Studenti portoghesi ospiti del Cpt
“Una scuola che sogna è una scuola che vive”. È la scritta che campeggia all’entrata di una scuola di Pinheiro, in Portogallo. Non è un caso che questa stessa realtà lusitana è protagonista di un gemellaggio con il Centro professionale tecnico (Cpt) di Locarno, al cui interno il docente Lorenzo Scascighini porta avanti da anni il progetto “La scuola al centro del villaggio”, che si nutre proprio dello stesso spirito. Recentemente alcuni studenti portoghesi si sono recati a Locarno per una settimana, mentre nello scorso novembre erano stati i ticinesi – con una classe di elettronici/mediamatici e sviluppatori in business digitali – a rendere loro visita.
«Il fil rouge che ha legato le due settimane è quello della “cittadinanza” e dell’Europa unita – spiega Scascighini –. Le attività sono state un buon mix tra momenti in cui ci si conosceva, di visita (ragazze e ragazzi portoghesi, con due docenti, si sono recati a Bosco Gurin e alla Chocolat Stella), sul tema della cittadinanza (attività al Tavolino magico e incontri con la responsabile della socialità Michela Piffaretti e con la municipale di Locarno Nancy Lunghi) e lavoro informatico in gruppi misti. Sempre si crea quello che io chiamo “lo spirito del gemellaggio”: è una sensazione che aleggia ogni volta che gruppi di giovani hanno voglia di conoscersi, di stare insieme, di scoprire, tramite l’altro, una nuova cultura». Scascighini che, assieme a un gruppo di colleghi, ha seguito da vicino le attività degli ospiti durante il loro soggiorno, ricorda di aver sottolineato con i ragazzi alcuni concetti che sono i cardini del suo progetto: «Con i giovani ho voluto riflettere sul fatto che proprio grazie a incontri simili si creano un’Europa, e anche un mondo, più uniti. Tutti i grandi cambiamenti della storia sono avvenuti perché tante persone comuni hanno agito. Se vogliamo un mondo più unito, questo è quello che possiamo fare. Perché essere aperti a nuove culture, a persone diverse, di diversa cultura, fa bene al mondo, abbatte muri e frontiere, cancella il razzismo e inoltre è semplicemente bello e fa stare bene».
Intanto, il gruppo di colleghi (e di apprendisti) interessati al progetto intitolato “La scuola al centro del villaggio” si sta allargando: «Mi fa molto piacere – commenta e conclude Scascighini –. In sede gli sviluppi già sono una realtà: con un collega organizziamo la gita di fine tirocinio includendo attività di volontariato e di associazioni del territorio. Inoltre, due colleghi hanno accolto la mia proposta di organizzare le gite contattando ditte del loro settore e svolgendo attività assieme. Senza dimenticare che sono nate nuove idee di gemellaggio e nasceranno giornate speciali con attività di volontariato, a contatto con persone disagiate. Il mio auspicio è che sempre più sedi scolastiche ticinesi organizzino esperienze di questo tipo, perché non v’è dubbio alcuno che migliorino la qualità della scuola».
LOCARNO E VALLI
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2026-03-27T07:00:00.0000000Z
2026-03-27T07:00:00.0000000Z
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