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Un Ambrì pur sfortunato spreca la buona occasione

I biancoblù si arrendono all’overtime a un Bienne battibile

C.S.

Bisogna essere davvero ottimisti per gioire del punto ottenuto dall’Ambrì a Bienne, nel giorno che segna ufficialmente la fine della presidenza Lombardi, ma soprattutto che avrebbe potuto permettere ai biancoblù di allontanarsi dalla zona playout con l’allettante prospettiva di tornare a ridosso di quella che darà invece diritto a disputare i play-in. Alla fine però, nonostante neppure se lo meriti, sarà proprio il Bienne del contestatissimo Martin Filander a imporsi. Malgrado, in fondo, lo spento Rajala e i suoi compagni facciano la partita per sì e no otto minuti – gli ultimi – su sessanta.

Vittima a onor del vero anche un po’ della sfiga – come definire, altrimenti, l’azione che porta al vantaggio di Kneubuehler, segnato con un ‘piattone’ calcistico al 6’01’’, e che se non fosse stato per l’involontario tocco col bastone di Miles Müller gli arbitri avrebbero senz’altro annullato (d’altronde lo stavano per fare, prima di capire tutto dall’unica immagine tv utile)? –, tutto sommato è la squadra ospite quella maggiormente propositiva nei primi due tempi. Eppure va sotto per ben due volte, in un contesto invero parecchio povero, bisogna ammetterlo, con frequenti errori su entrambi i fronti un po’ in tutte le zone del ghiaccio (e il più clamoroso è probabilmente il cambio scorretto sul finire del primo tempo provocato dal Bienne proprio nel momento in cui sta giocando in superiorità numerica...). A conti fatti, però, l’Ambrì dimostra curiosamente di non saper gestire i momenti in cui le cose sembrerebbero invece andare piuttosto in suo favore. Non succede né dopo il provvisorio 1-1 di Tierney, al termine di un break ottimamente concluso dal canadese, con i ticinesi che invece di insistere regalano subito il cosiddetto ‘momentum’ agli avversari, e neppure in avvio di terzo periodo, quando i biancoblù entrano sul ghiaccio con l’intenzione di mettere più energia nel proprio gioco, e il Bienne dimostra subito di soffrirne. Finché, incomprensibilmente lo slancio ticinese s’esaurisce, poco dopo il meritato 2-2 di Isacco Dotti, al suo primo gol in stagione, e – paradossalmente – a poco a poco saranno proprio i seeländer a prendere l’iniziativa per la primissima volta, in un epilogo di partita giocato sostanzialmente a una porta sola. Tanto che Eric Landry a 3’44’’ dalla fine si vede costretto a chiamare il timeout: l’Ambrì riuscirà perlomeno ad arrivare indenne al sessantesimo, ma capitolerà poi in avvio di un overtime già cominciato con un uomo in meno per colpa del bastone di Zgraggen finito tra i pattini di Cajka, al 59’35’’. «È un peccato, perché nei primi due tempi abbiamo avuto qualcosa in più noi, ma non siamo riusciti a concretizzare – dice capitan Daniele Grassi ai microfoni di Rsi –. Purtroppo, dopo il 22 abbiamo lasciato troppi spazi a un avversario che sa pattinare molto e poi ti mette in difficoltà, ed è quello il rammarico più grande».

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2026-01-16T08:00:00.0000000Z

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