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Tirate le somme: quarto risultato positivo di fila

Con i Consuntivi 2025 finanze ancora ‘confortevoli’ per la Città; che resta in attesa, però, di conoscere le ricadute delle riforme e del quadro geopolitico

Di Daniela Carugati

La Città di Mendrisio può ben dire di riuscire ancora a stare comoda nei suoi panni... finanziari. Per il quarto anno consecutivo il Comune ha archiviato i Consuntivi inanellando un risultato positivo, anche se più ‘contenuto’ rispetto al 2024. I bilanci si consolidano nelle cifre nere per quasi 800mila franchi, controbilanciando previsioni negative per 2,3 milioni di franchi. Scegliere la via della stabilità – anche fiscale – ha premiato. Tenere la barra dritta dei moltiplicatori – al 77 per cento per le persone fisiche, all’82 per cento per quelle giuridiche – ha dato modo, in altre parole, di gestire la situazione e collocare il capoluogo tra i centri del Ticino più attrattivi. «A oggi ci possiamo permettere di finanziare i servizi garantiti dalla Città e mantenere una certa qualità di vita. Fino a quando, lo vedremo», il sindaco Samuele Cavadini, a capo delle Istituzioni e delle risorse, è confortato dal quadro dei numeri e da indicatori finanziari che mostrano una situazione «sotto controllo». Dati che, ammette, soddisfano, anche se le incertezze del momento storico suggeriscono di restare con i piedi per terra. In effetti, richiama, «qualche nube non manca».

Il peso dei ricarichi cantonali

Senza distogliere lo sguardo dal futuro, per il momento si procede, quindi, sulla strada tracciata, con la consapevolezza di poter contare su finanze che infondono la giusta dose di fiducia necessaria ad affrontare le prossime sfide. Questi Consuntivi 2025, insomma, si possono definire «buoni», ribadisce il sindaco. E grazie a una serie di fattori: in particolare il contenimento dei costi, da un lato, ed entrate straordinarie dall’altro. «Per la parte di spesa pubblica che ci compete – annota Cavadini – l’esercizio fatto ci ha permesso di governarla. Non di meno, ci sono state maggiori uscite rispetto a quelle preventivate». E qui il sindaco invita a scorrere alcune colonne di cifre: il nodo gordiano è sempre lo stesso, quello legato ai contributi dovuti al Cantone. Di fatto la voce ‘anziani’ iscrive uscite per circa 14 milioni di franchi, ovvero 2,7 milioni in più rispetto alle previsioni, mentre gli oneri sociali – per 7,9 milioni – lievitano di un milione e mezzo. Sin qui, si fa capire, Mendrisio sta reggendo il colpo, ma se a queste spese trasferite verso Bellinzona dovessero sommarsi le ricadute delle riforme legate alle iniziative sulle casse malati – «stiamo ancora aspettando di conoscerle» –, a quel punto, rende attenti il sindaco, «il ricarico potrebbe essere importante e creare degli squilibri».

L’effetto sopravvenienze

Certo sinora le sopravvenienze di imposta (seppur un po’ erose dalle maggiori uscite verso il Cantone) come le imposte alla fonte aiutano a volgere al positivo i conti: le prime segnalano un maggiore introito di 3,8 milioni, le seconde – in totale per quasi 14 milioni e mezzo – un extra di 2,7 milioni e all’orizzonte ve ne sono ancora da registrare. Come dire che la Città di Mendrisio, fa capire il sindaco, può stare tranquilla per qualche anno. È vero, si ammette, nel passato recente ha prevalso la prudenza – prima la pandemia, poi la guerra in Ucraina –, ma per ora, si lascia intendere, non è possibile togliere il freno a mano della cautela. «In questi anni – spiega Cavadini – abbiamo create delle riserve che ci mettono al riparo da eventuali deficit futuri. Occorre, però, proiettarsi in avanti; avere a mente le opere ancora sul tavolo; e mantenere una visione a lungo termine».

Udc-Udf: ‘Il moltiplicatore andava ridotto’

Quando il Municipio ha tirato le somme del 2025, sapeva bene di dover tenare d’‘occhio, comunque, la soglia («critica») del risultato finale, memore delle sollecitazioni giunte dal legislativo. E in effetti le cifre conclusive (gli 800mila franchi di avanzo) non sono state così eclatanti come nel 2024 (allora di 4,8 milioni). Per una parte politica, però, l’Esecutivo dovrebbe essere meno timoroso. Poco dopo aver ufficializzato i dati finanziari, il gruppo Udc-Udf faceva sentire la sua voce, rivendicando di aver avuto “ragione”. Cifre alla mano, “negli ultimi dieci anni, salvo un’unica eccezione, i consuntivi hanno sempre chiuso meglio rispetto alle previsioni”, si richiama in una nota firmata dal capogruppo Roberto Pellegrini. E anche l’anno scorso è andata così, si rilancia: “Ciò è stato possibile grazie a entrate superiori al previsto, in particolare sul fronte fiscale, che ancora una volta hanno smentito le previsioni prudenziali”. Quindi, si chiosa, “questi numeri non possono essere ignorati. Dimostrano che il livello attuale del moltiplicatore è più che sufficiente e che esiste un margine concreto per una sua riduzione a corto termine, senza compromettere l’equilibrio finanziario del Comune”. Detto altrimenti, si rammenta, “la proposta di abbassare il moltiplicatore per il 2026 non era quindi una provocazione politica, ma una scelta fondata su dati concreti e su un’analisi coerente dell’andamento finanziario degli ultimi anni”.

Per il sindaco le ‘preoccupazioni restano’

Nelle parole del sindaco si sente, invece, prevalere la necessità di non abbassare la guardia. Anche perché, come ribadito, è stata la linea della stabilità a consentire di poter far fronte agli impegni presi, innanzitutto, con la popolazione. In effetti, rimarca Cavadini, nonostante la lettura positiva dei numeri, «le preoccupazioni restano e sono legate alla situazione generale». Accanto alle questioni interne, vi è il quadro geopolitico, che potrebbe, fa presente, avere delle «possibili ripercussioni sul nostro territorio». In effetti, spiega, «il settore delle imprese è eterogeneo e alcune attività sono in simbiosi con la situazione internazionale. Da parte nostra continuiamo ad assicurare una costante vicinanza alle aziende».

Punto fermo, la progettualità

Non di meno, sul versante della fiscalità i bilanci hanno mostrato come le persone fisiche tengano e le giuridiche si siano rivalutate. Tanto da far dire che vi sono prospettive positive per il resto della legislatura. Un quadriennio al suo giro di boa e che, sottolinea il sindaco, ha visto portare avanti la progettualità. «Di fatto nel 2025 abbiamo raddoppiato gli investimenti lordi – di 13,7 milioni, ndr – rispetto all’anno precedente, tenendo il ritmo di marcia che ci si è prefissati a Piano finanziario e a Piano delle opere. Dovessimo replicare questo andamento in futuro, la velocità di crociera sarebbe perfetta». I dossier messi in campo, infatti, sono diversi: dagli interventi su Palazzo civico e Villa Argentina alla progettazione della casa per anziani Torriani3, dal varo dell’Ente autonomo delle Aziende industriali alla digitalizzazione dell’amministrazione; sino allo sviluppo della strategia di marketing territoriale, che mira a conquistare nuovi residenti e nuove aziende. E qui, tiene a far notare il sindaco, rientra pure la candidatura al fianco di Lugano e Locarno per la Capitale culturale svizzera. Candidatura sulla quale lunedì prossimo si dovrà pronunciare il Consiglio comunale; e i fronti politici sono già schierati.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-04-30T07:00:00.0000000Z

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