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Lettera a Berna e Bellinzona: ‘Priorità al progetto A2-A13’

Lea (associazione d’area Plrt) e politici della regione scrivono a Consiglio federale e di Stato chiedendo di adoperarsi per dare priorità all’opera

di Sascha Cellina

Lea (associazione d’area Plrt) e diversi sindaci chiedono in sostanza al Consiglio federale e al governo ticinese di realizzare il collegamento veloce tra Locarno e Bellinzona entro il 2045.

Il Locarnese ha già aspettato troppo per un progetto così impattante sulla qualità di vita delle persone ed è necessario adoperarsi per non allungare ulteriormente questa attesa. È in sostanza questo l’appello che Lea – Libertà Energia Ambiente (associazione d’area del Plrt) – e diversi rappresentanti ed ex rappresentanti istituzionali della regione – tra cui sindaci e municipali – lanciano alle autorità politiche federali e cantonali, attraverso una lettera aperta indirizzata a Consiglio federale e Consiglio di Stato per richiamare l’attenzione sul collegamento autostradale tra A2 e A13.

Un progetto, lo ricordiamo, atteso da oltre 60 anni e che fino a pochi mesi fa aveva un orizzonte temporale di realizzazione di massima nel 2045, in quanto inserito – nella sua variante da 1,7 miliardi di franchi che prevede un tracciato da Camorino a Quartino lungo 11 km, di cui 8 in galleria – dallo studio del Politecnico federale di Zurigo commissionato dal Datec tra i progetti nazionali prioritari da realizzare entro 20 anni. A fine gennaio però il Consiglio federale ha aggiornato la sua strategia “Trasporti ’45”, secondo la quale la realizzazione del collegamento veloce tra Locarno e Bellinzona slitterebbe al 2055 a vantaggio del potenziamento del tratto autostradale tra Lugano Sud e Mendrisio (PoLuMe). Il condizionale rimane d’obbligo in quanto tale ordine di realizzazione potrebbe ancora invertirsi attraverso una sorta di arrocco tra i due progetti, a seconda dell’avanzamento degli stessi e in seguito alla fase di consultazione, nella quale avranno un peso importante (se non fondamentale) le indicazioni che arriveranno dal Ticino.

Ed è proprio in questo solco che si inserisce l’azione coordinata da Christian Fini (presidente Lea) e sottoscritta da Niccolò Salvioni (membro Lea ed ex-municipale di Locarno), Giorgio Gilardi (sindaco di Ascona), Damiano Vignuta (sindaco di Gordola), René Grossi (vicesindaco di Gordola), Gianluigi Della Santa (sindaco di Gambarogno), Nicola Pini (sindaco di Locarno), Renato Mondada (sindaco di Minusio), Dao Nguyen-Quang (municipale di Muralto), Graziano Crugnola (sindaco di Tenero-Contra), Renato Galliciotti (vicesindaco di Tenero-Contra) e Silvano “Sigi” Giannini (membro onorario Lea). «Come già fatto in passato per altri progetti strategici, come le coperture autostradali nel Mendrisiotto o la circonvallazione Agno-Bioggio, anche in questo caso Lea ha raccolto una richiesta che nasce direttamente dal territorio – spiega alla Regione Christian Fini –. L’idea era quella di dare un’impronta istituzionale all’iniziativa: pur facendo da capofila, abbiamo voluto mettere in rete personalità attive ed ex degli esecutivi del Locarnese. E possiamo dire che la formula ha funzionato, vista l’adesione raccolta. Per noi di Lea è fondamentale mettere al centro la qualità di vita dei cittadini, oggi penalizzata da una situazione viaria non più sostenibile, ma anche sostenere concretamente lo sviluppo economico e la competitività delle aziende della regione. Questa presa di posizione vuole quindi essere non solo un segnale politico, ma l’espressione di attenzione, equità e prospettive concrete per il futuro del nostro territorio».

Progetto strategico, conseguenze quotidiane per cittadini e imprese

“Il collegamento autostradale tra A2 e A13, destinato a connettere direttamente il Locarnese alla rete autostradale nazionale, rappresenta da molti anni una delle infrastrutture più importanti e strategiche per il futuro del nostro Cantone – si legge nella missiva inviata ieri a Berna e a Bellinzona –. Le recenti indicazioni che lasciano intravedere nuovi possibili rinvii nella pianificazione di questo progetto non possono lasciare indifferenti il territorio, le istituzioni locali e il mondo economico. Il Locarnese è una regione dinamica, con una forte vocazione turistica, culturale, economica e residenziale. Ciò nonostante continua a essere l’unica grande regione del Ticino non collegata direttamente alla rete autostradale nazionale”.

Una situazione che secondo i firmatari “genera conseguenze concrete e quotidiane per cittadini e imprese: traffico di attraversamento nei villaggi del Piano di Magadino; congestione sulla viabilità cantonale; difficoltà di accesso per residenti, lavoratori e turisti; un freno allo sviluppo e alla competitività del territorio. Ogni giorno senza questo collegamento è tempo di vita perso per cittadini, lavoratori e imprese. Ore sottratte alla famiglia, al lavoro e alla qualità di vita, oltre a inefficienze che penalizzano le attività economiche e l’attrattività del Locarnese”. Considerazioni chiare che portano sindaci e municipali del Locarnese a ribadire come “il collegamento A2-A13 non rappresenta semplicemente una nuova infrastruttura stradale. È soprattutto un progetto che può restituire qualità di vita al territorio, riducendo il traffico nei centri abitati e migliorando la sicurezza e l’efficienza della mobilità nel Locarnese e nell’intero cantone. Un progetto che, va sottolineato, ha riscosso un grande consenso politico, convogliando – anche grazie a un lungo lavoro non solo di progettazione ma anche di condivisione politica – dietro di sé il mondo politico-istituzionale, tecnico e associativo”.

Trasparenza ed equità

Ed ecco le richieste alle autorità politiche federali e cantonali: “al Consiglio federale, chiediamo di garantire al progetto A2-A13 una chiara priorità nella pianificazione delle infrastrutture nazionali; al Consiglio di Stato, di continuare a difendere con determinazione questo progetto presso le autorità federali e di adoperarsi affinché il collegamento ottenga l’attenzione e le tempistiche che il territorio attende da troppo tempo. Riteniamo inoltre importante che il territorio venga informato con trasparenza sullo stato di avanzamento del progetto e sulle prospettive di realizzazione. La Confederazione, di concerto con il Cantone Ticino, ha avuto negli anni una lunga tradizione nella realizzazione di infrastrutture moderne nel rispetto del territorio e dell’ambiente. Anche il collegamento A2-A13 deve inserirsi in questa visione: un’infrastruttura efficiente, integrata nel paesaggio e capace di migliorare concretamente la qualità di vita delle comunità locali. La regione del Locarnese non chiede privilegi. Chiede semplicemente equità e attenzione per un progetto strategico atteso da troppo tempo. Il Locarnese ha già aspettato abbastanza”.

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2026-03-25T07:00:00.0000000Z

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