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Risanata la strada, ‘dimenticati’ i tributi

Il Tribunale cantonale amministrativo dà ragione a due privati su un intervento a Cabbio. Municipio e Legislativo dovranno riesaminare il dossier

Di Daniela Carugati

A ben vedere sono solo 300 metri di asfalto. Eppure quel tratto di strada che dal nucleo della frazione di Cabbio, nel Comune di Breggia, collega i monti e un’altra frazione, Uggine, ha fatto stare in ambasce l’autorità comunale per oltre una dozzina di anni. Risale, infatti, al 2013 il primo mandato affidato a uno studio di ingegneria con l’intento di fare il punto sullo stato dell’arte dei manti delle pavimentazioni e dei manufatti dei collegamenti viari di tutto il territorio, incluso quel breve collegamento divenuto poi problematico per dei cedimenti strutturali. Un unico obiettivo da centrare – stabilizzare il pendio e risanare la strada –, nel tempo sono seguiti tre messaggi municipali – nel 2019, nel 2020 e nel 2021 – e un paio di pareri (il primo di un consulente esterno, il secondo degli Enti locali); e oggi ci si ritrova alla casella di partenza, almeno sul piano formale. Il tracciato A Roncaa, nel frattempo, è stato infatti sistemato. Presentato ricorso, in prima battuta il Consiglio di Stato aveva revocato l’effetto sospensivo; così la macchina si era messa in moto e il cantiere aperto.

La parola torna al Consiglio comunale

Capitolo chiuso? Non proprio: l’incarto dovrà essere riesaminato e il Municipio è chiamato a pubblicare un nuovo messaggio. Spetterà, poi, al Consiglio comunale dire la sua (di nuovo) sul credito d’opera – nell’aprile del 2021 è stato votato un investimento di 1,2 milioni di franchi, dopo due tentativi senza il quorum sufficiente – e fissare la quota dei contributi di miglioria, sin qui non previsti dal dossier. Così ha deciso il Tribunale cantonale amministrativo (Tram) nel suo verdetto, pronunciato a inizio giugno. Messo di fronte al ricorso di due cittadini, il Tram ha annullato tanto la risoluzione consiliare che la decisione del Consiglio di Stato. Governo a cui ci si era appellati in prima istanza e che nell’ottobre del 2021 aveva, invece, respinto le argomentazioni dei privati dopo che era stato impugnato il via libera dato dal Legislativo.

Accolti gli argomenti dei ricorrenti

Il Tribunale ha messo, insomma, un punto e adesso si torna daccapo. Il pronunciamento del Tram è, in effetti, cresciuto in giudicato. L’Esecutivo, come ci conferma il sindaco Stefano Coduri da noi interpellato, ha ritenuto di non appellarsi al Tribunale federale, prendendo atto delle parole dei giudici. Gli stessi che si sono espressi accogliendo, questa volta, in buona sostanza le ragioni avanzate dai ricorrenti, i quali contestavano il fatto che il Consiglio comunale fosse “correttamente ed esaustivamente informato sulla natura dell’intervento”. Opera per la cui realizzazione non si poteva prescindere dal prelievo dei tributi e che è stata portata a termine, rileva ancora il Tram, “nonostante l’effetto sospensivo esplicato ex lege (per legge, ndr) dal ricorso” di seconda istanza.

Iter carente, legge ignorata

Tirate le somme, il processo seguito per la strada A Roncaa a Cabbio appare, in altre parole, carente. E qui il Tribunale non fa sconti alle istituzioni comunali, e al contempo al governo. “Se ne deve concludere – annotano i giudici nella loro sentenza –, che, contrariamente a quanto ritenuto dal Consiglio di Stato, la querelata risoluzione comunale è stata adottata in dispregio di quanto previsto dalla Legge sui contributi di miglioria (Lcm) e sulla base di informazioni non corrette da parte del Municipio, che non hanno permesso al Consiglio comunale di determinarsi con la necessaria cognizione di causa sulla richiesta di credito in parola, segnatamente per quanto attiene alle modalità di finanziamento degli interventi approvati”.

Il nodo dei contributi di miglioria

Sembra destino, ma anche nel caso della strada di raccolta a Cabbio il nodo gordiano è rappresentato, una volta di più, dai contributi di miglioria, che subito evocano un’altra storia annosa, quella del Piano viario di Caneggio. Torniamo, però, a quei 300 metri di collegamento. Dicevamo che, come rimarcato dal Tram, i tributi andavano calcolati. Le opere che hanno portato alla sistemazione e al consolidamento della strada – che in passato aveva subito “notevoli cedimenti” a valle – non si possono classificare, si ribadisce nella decisione, come dei “semplici lavori di manutenzione, ma costituiscono dei veri e propri interventi di urbanizzazione di carattere generale, dato che attraverso i medesimi si è proceduto al completo rifacimento di una strada di raccolta”, apportando altresì “un rilevante miglioramento della rete viaria esistente in termini di accessibilità e sicurezza”.

Di conseguenza, si sottolinea, occorre ammettere che i fondi serviti “traggano un vantaggio particolare ed economico dal rifacimento della strada”. Quindi, si conclude, questo risanamento viario soggiace al prelievo dei contributi di miglioria in una forchetta percentuale, si chiarisce, che varia fra il 30 e il 60 per cento della spesa. Ora non rimane che formalizzare le indicazioni dei giudici, definendo il perimetro di applicazione e, appunto, la percentuale da sottoporre al voto del Legislativo. «La materia dei contributi di miglioria è piuttosto complessa – commenta ancora Coduri –, quindi ogni tanto si va a cadere dalla parte sbagliata».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-17T07:00:00.0000000Z

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