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Si fanno i... calcoli con zone edificabili in più

Finiti nella lista di Stan, Cittadini per il territorio e Ata, alcuni Comuni del Sottoceneri hanno respinto al mittente l’‘accusa’ di non occuparsene

Di Daniela Carugati

Il dossier, quello che si rifà alla scheda R6 del Piano direttore cantonale, è di quelli spinosi. E ormai lo si è capito bene. Toccare l’estensione delle zone edificabili iscritte nei Piani regolatori è ‘mettere le mani’ sulle proprietà, piccole o grandi che siano, di cittadini e famiglie. Un esercizio che i Comuni sono stati chiamati a fare per legge. Ecco perché quando le Associazioni per la tutela del territorio e dell’ambiente – come Stan, Cittadini per il territorio e Ata – a fine gennaio hanno richiamato al loro dovere gli enti locali, questi ultimi hanno reagito, in modo anche veemente; indignandosi, manifestando il loro disappunto, evocando, come nel caso di Morbio Inferiore, la “gogna mediatica”. Tra chi ha replicato – pubblicamente o meno – si è tenuto a far sapere che la tematica è sul tavolo e che ci si è già rimboccati le maniche. A fare la differenza su tempi e modi è la temuta percentuale che ‘misura’ il sovradimensionamento delle aree dove ancora è possibile costruire, asticella il limite del 120 per cento. Ovvero il punto di partenza per allestire il Piano d’azione comunale per lo sviluppo insediativo centripeto di qualità (Pac). Nell’elenco dei destinatari della missiva delle quattro Associazioni vi sono pure 16 Comuni del Sottoceneri: 10 del Luganese e 6 del Mendrisiotto e Basso Ceresio.

Vacallo verso la zona di pianificazione

Soffermandosi sui 6 Comuni momò, l’ultimo a rivelare le sue prossime mosse è Vacallo. Giusto all’inizio di questa settimana, infatti, il Municipio ha adottato una zona di pianificazione, che sarà mirata su alcuni comparti del territorio comunale. Consapevole che il calcolo con cui deve fare i conti oggi è quello del 128 per cento. «La nostra situazione è tutto sommato non problematica», ci fa notare il capodicastero Pianificazione del territorio, nonché vicesindaco, Andrea Rigamonti, confermandoci le ultime decisioni ratificate dal gremio. «Mi sento di dire che, visto la delicatezza del tema, l’Esecutivo ha preso molto seriamente la questione prima di formalizzare la propria risoluzione. Una scelta che comporta delle conseguenze giuridiche importanti per dei privati. Ecco perché ha voluto esaminare molto attentamente la pratica con il pianificatore e i nostri organi tecnici». Anche la popolazione locale, però, assicura Rigamonti, verrà messa a parte delle decisioni assunte dall’autorità comunale. «La nostra intenzione – ci anticipa – è quella di uscire con una comunicazione puntuale nelle prossime settimane. In questo modo cittadine e cittadini verranno edotti su questo tema importante». Una cittadinanza che, a Vacallo come altrove, attende, da un lato, di conoscere come verrà modificato l’assetto pianificatorio; e dall’altro si mostra attenta a ogni demarcazione di ogni nuovo cantiere edile. Ritrovarsi di poco al di sopra della soglia di riferimento del 120 per cento ha un po’ rincuorato le istituzioni locali. Anche se già ai tempi – era il dicembre del 1997 – il Consiglio di Stato, nell’approvare il Pr, lo definiva “manifestamente sovradimensionato” sull’orizzonte di 10-15 anni. Delineata la linea da seguire, restano da svelare i comparti che saranno interessati. Qui, però, Rigamonti, preferisce rimandare alla prossima comunicazione. Ci affidiamo allora ancora una volta al parere cantonale, in cui tra le aree da dezonare si indicava il “comprensorio situato tra la località di Roggiana e il valico di Pizzamiglio”. Nel confronto con il Cantone, rimarca ancora Rigamonti, abbiamo segnalato come il Comune negli ultimi 2 anni sia cresciuto di quasi 150 unità». Come dire che un certo sviluppo c’è stato. «Spiace un po’ – aggiunge il vicesindaco – che vi siano delle speculazioni di carattere politico. Da parte nostra riteniamo di aver preso una decisione corretta nell’interesse pubblico e a garanzia dello Stato di diritto». Il capodicastero tiene altresì a far notare come il Municipio abbia prestato attenzione al Piano regolatore. A proposito di zone di pianificazione, ci ricorda, ne è stata attuata una attorno al comparto della piscina comunale di Chiasso. «E ciò è stato corredato dalla delibera di uno studio di fattibilità per l’allestimento di un parco urbano di circa 30mila metri quadri in quell’area. Senza trascurare l’avvio delle procedure preliminari per la tutela dei beni culturali e dei beni naturalistici nel segno di una valorizzazione del Comune».

A Coldrerio e Riva ci si sta lavorando

Su piani e limiti di legge stanno ragionando anche altri Comuni, come Coldrerio, che giusto in questi giorni ha ricevuto dalla Sezione dello sviluppo territoriale il calcolo definitivo. Sulla percentuale, però, al momento non ci si sbilancia, ci fanno capire della Segreteria comunale. Prossimamente il Municipio prenderà in mano il dossier pianificatorio e si consulterà con il pianificatore, così da individuare i rimedi da prendere. Il tema, in ogni caso, ci assicurano, non è stato accantonato. Infatti, pure Coldrerio ha esternato il suo disappunto alle quattro Associazioni. Proprio perché si è continuato a lavorare. È ancora in fase di verifica, invece, il computo modellato su Riva San Vitale: unico dato certo il sovradimensionamento evidenziato dalla Divisione dello sviluppo territoriale. E non è escluso che possa essere chiesto un riesame ai servizi cantonali, anzi l’intenzione è già stata dichiarata a fronte di “parametri non corretti”. Per ora la linea tracciata è quella ancorata nel Preventivo 2026 (in fase però di revisione e che verrà sottoposto una seconda volta al legislativo a inizio marzo): allo stato attuale, si legge, l’accertato esubero “non ha ancora avuto esiti sulle procedure di rilascio delle licenze edilizie”. Nel frattempo, si è “già avviato lo studio del Pac, che è in fase di analisi”.

Morbio, Pac in fase avanzata

Difende le posizioni e il suo 115 per cento (frutto di un riesame), infine, il Comune di Morbio Inferiore, che non ha digerito le critiche delle quattro Associazioni. Il Municipio locale, si richiama, “si è da tempo attivato per adempiere i compiti previsti dalla scheda R6 del Piano direttore: una prima bozza del Programma di azione comunale è in avanzata fase di allestimento”, nel contempo si è dato “incarico al pianificatore di allestire la documentazione necessaria in vista dell’istituzione di una zona di pianificazione a salvaguardia della possibilità di adeguare nei prossimi anni il dimensionamento delle zone edificabili e mettere in atto quanto previsto dal Pac”.

Alto Malcantone a quota 644

Non sono mancate le reazioni al sollecito di Stan, Cittadini e Ata, pure nel Luganese. È il caso dell’Alto

Malcantone, che ha rivendicato quanto realizzato sin qui: come dire ‘tutto in regola’. Limitandosi alle cifre nude e crude, emerse dalla verifica presentata alla popolazione l’ottobre scorso, si vede però il divario tra la valutazione dell’Esecutivo – a quota 188 per cento – e l’esame cantonale che fissa il sovradimensionamento del Pr al 644 per cento. Sempre documenti alla mano, risulta che il Piano regolatore di

Magliaso a oggi sia sovradimensionato, come emerge, a seguito dell’esame di plausibilità, dal Rapporto di pianificazione. Più chiara la situazione a Bioggio, dove si è calcolato che il Comune è fuori dai parametri con il 132 per cento. Il Municipio, comunque, è già corso ai ripari e ha deciso di adottare una zona di pianificazione – che avrà la durata di 5 anni – a salvaguardia del territorio, senza precludersi la possibilità di avvalersi di altre misure specifiche nell’ambito di procedure edilizie, come ribadito anche dalla Sezione dello sviluppo territoriale in novembre nel suo preavviso. In particolare sono stati individuati quattro comparti: Bioggio, Bosco Luganese, Cimo e Iseo.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-05T08:00:00.0000000Z

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