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Legale il credito votato per la casa montana di Nante

Tutto regolare: il Consiglio di Stato respinge il ricorso presentato da tre cittadini contro la risoluzione adottata dal Legislativo lo scorso mese di giugno

di Alfonso Reggiani

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro i 4,71 milioni per ristrutturare la Madonna delle Nevi. Per uno dei tre ricorrenti è opportuno sollecitare il Tribunale amministrativo.

È valido il voto del Consiglio comunale di Monteceneri che, lo scorso 11 giugno, ha approvato (con 27 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti) il progetto e il credito di 4,71 milioni di franchi per ristrutturare e ampliare la casa montana Madonna delle Nevi a Nante. Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondati tutti i rilievi evidenziati dai tre ricorrenti che, tra le diverse obiezioni, avevano contestato in particolare il business plan, il finanziamento dell’operazione e sollevato alcune questioni formali.

Il Tram? Probabile, secondo Ombelli

Contro la decisione del governo cantonale è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (Tram), mentre sul tema, se dovesse crescere in giudicato la risoluzione, sarà la popolazione a decidere, visto che il referendum (lanciato anch’esso contro la risoluzione del Legislativo) è riuscito. Lorenzo Ombelli, uno dei tre cittadini che hanno sottoscritto la contestazione, interpellato in merito da ‘laRegione’, afferma che deve ancora parlarne con i suoi colleghi, ma che sarebbe orientato a presentare un ricorso al Tram perché nella decisione del Consiglio di Stato ci sono alcune puntualizzazioni che fanno riflettere. A cominciare dai sussidi cantonali all’investimento che «non sono sicuri ma dovranno essere effettivi per poter cominciare i lavori. Abbiamo avuto grosse pressioni politiche mentre stavamo raccogliendo le firme a sostegno del referendum. Sarebbe giusto andare avanti per aprire questo vaso di Pandora, perché c’è gente che pensa di abitare a Monte Carlo, invece il nostro Comune si chiama Monteceneri e non possiamo permetterci ristrutturazioni così onerose, non siamo così ricchi per buttare via soldi pubblici».

Capacità ricettiva da 35 a 65 posti letto

La questione risale al 2016, quando venne votato dal Legislativo un credito di 50mila franchi per finanziare la progettazione di lavori di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione dell’immobile. Sulla scorta di uno studio di fattibilità, il Municipio ha approntato un progetto che prevede di unire i due edifici esistenti, la ristrutturazione dei piani terra e il rifacimento completo dei piani superiori, con l’aumento della capacità ricettiva della casa da 35 a 65 posti letto. La struttura diventerebbe adeguata alle normative vigenti in materia di consumo energetico, senza barriere architettoniche, con una chiara suddivisione delle zone notte e giorno. Il progetto ha ottenuto la licenza edilizia dal Comune di Airolo nel febbraio del 2024. I ricorrenti hanno contestato le informazioni ritenute carenti sui costi, sui contributi da terzi e sul modello di gestione della casa montana. I tre cittadini hanno lamentato l’assenza di analisi dettagliata delle conseguenze finanziarie e una situazione di aleatorietà circa i finanziamenti esterni. Denunciata anche una possibile violazione del divieto di speculazione, il rischio economico tutto a carico del Comune e l’ipotesi che la gestione venga affidata a terzi (la Valbianca Sa), senza un pubblico concorso e senza garanzie chiare.

Sussidi e costo al metro quadrato

Però il costo finale di 1’600 franchi al metro quadrato è giustificato, secondo il Consiglio di Stato, dall’adeguamento agli standard Minergie, dalle esigenze normative, dall’incremento prezzi postCovid e dalla particolarità della località. Il governo cantonale aggiunge che l’impiego di 1 milione di franchi provenienti dal Fondo per le Energie Rinnovabili (Fer) è conforme alla legge cantonale sull’energia e vale come accantonamento di bilancio. Pure la stima degli incentivi Minergie è ritenuta corretta. I sussidi cantonali, ha messo in evidenza il Consiglio di Stato, sono in fase di richiesta e autorizzazione. Il Municipio ha scritto all’Ufficio del sostegno a enti per attività per le famiglie e i giovani una domanda preliminare di richiesta di un sussidio fondata sulla Legge colonie, allegando le attestazioni di interesse all’uso della struttura da parte dell’Istituto scolastico unico Alto Vedeggio, che raggruppa le scuole elementari e dell’infanzia di Monteceneri, Isone e Mezzovico-Vira, e di associazioni comunali o cantonali. Il medesimo Ufficio cantonale ha confermato la possibilità di concessione di un sussidio, siccome l’edificio è sede di alcuni turni di colonia di vacanze riconosciuti e perché è una struttura educativa e logistica che può essere messa a disposizione di scuole pubbliche nel periodo scolastico. Lo stesso ufficio ha anticipato che l’importo del contributo è stato quantificato in 11’000 franchi per ogni posto letto (in totale 710’000 franchi per 65 posti letto). Importo poi inserito nella tabella del messaggio municipale.

Business plan ‘oggettivamente fondato’

Il 18 giugno 2024, il Municipio ha inoltrato all’Ufficio per lo sviluppo economico una domanda di sussidio per investimenti destinati a migliorare l’offerta turistica fondata sulla Legge sul turismo. Sussidio che è stato confermato in ragione del 15% dell’investimento, pari a 700’000 franchi, a condizione che la struttura sia fruibile anche per finalità turistiche. Il Comune dovrà completare la domanda di sussidio con un accordo da siglare con un operatore del ramo, accordo che però dovrà essere perfezionato, previo concorso, solo dopo la crescita in giudicato della decisione del Legislativo. L’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e giovani ha pure suggerito al Comune la possibilità di beneficiare di un sostegno, quantificabile in 200-300’000 franchi, da enti privati, tanto che il Municipio ha inserito nel messaggio un contributo prudenziale di 200’000. Nel complesso, si legge nella decisione del governo cantonale, il Comune di Monteceneri conta su di una partecipazione complessiva di terzi di poco meno di 2,7 milioni, pari al 62% dell’investimento totale, per cui la spesa netta a suo carico si attesterebbe a poco più di due milioni. Il Consiglio di Stato ha ritenuto “oggettivamente fondato” il business plan che ha calcolato i costi di gestione corrente per il Comune in 4’277 franchi all’anno e che prevede un’occupazione prudenziale della struttura del 70 per cento.

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