Annunci di lavoro, ‘indizi’ che meritano un controllo
Ravvisata violazione della Legge sulla parità dei sessi
Anche tra le righe di un annuncio di lavoro possono celarsi segnali di condizioni e misure aziendali non in linea con le leggi e le norme. I tre casi portati alla luce nei mesi scorsi attraverso due interrogazioni parlamentari – primo firmatario Fabrizio Sirica del Ps – agli occhi del Consiglio di Stato (CdS) mostravano “indizi sufficienti” per avviare verifiche e controlli. In uno in particolare non solo si sono ravvisati gli estremi “per ritenere verosimile una violazione della Legge federale sulla parità dei sessi (LPar), ma possono anche essere considerate manifestazioni di un clima potenzialmente lesivo della dignità personale già nella fase preliminare al rapporto di lavoro, anticipando dinamiche discriminatorie o moleste che la legge mira a prevenire sin dall’inizio del processo di reclutamento”.
Ad attirare l’attenzione del governo nell’annuncio pubblicato la primavera scorsa da una società con sede a Chiasso – alla ricerca di un assistente del Ceo – è stato un passaggio in particolare. Il profilo tratteggiato? “Una donna libera da impegni familiari”. Eppure la legislazione come la stessa Costituzione federale parlano chiaro: la prima “vieta ogni forma di discriminazione diretta o indiretta fondata sul sesso in tutte le fasi del rapporto di lavoro, inclusa la pubblicazione degli annunci di impiego”; la seconda “garantisce la parità di diritti tra donne e uomini e vieta espressamente ogni forma di discriminazione basata sul genere”.
Allo stesso modo pure gli annunci di altre due ditte della regione operative nell’ambito del marketing – settore privo di un contratto normale di lavoro – richiamano la necessità di approfondimenti. Il Cantone, si assicura, ha “sempre riservato la massima attenzione affinché tutte le aziende attive sul territorio cantonale operino nel pieno rispetto delle disposizioni legali”. E le segnalazioni di discriminazioni di genere come di dumping salariale sono importanti, ribadisce il CdS, proprio per “potere procedere con inchieste volte a individuare possibili infrazioni al quadro legale”. Del resto, si annota, “l’autorità di controllo raccoglie informazioni in modo trasversale, al fine di concentrare gli accertamenti in maniera efficace ed efficiente nei casi in cui emergano indizi di possibili infrazioni”. Non solo, si prendono in considerazione anche segnalazioni anonime, “purché supportate da sufficienti elementi indiziari”. I servizi a cui rivolgersi, si rimarca, non mancano: dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, da un lato, al Servizio per le pari opportunità dall’altro. E, nel caso di una violazione della LPar, si esorta, quando è opportuno, procedere con una denuncia civile o penale individuale; di fronte a situazioni di dumping, si fa sapere, un terzo delle indicazioni presentate a livello cantonale sfocia in provvedimenti.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-06-02T07:00:00.0000000Z
2026-06-02T07:00:00.0000000Z
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