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Terminale Lugano Vedeggio? Effetto ‘trascurabile’

Il governo rassicura. Eppure il trasporto su gomma cresce

Di Daniela Carugati

Fra i 30 e i 40 autocarri in più in media al giorno. Questa la ricaduta dell’abbandono, a fine 2025, da parte di Ffs Cargo del terminale di Lugano Vedeggio sull’andirivieni su gomma attraverso la galleria autostradale del Gottardo. A quel punto di trasbordo faceva capo il 7 per cento del traffico combinato gestito in Ticino (circa un quarto si appoggiava invece a Cadenazzo, rilevato a gennaio dalla Posta). A certificarlo è lo stesso Consiglio di Stato (CdS), che si affretta a definire “trascurabile” questo effetto a fronte dei timori a cui hanno dato voce l’anno scorso e quest’anno ferrovieri, politica e sindacati. In ogni caso, “non sarebbero possibili contromisure specifiche”. Morale? “Non vi sono impatti sotto il profilo ambientale, infrastrutturale e sanitario”. Come dire che i granconsiglieri che ormai un anno e mezzo fa hanno firmato tre atti parlamentari – tra loro Nara Valsangiacomo (Verdi), Matteo Quadranti (Plr) e Aline Prada (Udc) – dovranno farsene una ragione, pur determinati, come erano, a capire l’impatto della nuova politica ferroviaria sul traffico merci. Una riorganizzazione, quella pianificata sul trasporto combinato, alla quale quest’anno si è aggiunta peraltro la ristrutturazione sul traffico a carri singoli, con la chiusura del deposito macchinisti di Chiasso e ulteriori tagli. Resta da comprendere, come chiedeva a suo tempo Nara Valsangiacomo, quale direttrice abbiano imboccato i Tir che sino al 2025 viaggiavano sull’autostrada viaggiante della società RAlpin Sa, interrotta anzitempo. Eppure secondo i numeri del 2023 si trasportavano circa 80mila camion attraverso la Svizzera, via Lötschberg e Gottardo. “Come indicato in un incontro dello scorso 23 settembre – con il governo, ndr –, i rappresentanti delle Ffs hanno evidenziato come in base ai dati attuali la cessazione dell’autostrada viaggiante non abbia causato un trasferimento del traffico pesante su strada”, ribadisce il Cantone.

A proposito di cifre, stando alle ultime valutazioni dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft), fa notare ancora il CdS, “nel primo trimestre del 2026 le ferrovie hanno sì trasportato più merci attraverso le Alpi rispetto all’anno precedente, ma questa crescita (del 3,1 per cento, ndr) è risultata inferiore a quella nel trasporto su strada”. Tant’è che la quota di mercato della ferrovia, rimarca l’Uft, si è attestata al 68 per cento, con un calo di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. A perdere terreno è altresì il traffico a carro completo isolato, su cui si è appena intervenuti. D’altro canto, il via vai su gomma è aumentato di circa il 7 per cento, raggiungendo, si conferma, i 511mila autocarri. Non solo, “si prevede che a fine 2026, per la prima volta dopo molto tempo, il numero di viaggi effettuati da camion supererà nuovamente il milione”. Appare, insomma, difficile districarsi fra i numeri e leggere tra le righe.

Da parte sua, il governo cantonale ribadisce di avere margini di manovra “limitati” a fronte di un mercato ormai liberalizzato. Non di meno, si assicura rispondendo ai parlamentari, si continuerà “a tutelare gli interessi del Cantone con l’obiettivo di garantire il mantenimento di una base operativa stabile e qualificata per il traffico merci nel nostro cantone, con particolare attenzione al nodo di Chiasso e al ruolo di Bellinzona”.

In attesa del progetto Switch

Guardando al futuro, si resta alla finestra in attesa di conoscere pure le conclusioni di un progetto insubrico, ribattezzato Switch e avviato nell’ambito dei programmi Interreg a seguito di un bando del 2024. L’obiettivo? “Favorire – come spiega il CdS – lo spostamento dalla strada alla rotaia nel trasporto merci, partendo da un’analisi quali-quantitativa dell’interscambio merci Italia-Svizzera e dei flussi di attraversamento, che abbiano però origine/destinazione nelle aree transfrontaliere, utilizzando le nuove tecnologie”. Guidato dall’Università Carlo Cattaneo, vede come responsabile sul lato svizzero la Supsi con il Dipartimento di tecnologie innovative. Le prime risultanze sono state presentate un anno fa a Milano. Quanto agli assi ferroviari presi in considerazione sono Gottardo e Sempione. Staremo a vedere.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-11-04T07:00:00.0000000Z

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