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‘È un padre patriarcale, ma va prosciolto su tutto’

Lo sostiene il legale del 60enne accusato di incesto

Di Carlo Canonica

«È un padre severo. Concepisce il suo ruolo di genitore con autorità, ma ciò non significa che abbia commesso i reati che gli sono stati imputati». Nella seconda giornata di dibattimento alle Assise criminali di Lugano nei confronti di un 60enne, a prendere la parola è stato il suo avvocato difensore, Massimiliano Parli. Con questa premessa il legale ha descritto il proprio assistito accusato di ripetuta violenza carnale, ripetuto incesto, lesioni semplici, minacce, vie di fatto reiterate, appropriazione indebita e rappresentazione di atti di cruda violenza. Mercoledì, davanti alla Corte, Pablo Fäh ha chiesto dieci anni di carcere e dieci di espulsione ritenendo i reati commessi dall’uomo «gravi», in quanto «ha usato forza, minacce e un clima di terrore per mettere la giovane nella condizione di non potersi sottrarre». Ieri Parli ha ribadito che si tratta di un processo indiziario e che «non lo si deve punire per aver interpretato il ruolo di coniuge in maniera patriarcale. Va fatta una netta distinzione tra il giudizio sull’uomo e quello sull’imputato. La colpevolezza non può essere dedotta da un contesto familiare problematico, ma deve essere dimostrata»; pertanto, «secondo il principio in dubio pro reo, è innocente». La sentenza della Corte, presieduta da Monica Sartori-Lombardi, con giudici a latere Emilie Mordasini e Giovanna Canepa Meuli e gli assessori giurati, è prevista per oggi. Per il legale, le testimonianze secondo cui il 60enne avrebbe commesso i reati – tra il 2015 e il 2024 prima in Libano e poi nel Luganese – sarebbero motivate dalla «volontà di liberarsi di un marito e padre autoritario, che nessuno avrebbe voluto». Inoltre, come sostenuto anche dall’imputato in aula, vi sarebbe un presunto «complotto» da parte della suocera: «Provava un odio atavico nei suoi confronti. È stata lei a raccontare tutti gli abusi subiti e a sostenere che la ragazza sia stata messa incinta dal padre. Senza questa deposizione, l’inchiesta non avrebbe potuto proseguire. E lei aveva capito che, per riportare la pace in famiglia, doveva trovare una soluzione per far fuori il genero». A seguito di quella testimonianza, il 60enne è stato posto in carcerazione preventiva e nel frattempo «la moglie ha chiesto il divorzio».

‘Il lungo silenzio non può essere marginale’

Per Parli, l’innocenza del suo assistito sarebbe dimostrata anche dall’immobilità della famiglia: a far partire l’inchiesta sono state le segnalazioni su possibili maltrattamenti presentate dall’Autorità regionale di protezione. «Se i fatti sono avvenuti nell’arco di dieci anni, come mai la madre e la suocera non hanno fatto nulla per proteggere la ragazza? Perché non si sono rivolte alle autorità libanesi o, successivamente, a quelle svizzere?». A queste domande, secondo il legale, sono state fornite risposte diverse – dalla vergogna al tentativo di dare una possibilità al padre –, ma «questo lungo silenzio non può essere considerato marginale». La stessa linea è stata adottata anche per gli altri reati contestati, per i quali, secondo Parli, mancherebbero prove oggettive o testimonianze, come nel caso delle minacce: «Siamo di fronte a una situazione classica: la parola di uno contro quella dell’altro». A queste affermazioni ha replicato Carlo

Borradori, patrocinatore della ragazza: «La difesa cerca di insinuarsi nelle fragilità cognitive della moglie e della figlia, che hanno avuto difficoltà a collocare temporalmente gli abusi subiti. Le dichiarazioni della vittima (inizialmente ha parlato di 3-4 rapporti e in seguito ha riferito di 3-4 episodi a settimana, ndr) sono credibili. Quattro aborti costituiscono la prova di rapporti sessuali frequenti». In attesa della sentenza, il 60enne ha ribadito la propria innocenza: «Non ho fatto nulla di ciò che mi viene contestato. Se lo avessi fatto, lo avrei ammesso. Sono una persona molto onesta. Mia moglie, mia figlia e mia suocera hanno fatto questo complotto contro di me».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-04-24T07:00:00.0000000Z

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