Riemerge l’Antichità Ma sarà risepolta
Un insediamento, databile al IV-V secolo dopo Cristo, è stato scoperto durante i lavori per la nuova scuola. Non verrà conservato: riprenderà il cantiere
Di Marco Della Bruna
Un tesoro storico, ma che avrà vita breve. Durante i lavori di scavo per la realizzazione della nuova scuola elementare di Magliaso, iniziati nei mesi scorsi nella zona adiacente alla vecchia sede scolastica, sono emersi alcuni interessanti resti di un antico insediamento a carattere rurale. Si tratta in particolare di strutture murarie, pavimenti in pietra, accessi, resti di edifici e anche di una piccola fornace, appartenenti, secondo questa prima fase di lavoro, a un periodo compreso tra il tardo romano, quindi databili tra il IV e il V secolo dopo Cristo, e l’Alto Medioevo.
‘Le esigenze del cantiere e quelle della conservazione non possono convivere’
Quanto emerso, anche se considerato dal Servizio archeologico cantonale un ritrovamento «di una certa rilevanza» – e con la probabilità che nella zona attorno al sito possano esserci ulteriori antiche costruzioni – sembra destinato però ad avere vita breve. In occasione della giornata delle porte aperte dedicata a questi ritrovamenti archeologici, svoltasi sabato 25 aprile, la popolazione di Magliaso ha infatti appreso che l’intera area, dopo essere stata opportunamente documentata, verrà smantellata e coperta dalla nuova costruzione del centro scolastico, senza prevedere alcuna forma di conservazione. «Il cantiere archeologico è in fase conclusiva e la decisione di non conservare quanto ritrovato è stata presa dal Municipio di Magliaso in accordo con il Servizio archeologico cantonale», conferma Moira Morinini Pè, caposervizio archeologia dell’Ufficio dei beni culturali, contattata telefonicamente. «Nonostante l’interesse per quanto emerso – precisa Morinini Pè – è stato deciso che non è possibile un intervento conservativo, in quanto le esigenze del cantiere e quelle legate alla possibile conservazione del sito non possono convivere. Terminata quindi la fase di documentazione, il tutto verrà restituito alle necessità per la realizzazione dell’edificio».
Pozzo e fornace già tornati sotto terra
Nelle prossime settimane quindi, i lavori riprenderanno a pieno ritmo, riconsegnando all’oblio quanto riportato alla luce nei mesi scorsi, come in parte è già avvenuto con alcuni ritrovamenti, tra cui un pozzo e una fornace per la produzione di mattoni, oggi già sepolti sotto tonnellate di cemento. «In linea generale, gli interventi del Servizio archeologico cantonale sono definiti sulla base di una banca dati di siti già noti e da perimetri di interesse archeologico inseriti a Piano regolatore. In caso di ritrovamenti, dopo i rilievi e la documentazione del sito e il recupero di tutti i reperti mobili, l’area viene riconsegnata ai proprietari per la continuazione dei lavori». Questo infatti è ciò che accade nella maggioranza delle situazioni.
Verrà tutto catalogato
Nel caso dei ritrovamenti a Magliaso si è andati proprio in questa direzione: «Il Municipio – afferma il sindaco di Magliaso, Roberto Citterio
– per ragioni di costi e di prevedibili modifiche a un progetto ormai già in corso, ha deciso di non conservare quanto emerso dagli scavi». La valutazione su un’eventuale conservazione è stata quindi presa sulla base di considerazioni prevalentemente economiche e legate alle tempistiche di ultimazione del nuovo edificio scolastico. «Prima di portare avanti il progetto per la nuova scuola elementare – chiarisce il sindaco – sono stati effettuati dei sondaggi archeologici nella zona e non è stato rilevato nulla di interessante. Il manufatto ritrovato nei mesi scorsi si trova comunque al di fuori dell’area considerata di interesse archeologico a Magliaso. Pertanto, è stato deciso di catalogare il tutto e, dopo aver ottenuto un’autorizzazione formale dal Servizio archeologico cantonale, di non conservare il sito né quanto emerso dagli scavi».
Rifare la scuola costerebbe troppo
Per salvare i ritrovamenti dell’antico insediamento ed, eventualmente, ampliare ulteriormente l’area degli scavi, si sarebbe potuto provare a richiedere un sostegno al Cantone, prevedendo magari in seguito uno sfruttamento a scopo turistico di quanto emerso. «Questa possibilità non è mai stata presa in considerazione. Richiedere i fondi al Cantone, e poi attendere la risposta, avrebbe significato rifare completamente il progetto della sede scolastica, con un notevole aumento dei costi e un importante allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera. È inoltre difficile ritenere che si sarebbe potuto ottenere un risultato positivo, dal momento che i ritrovamenti si collocano al di fuori dell’area di interesse archeologico», risponde Citterio.
Investimento da 14 milioni
Il 18 maggio si ricomincia a costruire
La prima pietra per la nuova sede scolastica è stata posata lo scorso 26 marzo, con una piccola cerimonia pubblica. L’ultimazione è prevista per l’anno scolastico 2028-29 e l’investimento per il Comune è di oltre 14 milioni di franchi. E ora, dal 18 maggio ruspe e operai torneranno in azione e il cemento coprirà ogni cosa. Magliaso, nei prossimi anni, guadagnerà quindi una nuova sede scolastica, ma perderà probabilmente per sempre la possibilità di conservare sul proprio territorio un’importante testimonianza della vita locale nel tardo periodo romano.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-05-12T07:00:00.0000000Z
2026-05-12T07:00:00.0000000Z
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