Un campo partenti di alto livello e un’attività tutta da scoprire
Berna è l’epicentro della ribalta internazionale di boulder
Di Giada Giacolini
Da ieri fino a domani Berna sarà l’epicentro della scena internazionale dell’arrampicata sportiva. La capitale federale ospita infatti le World Climbing Series, dove boulder provenienti da ogni angolo del pianeta cercheranno di creare un’atmosfera elettrizzante a suon di entusiasmanti ‘battaglie’ e grandi mosse. Il secondo appuntamento stagionale della Coppa del Mondo – che offre un banco di prova importante su blocchi che richiedono lettura, potenza e capacità di adattamento – vede al via 162 atleti (86 uomini e 76 donne) in rappresentanza di 34 nazioni. Un campo partenti di alto livello che permetterà di scoprire una disciplina poco conosciuta in primis alle nostre latitudini, seppur abbia viepiù iniziato a diffondersi. E pensare che il Ticino è una delle regioni più affermate, e famose, a livello internazionale grazie alla presenza delle sue rocce di ottima qualità situate in quel di Cresciano. Cresciano possiede infatti uno dei blocchi più rinomati del mondo: Dreamtime, aperto da Fred Nicole nel 2000 e considerato il primo 8C di boulder, che più di chiunque altro è riuscito a catturare l’immaginazione dei climber a inizio di questo millennio. Una linea da sogno che stuzzica pure Davide Torroni, giovane scalatore capace (a soli 18 anni) di racimolare già eccellenti risultati e conquistare innumerevoli titoli svizzeri.
Davide si è innamorato fin da bambino del boulder grazie a mamma e papà, che già praticavano questa disciplina, facendo subito capire di essere molto predisposto. Nel 2021, appena quattordicenne, entra dunque a far parte della nazionale rossocrociata partecipando in seguito a qualche appuntamento di Coppa del Mondo. Un anno fa il ticinese ha invece chiuso in ottava posizione nella finale di Coppa Europa, kermesse a cui anche quest’anno cerca di qualificarsi. Finora il diciottenne ha dovuto barcamenarsi fra scuola e attività sportiva. Un compito piuttosto difficile, considerati soprattutto i sei allenamenti settimanali. Da non dimenticare pure le sessioni a secco, che svolge in una palestra di fitness o fra le quattro mura di casa, mentre nel weekend si deve spostare nel Belpaese oppure in Svizzera tedesca.
Per il giovane atleta è fondamentale il sostegno della famiglia, che supporta (e segue) Davide in ogni competizione. Flavio Torroni, il papà, rivela che il figlio non ha optato subito per l’arrampicata. Da bambino ha infatti praticato ginnastica, unihockey e atletica prima di concentrarsi su questa disciplina. L’obiettivo per il futuro è di partecipare in modo stabile alle rassegne iridate, cercando di ottenere risultati viepiù migliori, e far conoscere il boulder. Grazie alla costruzione di nuove palestre in Ticino, ancoraggi e falesie non saranno più termini estranei. La maggiore visibilità dovrebbe permettere di accrescere il numero di appassionati e magari di giovani talenti.
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2026-05-23T07:00:00.0000000Z
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