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Il Tram-treno può partire, non lo frena il Pal5 bocciato

Il Tribunale federale conferma di aver negato l’effetto sospensivo al ricorso tuttora pendente. La bocciatura del Pal5 ha un impatto minimo sull’opera

Di Alfonso Reggiani

Il Tribunale federale conferma le previsioni di Claudio Zali e non concede l’effetto sospensivo al ricorso. Il quinto programma di agglomerato avrà un impatto minimo sulla cruciale opera.

Niente effetto sospensivo, luce verde al Tram-treno. Come anticipato da ‘laRegione’ a fine maggio, c’è ancora un ricorso pendente contro la realizzazione della tappa prioritaria al Tribunale federale. Tuttavia, l’Alta Corte di Losanna, con decreto del 25 giugno, ha respinto la domanda di conferimento dell’effetto sospensivo. Pertanto, il Consiglio di Stato ha confermato l’avvio dei lavori preliminari programmati verso la metà del prossimo ottobre.

Interesse pubblico prevalente

Come si ricorderà, contro la decisione del Tribunale amministrativo federale, l’11 maggio 2026 precisa il governo cantonale, era stato presentato al Tf un unico ricorso, inoltrato da tre privati. Un ricorso che in realtà aveva anche chiesto l’effetto sospensivo ma che non contestava le principali opere infrastrutturali previste. Come prevedibile, e come previsto a fine maggio dal direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, il Tf, in attesa di una decisione nel merito del ricorso, ha deciso di negare allo stesso l’effetto sospensivo, considerando in particolare che l’interesse pubblico alla realizzazione del progetto prevalga sui puntuali interessi personali addotti dagli insorgenti. È pertanto confermata l’esecutività della decisione di approvazione dei piani, ciò che permette di procedere all’avvio della fase realizzativa di un progetto ritenuto prioritario e cruciale, in quanto consentirà – grazie a tempi di percorrenza dimezzati – di alleviare i problemi di mobilità di Lugano, del Malcantone e della bassa Valle del Vedeggio. Per il Ticino si tratta di un importante passo avanti nell’iter di un’opera che beneficia di un grosso finanziamento da parte della Confederazione.

Zali: ‘Ora è scritto nero su bianco’

Cos’è cambiato rispetto alla previsione di fine maggio? «Un conto è fare una ragionevole previsione di tecnica giuridica e un conto è vederselo scritto dal Tribunale federale. Dà un po’ di tranquillità in più. Posso dire che, dopo otto anni, quello che dovevo fare l’ho fatto, nel senso che ho procurato il finanziamento e ho fatto sì che il progetto, in buona sostanza, crescesse in giudicato. Ora, l’unica riserva è legata alle interferenze giuridiche sui grossi mandati ancora da attribuire, ma tocca alla Rttl (la società che da qualche anno ha ripreso il testimone dal Cantone con il compito, nel ruolo di committente, di progettare e realizzare la tappa prioritaria del progetto, ndr)», risponde Zali soddisfatto di aver portato a casa il risultato tanto atteso, senza scomposi in merito alla recente bocciatura del Pal5 da parte dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are), che potrebbe avere ripercussioni su alcune misure collaterali. Quali sono gli interventi del Pal5 il cui contributo federale potrebbe essere compromesso se non si riuscisse a convincere le autorità politiche di Berna? «Le misure riguardano il cofinanziamento del nodo intermodale al piazzale ex Scuole (dove si fermerà il Tramtreno) e i lavori di miglioria alle stazioni della Flp di Caslano e Magliaso – spiega Filippo Lombardi municipale di Lugano e presidente della Commissione regionale dei trasporti del Luganese (Crtl) –. Stiamo parlando di circa un paio di milioni di franchi». I tecnici federali sostengono che il programma non dimostri a sufficienza il legame tra le proposte e lo sviluppo centripeto di qualità.

Cercasi soluzione senza maxirotonda

Eppure, prosegue Lombardi, «Lugano da diversi anni è orientata in quella direzione, attraverso la galleria Vedeggio-Cassarate, la progettazione del nuovo quartiere di Cornaredo, che ha proprio un effetto centripeto su Cornaredo. Poi, con il riassetto del Pian Scairolo e il minimo di riordino pianificatorio, mettendo a sinistra della roggia le aree industriali e artigianali e riservando un corridoio verde attrezzato oltre la sponda destra. Inoltre, l’asse portante rappresentato dal Tram-treno appunto e con l’Agglobus dal centro città al Pian Scairolo. Il tutto all’interno del Piano direttore comunale (PdCom) che include proprio lo sviluppo centripeto in alcuni quartieri, per liberare spazi verdi». Perché non condivide il giudizio dell’Are? «A parte i ricorsi, sono attonito: Berna fa finta di non sapere cosa facciamo a Lugano, e Bellinzona non ci aiuta», risponde il presidente della Crtl. Rispetto alla viabilità del nuovo quartiere di Cornaredo e alla Circonvallazione Agno-Bioggio, «il tavolo di lavoro entro fine anno dovrebbe trovare una soluzione alternativa alla maxirotonda sul fiume mentre la Circonvallazione, secondo il Cantone, dovrebbe essere inserita nel Pal6», continua Lombardi, che rileva come il Consiglio di Stato abbia cambiato il Regolamento sulle commissioni regionali di trasporto alle quali ha attribuito personalità giuridica, imponendo però solo di eseguire o implementare: «Quello che era uno strumento di partecipazione dal basso è de facto azzerato. Da quando sono presidente, nella visione di Berna e in parte di Bellinzona, la Crtl deve fare da passacarte».

‘Serve una nuova classe dirigente’

La bocciatura federale del Pal5, secondo il Partito del verdi liberali (Pvl), “non è una sorpresa, ma la conferma di un fallimento politico. Lugano ha bisogno di una nuova classe dirigente”. Il fatto che sia stato l’unico respinto tra i 41 programmi presentati in Svizzera, con una valutazione di 3 punti su 10, “è una notizia grave per la nostra regione (...). Senza il cofinanziamento federale, opere attese da anni per risolvere il flagello del traffico e migliorare la mobilità nel Luganese rischiano di non essere realizzate o di slittare di un altro decennio”. Il Pvl, invece, propone interventi già adottati da altre città: “uno sviluppo centripeto degli insediamenti, con la riduzione delle zone edificabili disperse, l’aumento delle corsie preferenziali per i bus, l’estensione delle zone pedonali nei quartieri centrali, una riduzione graduale dei posteggi, accompagnata dall’aumento di quelli riservati al carsharing, limiti alla circolazione, un’altra pianificazione del sistema viario e degli spazi pubblici. Obiettivo: spingere migliaia di persone che oggi prendono l’auto, pur potendo usare la mobilità dolce o il trasporto pubblico, a cambiare abitudini”.

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