laRegione

Sull’A2 arriva MeMe, ma non convince

I lavori di risanamento fonico e strutturale costeranno 100 milioni. Per deputati e consiglieri comunali restano, però, troppe criticità territoriali

Di Daniela Carugati

L’acronimo, MeMe, strizza l’occhio alla terra del Mendrisiotto e Basso Ceresio. Da queste parti, però, quando si parla di interventi sull’autostrada, calati dall’Ufficio federale delle strade (Ustra), è inevitabile mettersi sul chi va là. Il confronto aperto sul potenziamento della tratta fra Lugano e Mendrisio – il progetto PoLuMe – è stato più che vivace: la popolazione locale nel novembre del 2024 ha detto un chiaro ‘no’ a ulteriori ampliamenti delle strade nazionali; le istituzioni si mostrano critiche e caute, pur tenendo aperto il dialogo. Per non parlare dei quasi 3mila cittadini e cittadine che hanno firmato la petizione a sostegno della copertura dell’A2 a sud: richiesta perorata pure da una mozione dell’agosto del 2025 promossa da Plr, Centro, Lega e Ps. A mettersi di traverso alla corsia dei Tir, immaginata tra Coldrerio e Balerna, invece, ci sono sei Comuni – Balerna, Chiasso, Coldrerio, Mendrisio, Novazzano e Stabio –, che si sono appellati al Tribunale amministrativo federale. Il tema, insomma, è caldo. A maggior ragione perché per quest’ultimo cantiere, a livello federale, si è pronti a sborsare circa 100 milioni di franchi. Anche se i lavori di carattere infrastrutturale annunciati – che partiranno nel 2031, per Ustra nella migliore delle ipotesi – non sembrano convincere quanto a efficacia, in particolare di fronte all’obiettivo di rientrare al di sotto dei limiti del rumore, oggi superati in particolare fra le zone Lenaccio e ‘Orto il Gelso’ a Melano.

Perplessità e interrogativi

Ecco che davanti a una nuova opera, pianificata tra Mendrisio e Melano – il progetto Ustra ‘MeMe’, appunto –, a molti si sono rizzate le antenne. Il dossier, in pubblicazione sino al 13 ottobre, ha già suscitato “forti perplessità” e una serie di interrogativi, finendo al centro di due atti parlamentari: il primo, interpartitico, depositato davanti al Consiglio di Stato – primo firmatario Andrea Rigamonti, supportato da altri cinque granconsiglieri della regione –; il secondo presentato giusto venerdì a Mendrisio dai consiglieri comunali del Plr Giovanni Poloni, Filippo Pfister e Martina Arizanov. Il tenore delle due interrogazioni, del resto, è lo stesso, le richieste di spiegazioni puntuali. Anche il Municipio di Mendrisio, d’altro canto, ha dichiarato che seguirà “con attenzione” l’iter dell’incarto.

Nei piani di Ustra vi è un risanamento globale del tracciato autostradale fra Mendrisio e Melano, dal profilo fonico, del trattamento delle acque – con tre nuovi impianti – e dell’adeguamento della corsia d’emergenza sui viadotti del Lenaccio e delle bretelle di accesso alle aree di sosta di Segoma. Per abbattere i rumori, da un lato, verrà posato dell’asfalto fonoassorbente, dall’altro saranno innalzate le protezioni di circa 2 metri con delle pareti di vetro su entrambe le direzioni di marcia. Stando a Ustra, con queste misure si potranno riportare i decibel entro la soglia fissata dall’Ordinanza federale contro l’inquinamento fonico in oltre il 90 per cento dei fondi e degli stabili presenti all’interno del perimetro di studio del progetto. Come dire che ‘MeMe’, si promette, vale una migliore qualità di vita per chi abita nel comprensorio. Non solo, visto che, come ha richiamato l’Ufficio federale delle strade in concomitanza con la pubblicazione del documento, la pianificazione a livello svizzero “considera l’eventuale possibilità di mettere in galleria il tratto autostradale considerato oltre l’anno 2055”, ecco che questo intervento di manutenzione rappresenta “una valida misura transitoria”.

Fuori decibel, nonostante l’intervento

Sarà davvero così?, si chiedono però deputati e consiglieri comunali preoccupati proprio per un “inquinamento fonico persistente”. In concreto, si rimarca negli atti parlamentari, “oltre il 40 per cento dei punti di rilevamento supererà i valori limite fissati dalla legge, nonostante la posa di asfalto fonoassorbente e le barriere con una altezza di oltre 6 metri”. Per non parlare delle lacune constatate nelle misurazioni, dell’orizzonte temporale “inadeguato” – il 2050 – a fronte di un’opera pronta nel 2034 e della mancata integrazione del PoLuMe, che porterà “ineluttabilmente un incremento dei volumi di traffico”. Mettendo in fila tutti i cantieri previsti sull’A2 – PoLuMe, ‘MeMe’, risanamento nel Basso Mendrisiotto e completamento di AlpTransit – si somma un valore di qualche miliardo. Sta di fatto che, come fanno notare i granconsiglieri, ci si ritrova in “un momento storico dove occorre poter pianificare gli interventi infrastrutturali decisivi per una riqualifica territoriale”. Tanto più che, “in assenza di una contropartita territoriale – avvertono –, le popolazioni locali non saranno più disposte ad accettare il transito nord-sud con tutti gli enormi disagi (inquinamento ambientale e fonico) che questo comporta”. In effetti, si aggiungono i consiglieri comunali della Città, “il territorio di Mendrisio sarà profondamente toccato da queste opere ed è necessario agire, ora, a tutela del territorio e del paesaggio, pensando a uno sviluppo più armonico e integrato”.

‘Un’opera alibi’

A questo punto il progetto in pubblicazione appare, si rilancia a una voce, “come un mero esercizio alibi: una spesa pubblica ingente che non risolve i problemi strutturali”, ma si limita a “incerottare un territorio già gravemente sollecitato”. Quindi ci si attende che il Cantone sfrutti l’occasione per “orientare le risorse verso una sistemazione territoriale definitiva”, come si è realizzato altrove in Ticino e in Svizzera. Di conseguenza, si sollecita, governo e Municipio di Mendrisio cosa pensano dell’operazione ‘MeMe’ e delle sue criticità? E vista la possibilità di depositare opposizione davanti al Datec (Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni), quali passi si intende intraprendere “per tutelare l’interesse pubblico, la salute dei cittadini e la coerenza pianificatoria del nostro Cantone?”. Ma soprattutto, si domanderà “una revisione radicale del progetto, che integri la pianificazione del territorio e le richieste della popolazione (ad esempio coperture), evitando un investimento che, nel lungo periodo, risulta palesemente inadeguato?”. Infine, tanto il Cantone che la Città ritengono di “doversi attivare e prendere una leadership sugli interventi autostradali che verranno realizzati nella regione?”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-09-19T07:00:00.0000000Z

2026-09-19T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281758456193743

Regiopress SA