laRegione

Naturalizzazioni ritardate, la commissione accelera

Zoppi: ‘Aumentiamo le audizioni a settimana (da 7 a 9)’

Di Alfonso Reggiani

Ha fatto discutere e suscitato dibattito il ritardo nell’evasione delle procedure di naturalizzazione a Lugano. Un ritardo sottolineato in una lettera inviata dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi al Municipio, che l’ha girata alla Commissione delle Petizioni del Consiglio comunale. Un risultato l’ha ottenuto la missiva cantonale che ha puntato il dito contro l’eccessiva lunghezza delle pratiche e i conseguenti incarti arretrati, imputabili alla consuetudine della commissione di incontrare tutti i candidati: in estrema sintesi, in ogni seduta delle Petizioni verranno incrementate da sette a nove le audizioni dei richiedenti, ma non si rinuncerà agli incontri individuali.

Carlo Zoppi, presidente della Commissione delle Petizioni, spiega a ‘laRegione’ che nella seduta di giovedì scorso la questione è stata oggetto di un’ampia discussione, «non soltanto tra i punti di vista individuali dei membri, ma è stata condivisa anche la posizione dei singoli gruppi politici. Il confronto tra i vari pareri è stato pacato e si è svolto in un clima positivo e costruttivo. È stato deciso di mantenere i colloqui individuali con i richiedenti, anche se non sono obbligatori per legge. La commissione ha ritenuto che questi incontri siano importanti per conoscere direttamente ogni persona, prima di decidere sui casi».

C’è la consapevolezza che questo sistema allunga i tempi dell’evasione delle domande. Però, «ci sono colli di bottiglia anche quando la proceduta arriva in Consiglio di Stato», rileva il presidente della Petizioni.

Tra 80 e 100 istanze evase in più all’anno

L’anno scorso a Lugano sono state naturalizzate 419 persone. La commissione, precisa Zoppi, «a maggioranza, ha deciso di non trasformare la prassi di naturalizzazione in una pratica puramente amministrativa e quindi continuerà come ha sempre fatto. Come gesto di buona volontà e di apertura, è stato deciso di incrementare le audizioni dei richiedenti da sette a nove alla settimana». Con questo impegno supplementare, l’evasione delle istanze aumenterà di una cifra tra le 80 e le 100 domande all’anno. La commissione ha formalmente risposto al Municipio di Lugano che è stato sollecitato in merito dal Cantone. Il presidente della Petizioni riconosce il problema, non lo minimizza, ma lo considera strutturale. Il tema resta uno di quelli sentiti soprattutto da Lega dei Ticinesi e Udc. Tanto è vero che ‘il Mattino della domenica’ ne ha riferito nelle ultime due edizioni. Nel settimanale uscito il 18 gennaio, l’articolo ha ribadito la posizione storica, che si era tradotta nel 2020 nello ‘sciopero dello zelo’: “Altro che naturalizzazioni accelerate! A Lugano vogliamo il numero chiuso delle naturalizzazioni: al massimo 150 all’anno, a beneficio di stranieri di comprovata integrazione, preferibilmente nati qui!”. L’articolo, tuttavia, si guarda bene dallo scrivere che a firmare la lettera sia stato il consigliere di Stato leghista Gobbi e ripropone la posizione del Movimento di via Monte Boglia.

Rischi? Un ricorso per diniego di giustizia

Va ricordato che il Servizio delle naturalizzazioni e movimento della popolazione dell’Ufficio dello stato civile ha accertato che l’attività dell’amministrazione comunale di Lugano è più che soddisfacente da un profilo qualitativo. Tuttavia, nella missiva cantonale si ricorda che ottenere una decisione entro un termine ragionevole è un compito che spetta all’Autorità comunale e che la violazione comporta il rischio di vedersi opporre un ricorso per diniego di giustizia. Un argomento di cui non si parla nel ‘Mattino’ di domenica scorsa, anche se il domenicale propone un servizio più neutro nel quale dà voce a sette consiglieri comunali e parla in maniera più distaccata della lettera del Consiglio di Stato che ha scritto al Municipio.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-01-27T08:00:00.0000000Z

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