Tagli salariali per malattia? ‘Allineati’
Il capodicastero Socialità replica alle critiche sulla nuova misura per gli istituti sociali di Lugano, sottolineando che restano attrattivi nel settore
Di Dino Stevanovic
«Ci siamo solo allineati al settore». Cerca di buttare acqua sul fuoco Lorenzo Quadri. Da noi interpellato, il capodicastero Socialità della Città replica alle contestazioni apparse negli scorsi giorni su ‘laRegione’ relativamente alle nuove misure del Regolamento organico delle collaboratrici e dei collaboratori dell’ente Lugano Istituti Sociali (Rocis), che entreranno in vigore dal 1° gennaio. Tra queste, la più controversa e che ha già mobilitato il sindacato Vpod e i granconsiglieri Danilo Forini (Ps) e Giulia Petralli (Verdi), è la riduzione del 20% del salario per le prime tre giornate di malattia per i dipendenti del Lis, l’ente autonomo di diritto comunale per la gestione delle attività degli istituti sociali comunali, case per anziani in primis.
‘Assenteismo problema per utenti e colleghi’
Le misure, lo ricordiamo, sono state votate dal Consiglio comunale (Cc) lo scorso marzo, con 43 voti favorevoli, 5 contrari e 4 astenuti. Lo scopo primario è quello di contenere il fenomeno dell’assenteismo dal lavoro. «Disposizioni di questo genere, che regolano il principio della piccola riduzione salariale per le malattie di breve durata non professionali (quindi non legate all’attività lavorativa, ndr), sono già in vigore in tutto il settore sanitario, magari con delle differenze di dettaglio. Dalle cure a domicilio all’Eoc (Ente ospedaliero cantonale, ndr), alle case per anziani private». Il municipale leghista ricorda che «le assenze ingiustificate e spesso sospette, magari a ridosso del weekend, causano non solo un problema all’utenza ma anche agli altri collaboratori che si trovano a dover fare delle sostituzioni all’ultimo. Questo chiaramente non significa che tutte le assenze di breve durata siano effettivamente finte».
Malati penalizzati? ‘Sì, ma ci sono anche vantaggi, la scala salariale è migliore’
Il punto delle contestazioni, tuttavia, sta proprio lì: il fatto che venga introdotta una penalizzazione salariale per chi sta in malattia e malato è davvero. Se l’indisposizione obbliga a restare a casa più a lungo, tra il 15esimo e il 60esimo giorno di assenza si percepisce il 90% del salario, prima di tornare a regime ordinario. «Sì – replica Quadri –, però ricordiamoci che parliamo di uno o due giorni di assenza, come di solito accade per malanni stagionali, per il più del tempo e che è una riduzione bassa. E poi, ci sono altri vantaggi». Quali? «Ad esempio, le scale salariali del Lis sono superiori a quelle di altre realtà nel settore, come le case per anziani private». Oltre all’attrattività salariale, c’è il tema dell’ambiente di lavoro: «Al Lis c’è un turnover del personale che è basso, per il settore di cui parliamo, con una permanenza media di dieci anni. Questo dato è indice di una buona soddisfazione dei collaboratori». «Inoltre, ricordo che la stessa Commissione delle petizioni del Cc, che ha analizzato il messaggio municipale, abbia constatato come l’aggiornamento del regolamento Rocis non comporti un peggioramento generalizzato delle condizioni di lavoro, bensì introduca strumenti di gestione più moderni e sostenibili volti a garantire nel tempo la qualità del servizio, la stabilità finanziaria dell’ente e l’equità nei confronti del personale. E per quanto concerne la gestione delle assenze per malattia non professionali, la commissione ritiene che la misura proposta sia proporzionata e mirata introducendo un meccanismo di responsabilizzazione senza compromettere la tutela dei collaboratori, soprattutto nei casi di malattia di media e lunga durata».
‘In Cc non ho visto rapporti di minoranza’
Parlando di politica, il capodicastero puntualizza che «il Cc non ha votato a scatola chiusa: in Commissione siamo stati in audizione io, il direttore del Lis Paolo Pezzoli e la responsabile delle risorse umane. Questa e le altre modifiche del Rocis sono state lungamente discusse, il Cc era consapevole di cosa stava andando a votare. E precedentemente era stata discussa a lungo nel Consiglio di amministrazione del Lis. Non è quindi una sorpresa per nessuno, neanche per i collaboratori. Tutte le misure, compresa questa, erano pubblicate da tempo sul sito interno e recentemente è arrivata l’informativa cartacea. I contrari in Cc avrebbero potuto elaborare un rapporto di minoranza con il quale contestare questo punto, ma non è successo».
Assenze comportano costi milionari per la Città, loro riduzione strategica
Tra i temi citati dal messaggio e dal rapporto, c’è anche la stabilità finanziaria dell’ente. Si tratta di una misura per ‘far cassa’? «No. Si vuole affrontare un tema gestionale, che nasce da una riflessione di tipo operativo, per contenere le assenze a favore di utenti e collaboratori». È stato riscontrato un problema da questo punto di vista? «Non credo che sia più grave che altrove, si tratta di un tema generalizzato, presente a tutti i livelli». Quadri non parla di cifre, ma il tema è anche finanziario, se non per il Lis nello specifico sicuramente per il Comune nel suo insieme. In un’intervista a ‘laRegione’ rilasciata lo scorso anno, la direttrice dell’Ufficio risorse umane di Lugano Ana de las Heras aveva evidenziato che «la riduzione delle assenze rappresenta una priorità strategica» e che nel 2024 i costi delle assenze dovute esclusivamente a malattia è stato di 4,8 milioni di franchi.
‘Ridiscuterne si può, ma non vedo proteste’
E d’altra parte, non c’è solo il fenomeno dell’assenteismo, ma anche quello del presenzialismo, ovvero le persone che si presentano al lavoro anche se malate, che in un settore delicato come quello sociosanitario non va preso sottogamba. Un fenomeno che, penalizzando chi sta in malattia dal punto di vista salariale, rischia di accentuarsi. Questo è il tema principale dell’atto parlamentare di Forini e Petralli, che al Consiglio di Stato hanno chiesto se sussistano maggiori rischi di contagio. «Un tema che non riguarda solo il Lis, ma l’intero cantone», taglia corto Quadri. E se le misure dovessero causare un malcontento? Il Municipio è disposto a prendere in considerazione il ritiro della controversa misura? «Ridiscutere le decisioni è sempre fattibile, ma al momento non ci sono segnali di grosse proteste su questo tema».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-11-05T07:00:00.0000000Z
2026-11-05T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281745571407698
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