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I presunti Pink Panthers in aula per cinque giorni

I sette imputati seguiranno il dibattimento a distanza

Inizia il processo per la tentata rapina alla gioielleria Taleda. I sette imputati presenzieranno in collegamento dal carcere della Farera per ragioni di sicurezza.

Ad aprire la cronaca giudiziaria oggi sarà il processo sul tentativo di rapina a mano armata commesso il 2 luglio 2024 all’interno della gioielleria Taleda, in via Pessina a Lugano. Un assetto processuale eccezionale, dettato da esigenze di massima sicurezza: i sette imputati – presunti affiliati ai Pink Panthers, organizzazione criminale specializzata in rapine – non saranno presenti fisicamente in aula, ma parteciperanno al dibattimento in collegamento dal carcere della Farera. La Corte delle Assise criminali di Lugano sarà invece riunita nell’aula maggiore del Palazzo di Giustizia, con la presenza degli assessori giurati e dei vari difensori. Numerose le accuse ipotizzate, a vario titolo, nei loro confronti: rapina aggravata, danneggiamento aggravato, esposizione a pericolo della vita altrui, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, nonché infrazione alla Legge federale sulle armi. Il cittadino serbo che impugnò una pistola contro la polizia dovrà rispondere anche di tentato omicidio. A presiedere la Corte sarà il giudice Amos Pagnamenta, giudici a latere Emilie Mordasini e Luca Zorzi.

2 luglio 2024

La rapina a mano armata, lo ricordiamo, è stata sventata soltanto grazie alla pronta reazione di una pattuglia di agenti in bicicletta della Polizia della Città di Lugano. Il tentativo di fuga dal negozio, dove erano entrati in tre, da parte di uno dei rapinatori e la successiva colluttazione con l’agente della Polcom fanno supporre che si tratti di persone con una certa esperienza, per usare un eufemismo, nel mettere in atto azioni di questo tipo.

Nel corso dell’operazione sono stati esplosi due colpi con una pistola d’ordinanza da parte di uno dei due poliziotti intervenuti. Due spari che avrebbero potuto causare ferimenti o conseguenze ancora più gravi. Le successive ricerche hanno consentito di individuare i bossoli. Come emerge da uno dei numerosi video pubblicati, il secondo proiettile sarebbe partito durante il corpo a corpo tra l’agente e il rapinatore, presumibilmente in modo involontario, mentre il primo sarebbe stato esploso alcuni minuti prima verso l’entrata del negozio.

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore pubblico Simone Barca. Gli avvocati della difesa sono: Elisa Lurati, Flavia Marone, Matteo Genovini, Stefano Stillitano, Pascal Cattaneo, Marco Morelli e Paride De Stefani.

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2026-06-08T07:00:00.0000000Z

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