Tutto facile per il Massagno, che fa un sol boccone del Gc
Escono invece sconfitti dall’Elvetico i Lugano Tigers
Un fine settimana dalle emozioni contrastanti per le compagini ticinesi presenti nella massima serie: l’A++ Massagno ha fatto un sol boccone del più modesto Grasshopper, mentre i Lugano Tigers sono usciti sconfitti 73-91 dall’Elvetico contro il Pully. Per i protetti di Robbi Gubitosa non poteva essere certamente la squadra zurighese a creare più di una difficoltà, visto che (almeno per ora) disputa la stagione priva di giocatori d’importazione. Un fatto questo che rientra sì nell’ottica di far crescere i rossocrociati, ma nel contempo percorre una ‘strada’ agonistica senza possibilità di vincere la benché minima partita. Dusan Mladjan e compagni hanno comunque svolto egregiamente il proprio compito, chiudendo sull’8568 la contesa. Una contesa praticamente a senso unico, come testimoniano le statistiche dei quattro tempi: in doppia cifra ben cinque pedine, Nutter in panca ‘solo’ a onor di firma, circa venti minuti di gioco per tutti e chi di solito è destinato al ruolo di riserva pronto a godersi la scena per oltre dieci giri di lancette. Dopo aver toccato un passivo di -34, nell’ultimo quarto il fanalino di coda del Grasshopper (ancora fermo a quota zero punti) ha perlomeno addolcito il risultato diminuendo a diciassette i punti di scarto. I sottocenerini restano così a ridosso del Ginevra capolista. A pochi minuti dalla sfida contro il Pully alcuni ‘aficionados’ ricordavano l’ultima splendida esibizione dei bianconeri di Montini proprio al cospetto dei vodesi. Quando, senza giocatori d’importazione nonché Sassella, avevano fornito una prova stratosferica. Sognare costa poco, ma la realtà si è palesata dopo appena tre giri di orologio: dal 6-2 di Wilson e compagni, i losannesi hanno piazzato un 18-2 che in pratica ha chiuso la partita. Era infatti solo l’ottavo, eppure lo score recitava già 8-20 a favore del Pully. Un inizio traumatico, con uno dei (possibili) perni – lo statunitense Claerbaut – a perdere i primi tre palloni che si è ritrovato fra le mani. Un approccio pessimo e imitato dai compagni di squadra, che hanno concesso altri sei turnover nei primi dieci minuti di gioco chiusi sul 14-23 con due triple di Wilson.
I numeri hanno confermato questo trend: 35% al tiro dei bianconeri contro il 69% ospite, con 14 punti ‘infilati’ sulle palle... perse. Nel secondo quarto si è salvato il solo Wilson che, con 16 punti, ha tenuto i sottocenerini a distanze perlomeno non vergognose. Non è cambiata la storia nemmeno dopo la pausa lunga, dove il Lugano non è riuscito a vincere un parziale. I vodesi hanno invece controllato la sfida, con un +23 al 9’ sinonimo di 47-70. Ultimo quarto di puro allenamento con qualche spunto in più come pure i soliti canestri futili di Claerbaut, tre nei primi venti minuti e quattordici nella seconda metà. Wilson e Donnelly fra i migliori realizzatori, mentre sul fronte opposto tutti han trovato spazio e punti. Le statistiche quindi sono rimaste impietose con un 39% al tiro e ben 26 punti subiti (in contropiede). Un disastro.
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2026-11-02T07:00:00.0000000Z
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