La corsa del Plr inizia da Lugano
La sezione cittadina approva all’unanimità i dieci candidati al Gran Consiglio. Fra questi l’uscente Natalia Ferrara e diversi consiglieri comunali
Di Dino Stevanovic
Parte ufficialmente da Lugano la lunga campagna in vista delle elezioni cantonali dell’anno prossimo del Partito liberale radicale (Plr). Con l’obiettivo di difendere e migliorare le posizioni attuali e, perché no, provare a portare un luganese in Consiglio di Stato (CdS) dopo l’uscita di scena di Christian Vitta. I numeri, come è stato detto durante l’assemblea sezionale, svoltasi ieri sera al Palazzo dei congressi, ci sono: «Il distretto di Lugano da solo vale il 40% dei voti» ha ricordato il presidente distrettuale Fabio Monti. Un patrimonio al quale contano di attingere i dieci candidati al Gran Consiglio che i delegati hanno approvato all’unanimità e che si batteranno in vista di aprile 2027.
Fabio Schnellmann non si ricandida
Un compito arduo, dato che su otto deputati del Luganese sette paiono intenzionati a ricandidarsi e un solo uscente, Fabio Schnellmann, non si ripresenta. Dieci nomi dunque, tra i quali non compare Alessandra Gianella: fresca new entry quattro anni fa, ha spostato il domicilio a Cureglia e pertanto della sezione cittadina l’unica uscente a ripresentarsi è Natalia Ferrara, anche capogruppo in Consiglio comunale (Cc). Sempre dal Legislativo cittadino arrivano Carola Barchi, Petra Schnellmann (figlia di Fabio) e Andrea Togni. Poi c’è l’ex granconsigliere Romolo Pignone, l’ingegnere nonché membro del Consiglio d’amministrazione di Ail Sa Fabio Forrer, gli avvocati Asia Ponti (sorella del campione di nuoto Noè e fino a fine mese consigliera comunale a Gambarogno) e Leonardo Ruinelli (presidente dei Giovani liberali radicali ticinesi) e l’immobiliarista Federico Barresi. Un decimo nome è stato approvato ma verrà reso pubblico dopo aver ottenuto il via libera in ambito professionale e si tratta di un uomo attivo da diversi anni in un Cc del Luganese.
‘Il partito va bene se a Lugano è in salute’
«La sezione deve difendere i suoi tre seggi, ma facendo squadra con l’intero distretto» ha aggiunto Monti, ponendo obiettivi importanti: «Il raddoppio in CdS è alla portata, come lo è evitare di perdere deputati e anzi forse guadagnarne, per la prima volta dopo molto tempo». «Manca entusiasmo però – ha ammonito, rivolgendosi in particolare ai consiglieri comunali –. Per vincere dobbiamo trasmettere entusiasmo e positività, soprattutto pensando alla scelta di Vitta di non ripresentarsi, che apre a nuovi scenari». Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe) che è stato citato anche dal presidente cantonale Alessandro Speziali, che ha ribadito la volontà del Plr di mantenere la direzione del Dfe, come pure di riprendere il Decs o il Dt. «Se il Plr va bene, è perché il polmone luganese è in salute – ha aggiunto –. Lugano è la locomotiva sia per la crescita del cantone sia per la crescita del partito».
La replica a Ghisletta
Più locale il contributo della municipale Karin Valenzano Rossi, che non ha mancato di rispondere a distanza alle critiche espresse la sera prima dall’assemblea socialista. «Un municipale (Raoul Ghisletta, ndr) si è lamentato che in Città c’è una politica dell’austerità. In realtà si vogliono solo tenere sotto controllo i costi. È vero, storicamente, gli investimenti a Lugano si aggiravano sui 60-65 milioni di franchi all’anno, mentre ora siamo sui 39-40 milioni, escluso il grosso investimento del Polo sportivo e degli eventi. Siamo comunque su livelli elevati (secondo Ghisletta dovrebbero essere «almeno 50» invece, ndr), si tratta di assegnare delle priorità e non è semplice», ha precisato la capodicastero Sicurezza, ricordando i sempre maggiori oneri scaricati dal Cantone. Cantone con il quale «ultimamente si fa fatica a intavolare discorsi costruttivi», ha aggiunto alludendo al nodo della sede della giustizia o degli spazi per la cultura indipendente alla scuola di sartoria a Viganello.
‘Candidati forti dalla città per il governo’
L’intervento più lungo e articolato è stato quello del presidente sezionale. «Vorrei sottolineare lo stile di Christian Vitta nell’annunciare la sua uscita» ha detto Paolo Morel, elogiandolo e ringraziandolo «per averci mostrato che si può ancora fare politica seriamente». Proprio l’addio di Vitta «potrebbe rendere la campagna molto interessante. Abbiamo la solida speranza di avere una o due candidature forti dalla città al CdS». Anche per Morel l’obiettivo è il raddoppio in governo e la crescita in parlamento, a patto di «mettere da parte i personalismi», per creare un’onda da cavalcare fino alle Comunali del 2028. A proposito di queste ultime, ha svelato che la Commissione cerca verrà sottoposta al voto dell’assemblea il prossimo 12 novembre, con l’obiettivo di presentare fra un anno i candidati al Cc e nell’autunno del 2027 quelli per il Municipio.
«Per la prima volta, da anni, si prospetta davvero l’occasione di tornare a fare bene, di tornare ad avere l’opportunità di crescere, l’opportunità di vincere. Un’emozione che non proviamo più da anni – ha aggiunto –. Non cadrà dal cielo, non ci sarà regalata, dipenderà in gran parte da noi stessi e da quanto vorremo che le nostre idee e i nostri valori tornino ad avere peso nella politica ticinese e a Lugano». Una Lugano con diversi temi d’attualità, che il presidente ha velocemente passato in rassegna. A partire dalle finanze: «Secondo il Municipio il debito è nodo centrale. È certamente rilevante, ma in un periodo storico di tassi negativi o bassi, è più importante dal nostro punto di vista tenere sotto controllo la spesa corrente. Vendere beni pubblici o aumentare il moltiplicatore può dare ossigeno, ma non sostituisce una revisione seria di prestazioni, organico, sussidi, eventi, consulenze, partecipazioni e priorità d’investimento».
E poi l’annoso problema del traffico, il Pse finalmente come fiore all’occhiello, e le preoccupazioni su un eventuale depotenziamento della chirurgia all’Ente ospedaliero cantonale luganese. Gli argomenti d’attualità non mancano, ma, come ha sottolineato in chiusura Morel, a fare la politica sono le persone che, tema comune a tutte le forze politiche, si vorrebbe riavvicinare alla cosa pubblica: «Vi chiedo di tornare a credere che il futuro possa essere influenzato dalle nostre scelte, che la politica possa ancora essere uno strumento di cambiamento. E che il Plr possa essere protagonista».
LUGANESE | MENDRISIOTTO
it-ch
2026-06-03T07:00:00.0000000Z
2026-06-03T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281762750928584
Regiopress SA