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Documenti falsi e prestiti mai restituiti: 24enne condannato

Oltre 270mila i franchi truffati a banche e assicurazioni

Di Malva Cometta Leon

Due anni e sette mesi di carcere: è la pena inflitta a un 24enne del Luganese che per anni ha messo in piedi una lunga serie di raggiri causando un danno complessivo di oltre 270mila franchi. La condanna, accompagnata da un trattamento ambulatoriale, è stata pronunciata ieri dalla Corte delle Assise criminali di Lugano nell’ambito di un procedimento con rito abbreviato – reo confesso l’imputato e d’accordo difesa, rappresentata dall’avvocata Barbara Pezzati, e accusa, con il procuratore pubblico Daniele Galliano.

Nel corposo atto d’accusa promosso dal magistrato – poi sostanzialmente confermato dalla Corte –, il giovane è accusato di avere truffato per sei anni, dal 2019 al 2025, da Chiasso a Barbengo, oltre allo Stato, anche banche, società finanziarie e compagnie assicurative. Pur vivendo grazie all’assistenza sociale, avrebbe cercato di mantenere uno stile di vita ben al di sopra delle proprie possibilità. In un primo momento ha guadagnato soldi importando illegalmente in Svizzera sciroppi, sigarette e prodotti per tabacco, senza pagare l’Iva. Una volta scoperto, ha cambiato metodo: ordinava online beni e servizi senza pagarli, chiedeva carte di credito e prestiti usando documenti falsi e identità di altre persone, e stipulava assicurazioni complementari e di viaggio per ottenere rimborsi per spese mai sostenute. In alcuni casi ha persino chiesto lo stesso rimborso a più assicurazioni contemporaneamente. Per rendere credibili le richieste di prestiti e finanziamenti, il giovane ha più volte falsificato la propria carta d’identità svizzera usando alias inventati, indirizzi inesistenti e dati reddituali fittizi, arrivando persino a creare con Photoshop sue fotografie camuffato da anziano.

Lunga anche la lista delle imputazioni per le quali il 24enne è stato condannato: truffa aggravata, in parte tentata; falsità in documenti e certificati, ripetuta; riciclaggio di denaro, ripetuto; importazione, acquisto e deposito di monete false; impedimento di atti dell’autorità. Nel 2025 ha addirittura pilotato un parapendio a motore senza licenza, venendo giudicato colpevole anche di contravvenzione alla Legge federale sulla navigazione aerea. Il giovane, in aula, ha affermato di essere stato mosso dall’indigenza economica e che riconosce di aver commesso degli errori».

La Corte, presieduta dalla giudice Monica Sartori-Lombardi, «ha riconosciuto che l’imputato, nonostante abbia solamente il diploma di scuola media, abbia messo in atto un sistema ingegnoso e astuto». L’auspicio espresso dai giudici – a latere Emilie Mordasini e Giovanni Celio – è che possa curarsi e dunque «astenersi dal commettere altri illeciti».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-05-20T07:00:00.0000000Z

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