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Polizia comunale: futuro incerto, presenza costante

In attesa di sapere quale sbocco avrà il progetto cantonale

Di Daniela Carugati

La Polizia strutturata di Stabio ancora non conosce il suo destino, che resta incerto. Sullo sfondo, infatti, c’è un nodo importante da sciogliere, quello del Progetto Polizia ticinese; che è tuttora sul tavolo del Cantone. Ogni giorno, però, i suoi agenti sono sul territorio comunale. «E di questo sono loro grata», annota Francesca Frigerio, a capo del Dicastero ordine pubblico, sicurezza e difesa. E subito dopo aggiunge: «Non è facile lavorare quando il futuro non è scritto. Il nostro Corpo ha comunque dato dimostrazione di continuare a operare e a partecipare ai progetti in corso». E di iniziative non ne sono mancate neanche l’anno scorso. «Nel 2025 l’attività è stata impegnativa – conferma dal canto suo il comandante Claudio

Botti –. Certo se il Rapporto del Dipartimento delle istituzioni dovesse essere approvato così com’è, il Comune di Stabio rischierebbe di dover rinunciare al proprio Corpo. La Polizia comunale di Stabio e quella di Losone saranno le più coinvolte e maggiormente interessate dai cambiamenti previsti».

‘Siamo in balia del Cantone’

A tenere con il fiato sospeso tanto la politica che il servizio locali è la situazione di stallo. Ora come ora tutte le ipotesi, infatti, sono aperte. «Al momento – fa sapere la capadicastero – non abbiamo informazioni in merito al progetto. La speranza è che davanti alle prese di posizione importanti prese dai Comuni – negative nel Mendrisiotto, ndr – il Consiglio di Stato si ravveda. Oggi siamo in balia del Cantone». Nel frattempo, a Stabio non ci si è persi d’animo e si è nominato il nuovo vicecomandante interno al Corpo, che entrerà in servizio dal primo giugno prossimo per dar manforte: si tratta del sergente maggiore Cristina Pirovano. «Il nostro è un segnale politico – rivendica Frigerio –, per dire che la nostra Polizia deve esserci».

Parola chiave, prossimità

A Stabio, in ogni caso, sono preparati. «Non è la prima volta – commenta il comandante – che ci confrontiamo con cambiamenti significativi. E qualora il Gran Consiglio dovesse approvare il rapporto, saremo pronti ad affrontare le nuove sfide con professionalità e senso di responsabilità». La missione di questo Corpo strutturato che fa riferimento al polo di Mendrisio poggia e poggerà, ribadisce Botti, su tre obiettivi. Ovvero «la presenza capillare sul territorio, una risposta appropriata e concreta alle richieste dei cittadini e una sensibilità verso i bisogni delle fasce più vulnerabili della società, come anziani e giovani». Una testimonianza tangibile la offrono le numerose campagne di informazione a tutto campo realizzate l’anno scorso.

Meno ore di pattuglia, più controlli

Statistiche alla mano, nel 2025 la Polizia comunale ha effettuato un numero inferiore di ore di pattuglia – si parla di una diminuzione del 42% –, ma l’invito è a non fermarsi alle cifre. «Questo dato – richiama Botti – non deve essere interpretato come una minore presenza sul territorio. Al contrario, l’incremento di altre attività operative ha comportato un maggiore impiego di personale in interventi o controlli che hanno richiesto la ‘sosta’ del veicolo di servizio». Il riferimento del comandante è all’aumento dei controlli stradali (97, +22) e della velocità (23, +10), delle richieste di intervento (503, +35%) e delle verifiche su sedimi pubblici (932, +363), alla fermata Ffs (426, +72) e al Pumptrack (411, +246), dove si sono registrati più danneggiamenti. Significativo altresì il numero dei veicoli passati alla lente (2’655) e le multe per eccesso di velocità staccate (169).

Nel mirino le baracche da cantiere

Un altro capitolo sensibile a Stabio è quello dei furti. Il bilancio annuale restituisce comunque dei numeri «in linea» con il 2024, anche per gli episodi nelle abitazioni. Risultano essere in crescita, di fatto, i furti con scasso (20, +8). A incidere, spiega Botti, sono state in particolare le incursioni dei ladri sui cantieri edili. Nel mirino sono finite le baracche degli operai, o meglio le macchinette del caffè, alleggerite delle monetine. Sempre in cima alla lista anche i veicoli e, soprattutto, le biciclette (preferibilmente elettriche). L’andamento statistico, certo, non placa il bisogno di sicurezza della popolazione. E la Polizia lo capisce bene. «È giusto non sottovalutare il fenomeno – rincuora il comandante –, ma non bisogna creare inutili allarmismi o trasmettere un senso di insicurezza nella cittadinanza». Al contempo la collaborazione di cittadini e cittadine, osserva, è «importantissima». E qui Botti lancia una sorta di appello: «Tengo a rammentare quanto sia fondamentale avvisare subito il numero d’emergenza 117 e segnalare movimenti e persone sospetti. Putroppo ancora troppe segnalazioni ci vengono fatte il giorno dopo o addirittura alcuni giorni dopo».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-04-24T07:00:00.0000000Z

2026-04-24T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281762750848047

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