsi ascoltate. La sfida ora è creare le condizioni perché nuove persone scelgano di vivere qui».
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