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Contestato il taglio di sei platani

Un ricorso al Consiglio di Stato chiede di annullare la decisione del Cc, che ‘non è stato messo in condizione di potersi esprimere con cognizione di causa’

Di Alfonso Reggiani

Presta il fianco alle critiche, dopo il lungo periodo di canicola appena trascorso, la decisione di tagliare sei alberi a Muzzano. Tanto che c’è chi si è preso la briga di protestare formalmente e ha contestato attraverso un ricorso al Consiglio di Stato la risoluzione adottata nella seduta del 15 giugno scorso dal Consiglio comunale, che “non è stato messo in condizione di potersi esprimere con cognizione di causa”. Una risoluzione che ha dato luce verde al credito di 508’000 franchi per i lavori di rifacimento completo della scalinata, del piazzale del Centro comunale e per il rinnovo dell’illuminazione pubblica. La decisione risulta lacunosa per “un’insufficiente istruttoria, un accertamento incompleto dei fatti rilevanti e la carenza nella ponderazione degli interessi”.

Le piante ostacolerebbero l’illuminazione

L’aspetto più controverso del progetto è relativo al taglio di sei platani, che ostacolerebbero l’adeguata illuminazione del posteggio, per fare posto alla posa di nuovi candelabri con tecnologia LED. Il ricorso presentato dall’avvocato Lorenzo Cotti per conto di Benedetto Antonini critica il fatto che gli alberi verrebbero rimpiazzati da altrettante piante ma nel prato soprastante, dove potranno fare ombra all’erba. Il bilancio del verde urbano, dal punto di vista delle autorità politiche locali, rimarrebbe neutro e viene definito “un giusto compromesso” dal Municipio. Il ricorrente considera “infausta la decisione di asfaltare anche la parte superiore del posteggio comunale, superficie che privata dell’ombra dei platani diventerebbe un ulteriore contributo al surriscaldamento dell’atmosfera locale”. Nel messaggio si legittimano gli interventi perché il Centro comunale risale a quasi trent’anni fa, per l’usura della scalinata e del piazzale soprastante e per atti parlamentari presentati in questa legislatura sul tema. L’Esecutivo, pertanto, ha incaricato uno studio di ingegneria di fare una valutazione dello stato delle opere e di allestire un piano di risanamento.

Manca l’esame di soluzioni differenti

Il sacrificio di sei platani è stato affrontato, prima del voto, dalla Commissione della gestione, che ha chiesto se non fosse possibile sfoltirli o adattarli invece di rimuoverli. Il Muncipio ha risposto che l’eliminazione delle piante sarebbe necessaria per via della diversa disposizione dei nuovi candelabri e che la sola potatura non garantirebbe un’adeguata illuminazione del sedime nel periodo vegetativo. Il rapporto della Commissione dell’edilizia e opere pubbliche non contiene un approfondimento specifico sulla tutela dei platani quali elementi naturali e paesaggistici né sul carattere inevitabile del loro abbattimento. Eppure, sottolinea il ricorso, “un’alberatura di platani non può essere considerata un semplice ostacolo tecnico o una quantità di verde sostituibile con nuove piantumazioni altrove. Essa costituisce invece un elemento del paesaggio, del microclima urbano e della qualità dello spazio pubblico”. Il loro abbattimento richiede una motivazione e un’istruttoria accurate, che sono assenti nel progetto. Però, riguardo al taglio dei sei platani, non viene sviluppato dall’Esecutivo un esame comparativo di soluzioni differenti. Inoltre, il mancato coinvolgimento dell’Ufficio della natura e del paesaggio o di un altro specialista del settore non costituisce una semplice lacuna formale. La Legge cantonale sulla protezione della natura parla chiaro e avrebbe dovuto indurre il Municipio, prima di proporre l’abbattimento, a raccogliere un parere di un esperto e a valutare in modo serio e documentato soluzioni idonee alla salvaguardia dell’alberatura esistente. Nemmeno risulta una chiara presa di posizione tecnica di Ail Sa o di altro specialista sulla necessità inevitabile del taglio.

Stravolto il vecchio progetto

Il ricorso ritiene che, dal profilo formale, sia corretta la procedura adottata per la manutenzione del Centro comunale, ma rileva una carenza culturale dal profilo materiale: il Centro comunale realizzato tra il 1994 e il 1998, dopo un concorso pubblico vinto dagli architetti Mauro Buletti e Paolo Fumagalli di Lugano è un’opera “menzionata a pagina 333 della Guida d’arte della Svizzera italiana, allestita e pubblicata dalla Società di storia dell’arte in Svizzera, con sede a Berna”. In altre parole, il complesso edilizio merita riguardo, soprattutto per le parti compositive che meglio lo contraddistinguono architettonicamente. Un complesso “caratterizzato da corpi di fabbrica con tetto a un solo spiovente, a eccezione della palestra col tetto a botte, disposti in modo da creare una piazza pubblica al loro centro, un ampio spazio, dalla maestosa scalinata che porta allo spazio testé citato e da un filare di maestosi platani, in parte in doppia fila, che, accogliendo il posteggio comunale, conferiscono unitarietà ed eleganza al complesso architettonico, con un pregevole gesto urbanistico”.

Il progetto intende ripristinare e rendere più sicura la scalinata e rifare completamente sotto e sovrastruttura dello spazio pubblico al centro dei corpi di fabbrica. Secondo il ricorrente, però, viene stravolto “completamente l’impianto voluto” dai progettisti, “ossia una disposizione del materiale di copertura che sottolinea l’assialità dei corpi di fabbrica che lo delimitano”. Il grave difetto consiste “nel negare completamente l’assialità ortogonale voluta dal progetto architettonico, sostituendo la pavimentazione originale con lastre di granito a correre che, pertanto, avranno una sola direzione e non due come in origine. Il risultato è una totale banalizzazione di questo spazio e un impoverimento culturale del complesso architettonico”. Il ricorso chiede che il disegno delle lastre di copertura sia rivisto completamente riprendendo il concetto architettonico originale, visto che non si sa se Municipio e/o il progettista attuale abbia raccolto il parere degli architetti, autori del progetto e si sia preoccupato della problematica dei diritti d’autore.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-21T07:00:00.0000000Z

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